Gabbiadini? Prima o poi tornerà…

Gabbiadini? Prima o poi tornerà…

Manolo vuole Bologna, il Bologna vuole Manolo: a giugno l’operazione si farà

Il calciomercato molto spesso funziona in maniera molto semplice: si basa sulle volontà dei calciatori. Quelle di Manolo Gabbiadini sono chiare: vorrebbe tornare a Bologna. Qui ha gli affetti, ha costruito una splendida famiglia e ama la città, soprattutto i tifosi. Ecco allora che il ritorno è cosa praticamente certa, si tratta solo di capire quando avverrà. A gennaio? Difficile, quasi impossibile, De Laurentis non vuole cederlo, o chiede tanto per farlo. Il Bologna potrebbe inserire Oikonomou come contropartita tecnica, ma Corvino dovrebbe chiedere a Saputo un esborso che il chairman non è intenzionato a fare, almeno a gennaio. Discorso diverso a giugno, quando il Bfc potrebbe monetizzare dalla cessione di un suo gioiello (Diawara?) reinvestendo gli introiti proprio per Gabbiadini. Fantamercato? Probabilmente no.

Manolo-Gabbiadini

Qualcuno rimarrebbe deluso nel vedere il Bologna generare una plusvalenza da reinvestire sul mercato? Obiettivamente la trovo la normalità per una società con progetti ambiziosi e che è appena ripartita dopo una gita in Serie B. Chiedevamo un modello Udinese? Chiedevamo talenti da lanciare e poi vendere a cifre folli? Bene, ci siamo. Personalmente, non mi scandalizzerei se il Bologna a giugno dovesse cedere Diawara per circa 20 milioni per poi acquistare Gabbiadini a certe cifre. Firmerei subito. Non perché Diawara non mi piaccia, ma per il semplice fatto che il Bologna non è ancora una big che può permettersi di trattenere tutti e acquistare come se fosse il Manchester City. Saputo è ricco, ma vuole fare le cose con calma, a piccoli passi ma concreti, seguendo le linee guida del progetto anche per non creare scompensi in fase di bilancio. Il Bologna è tornato un club solido, ma se Saputo iniziasse a spendere vagonate di milioni di euro sul mercato senza una cospicua entrata, sarebbe poi chiamato di nuovo a continui aumenti di capitale. Non possiamo pensare che il chairman versi nelle casse 30 milioni di euro tutti gli anni…

Ecco allora che serve avere pazienza, abbandonare la smania del ‘tutto subito’ fidandoci di chi amministra il club e capire che per tornare a certi livelli occorre non fare il passo più lungo della gamba. Abbiamo dirigenti di primo piano, sanno fare il loro lavoro e stanno operando per il bene del Bologna: i problemi c’erano prima, con chi ci ha portato sull’orlo del fallimento. Sono certo che a giugno le possibilità di prendere Gabbiadini salgano vertiginosamente, quando De Laurentis opporrà meno resistenza, quando il ragazzo farà presente a tutti la volontà di giocare di nuovo nel Bologna e quando la squadra potrà competere per obiettivi un po’ più prestigiosi di una salvezza striminzita. Il fatto che Saputo non intenda investire a gennaio – quando tutto è più caro – non significa non voglia farlo a giugno. Non mi stupirei, dunque, se a settembre 2016 Gabbiadini vestirà di nuovo in campo la maglia rossoblù: il sogno di una notte di inverno può diventare una concreta realtà in una torrida notte estiva. Saputo, se può, i sogni li realizza.

Saputo

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