Fenucci nebuloso sul budget, ora guai a sbagliare la prima punta

Fenucci nebuloso sul budget, ora guai a sbagliare la prima punta

Girandola di nomi di prime punte attorno al Bologna. Tra un Pazzini a bagnomaria e un Borini in vacanza, il ventaglio di nomi si arricchisce ogni giorno di più. Tra giocatori realmente sondati, attaccanti trattati e cavalli di ritorno proposti, l’agenda di Pantaleo Corvino è piena come quelle dei più importanti business man mondiali (tant’è che a volte non riesce neanche a rispondere al telefono). Vita dura quella del direttore sportivo: lavori 365 giorni all’anno, soprattutto quando il campionato è terminato e inizia il calciomercato (e quello non dorme mai). Se poi il Bologna rimane in bilico sulla categoria fino a giugno inoltrato, bisogna lavorare su più fronti: quello per la Serie A e quello (per fortuna scongiurato) della Serie B. Prima di riprendere il discorso mercato e attacco, apro una piccola parentesi. Quello che è successo a Catania ci ha insegnato – col senno di poi – tante cose. La prima è che non è automatico vincere il campionato di B per tutte quelle formazioni appena retrocesse dalla Serie A. Gli etnei erano i grandi favoriti, coloro che avrebbero dovuto ricalcare le orme del Palermo. Invece guardate cosa è successo…Punto secondo: se non assumi i connotati e la mentalità da Serie B, non solo fai fatica a restare nelle prime posizioni, ma addirittura rischi di retrocedere. Ecco allora che il lavoro di Fusco, alla luce delle vicende catanesi, assume una importanza ancora più rilevante, perché costruire una rosa competitiva con una situazione societaria sull’orlo del tracollo non deve essere stato assolutamente facile. Assemblare una buonissima base di calciatori ‘di categoria’ si è rivelata una carta vincente fondamentale per il risultato finale. Lo ripeterò sempre, la promozione ottenuta quest’anno non può essere ricondotta solo ai meriti di pochi, ma a tutti coloro che hanno cercato di fare il possibile per mettere il Bologna nelle migliori condizioni possibili di farcela. Bene Fusco in estate con la base (Maietta, Oikonomou, Cacia, Matuzalem, per citarne alcuni) e bene Corvino, soprattutto con l’arrivo dei decisivi Da Costa e Sansone. Parentesi doverosa per capire il rischio concreto che abbiamo corso, non solo a livello societario ma anche sul campo. E poi sì, quelli che parlavano di Bologna a rischio Lega Pro dopo la sconfitta con l’Aquila forse avranno cambiato idea (ma non lo diranno).

 

Torniamo alla realtà invece, perché il 12 si sale in ritiro ma sicuramente la rosa non sarà completata. Lo ha ammesso abbastanza chiaramente Fenucci ieri che, come suo solito, ha cercato di mantenere il più classico dei profili bassi. Un po’ per strategia e un po’ perché, da dirigente, non può sbilanciarsi più di tanto. Ha ragione però su una cosa: nessuna squadra in Serie A salirà in ritiro con il lavoro sul mercato completato al 100%. E il budget? Per l’amministratore delegato non è stato definito, o probabilmente sì ma non lo sa nessuno. Si parla di 12-15 milioni. Non mi fido. Ci sarà sicuramente pretattica, a maggior ragione se le indiscrezioni provengono da fonti societarie. Il Bologna non vuole farsi prendere alla gola sul mercato, Corvino sonda e attende, perché con più passa il tempo e con più le cifre si abbassano. Fenucci ha poi espresso un concetto interessante: “Si possono prendere giocatori con un basso costo di trasferimento ma con un ingaggio elevato per migliorare la competitività della rosa”. Tradotto, ci sono dei parametri zero interessanti (oppure giocatori di livello e che hanno bisogno di rilancio) su cui si può investire in termini contrattuali perché i cartellini sono a costo zero o accessibili a due lire (pardon, due euro). 

 

Uno di questi nomi potrebbe essere Pazzini, sondato, contattato e al momento lasciato in zona di sosta. Acquisto a parametro zero su cui, appunto, si investe con l’ingaggio. Non è più giovanissimo, ma può segnare ancora se gli viene concessa l’opportunità di giocare. Non so, ho come la sensazione che Corvino e Rossi sondino il mercato, valutino la possibilità di arrivare ad una punta più giovane e futuribile, se questo non dovesse accadere allora Pazzini diventerebbe un nome concretissimo per l’attacco del prossimo anno. Borini e Destro sono le piste quasi impossibili, il primo è cercato da diversi club, non ultima la Lazio che può offrire anche le coppe europee, il secondo invece è prossimo allo sbarco a Montecarlo nonostante le sue ripetute smentite. L’affare è vicino, poi sì, fino a che non ci sono le firme tutto può saltare. Rimangono Abel Hernandez, bel giocatore anche se dall’ingaggio elevato, Duvan Zapata, corteggiassimo dal Toro, e Okaka, quello che i rumors di mercato danno più vicino al Bologna. Corvino ne ha parlato con Osti quando è stato intavolato il discorso relativo ai riscatti di Sansone e Krsticic, ora in standby. Più che una idea concreta può essere considerata una opportunità, nel senso che 6 milioni per Gianluca e Nenad il Bologna non li spende e di questi ne può offrire 3-4 per Okaka. Ecco, in questo caso il nome non mi stuzzica, non lo vedo come il bomber da doppia cifra che serve a questa squadra il prossimo anno. Preferirei, in questo specifico caso, altri candidati. Tra tutte le scelte delicate a cui è chiamato Corvino, quella della prima punta è la più importante, quella da non sbagliare assolutamente. Chiudo con Sansone, Krsticic e Casarini. Cifre alte per i primi due, a queste condizioni il Bfc non li riscatta. Serve uno sconto cospicuo oppure un rinnovo dei prestiti, sono due pedine su cui si lavorerà ancora, anche perché la Samp non può permettersi di tenere due giocatori ai margini. Probabile che col passare del tempo le richieste scenderanno e che il Bologna si attiverà per riprenderli. Capitolo Casarini, l’addio di Giuntoli ha bloccato la trattativa per il suo passaggio al Carpi e, un po’ come successo con Melchiorri, i biancorossi rischiano di perdere un altro obiettivo. Il Bari, oltre a Cacia, ha sondato anche la disponibilità del ‘casaro’. A Bari vogliono salire, chi meglio di tutti quei giocatori che hanno dimostrato di riuscire a farcela qui a Bologna.

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