Fiducia a Delio Rossi

Fiducia a Delio Rossi

Si parla tanto di calciomercato, di Corvino, di chi verrà o chi no, di quello scarso, quell’altro forte ma troppo costoso, dell’occasione da cogliere e del budget troppo ridotto. Ma in tutto ciò, chi allena lo trascuriamo? Assolutamente no. Il tecnico è, e sarà, Delio Rossi. Se n’è parlato per un po’ di tempo, poi, una volta blindato, l’argomento è stato accantonato. Meglio così, vuol dire che i dubbi, se ce n’erano, sono stati dissipati. Si sa, il Bologna voleva chiudere con Diego Lopez, tentare di farcela con l’uruguagio per poi puntare su un altro allenatore in Serie A. Era tutto apparecchiato per l’arrivo di Gasperini, poi gli errori di Lopez e il rischio concreto di dire addio alla Serie A hanno fatto si che i piani originali saltassero. Ci ha provato Corvino ad andare fino in fondo, ma dopo Frosinone non era più possibile. Via l’hombre vertical, dentro Delio Rossi, chiamato prima con tre partite a disposizione a tentare un disperato assalto al Frosinone, poi costretto a passare dai playoff e da un tritacarne di emozioni da cui abbiamo rischiato di non riprenderci più. 

 

L’approccio è stato concreto, Rossi non è venuto qui cercando di fare il fenomeno e porsi sul classico status del ‘adesso ci penso io’. No, ha sfruttato il lavoro di Lopez per non stravolgere un impianto tattico che i giocatori conoscevano e in cui si sono trovati bene, infatti la qualità del gioco non è radicalmente cambiata e l’unico aspetto sui Rossi ha cercato di imprimere una nitida impronta è stato l’attacco. Qui c’è stata la svolta, basta possesso palla sterile ma verticalizzazioni e velocità di gioco. Appena si è potuto si è cercato di andare in porta. Questa tattica ha portato il Bologna a sbloccare di nuovo il reparto offensivo (ad esclusione di Mancosu) col rischio di esporre la difesa a qualche gol in più. In sostanza, Rossi ha sfruttato il vantaggio della classifica cercando di spuntarla con l’attacco. Ce l’ha fatta e merita un grande ringraziamento. Ora, però, potremo inquadrare meglio il suo lavoro e il suo livello di allenatore. Allestirà e costruirà il suo Bologna fin dal ritiro, non dovrà gestire giocatori voluti da altri, bensì creerà e modellerà i nuovi ragazzi rossoblù a sua immagine e somiglianza. Il nostro giudizio potrà essere più completo, anche se, occorre ricordarlo, tarato su una salvezza da raggiungere in A e non su un campionato da vincere a tutti i costi.

 

Capiremo inoltre quale sarà la preparazione fisica della squadra, stavolta tenuta ad arrivare fino in fondo con energie e non sulle gambe come successo in B. Probabilmente avremo un livello di amichevoli un po’ più probante rispetto al passato e ci presenteremo alla Coppa Italia più pronti e lucidi, perché guai a steccare il debutto ufficiale nella stagione che ci vedrà al ritorno in Serie A. Penso che con Delio Rossi il Bologna sia in buone mani, un allenatore che allena, che spiega e insegna calcio, che lavora ponendo le giuste distanze tra il suo ruolo e quello dei giocatori, perché l’allenatore deve stuzzicare, rimbrottare e non per forza risultare simpatico ai suoi ragazzi. Ecco, penso che Delio possa fare bene, a dispetto di chi pronosticava un cambio di guida tecnico estivo o un esonero a novembre inoltrato e alle prime difficoltà. Sì, perché in Serie A non potremo essere secondi o terzi, navigheremo a metà classifica e qualche sconfitta arriverà. Se già dalla prima metteremo in discussione l’allenatore, rischieremo di minare il lavoro di un mister esperto e che sa come si ottengono salvezze tranquille in massima serie. Mi fido di Delio Rossi, occorrerà legittimare la sua posizione e non commettere gli stessi errori prodotti con Stefano Pioli o altri. Sarà una stagione difficile, complicata, che ci riserverà qualche soddisfazione ma anche diverse scoppole. Basta saperlo prima, essere consapevoli di cosa andremo incontro per non farsi trovare impreparati quando i momenti difficili arriveranno. Parlo ora, per tempo e con anticipo, ma tutto questo verrà presto dimenticato e al primo tre a zero in trasferta le critiche diventeranno feroci. Ci siamo abituati.

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