La solita pazienza

La solita pazienza

Chi si stupisce per le parole di Fenucci evidentemente non aveva prestato attenzione alle precedenti interviste: tutto passa dai diritti tv, fino ad allora si va avanti con l’attuale spartito. Serve come sempre pazienza

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Il sunto delle parole di Claudio Fenucci oggi ai giornalisti è questo: il salto di qualità passa dall’aumento dei ricavi, fino ad allora consolideremo la categoria. Lo snodo cruciale è dunque la riforma dei diritti televisivi, che potrebbe portare al Bologna oltre 20 milioni di euro in più. Quando avremo le risorse potremo dire ‘che il Bologna ha una rosa dal decimo posto in su’ la frase dell’Ad, ma per fare questo ci vuole tempo. Fenucci considera il Bologna ancora una società neonata: tre anni di tempo sono troppo pochi per costruire una squadra vincente e infatti il dirigente ha preso ad esempio Udinese (23 anni di Serie A) e Sampdoria (6). Insomma, il primo triennio è finito ma difficilmente dalla prossima stagione vedremo un Bologna da Europa.

A suffragare questo le conferme di Roberto Donadoni e Riccardo Bigon. Il mister ha già contratto e mentre in diversi lo danno per partente, il presidente in pectore rossoblù sostanzialmente lo ha blindato nel suo ruolo, difendendolo nel suo operato e nei suoi risultati. In effetti, Donadoni ha sempre portato a termine l’obiettivo, ma Fenucci dimentica che salvare questo Bologna è una missione tutt’altro che difficile considerato il livello della Serie A. Inoltre, diventa complicato chiedere entusiasmo a fronte di una squadra che in media perde quasi una partita su due dal ritorno in Serie A. E allora, se i risultati sono sufficienti in termini di classifica ma non in numero di sconfitte, almeno che il pubblico possa divertirsi vedendo partite gradevoli. Ma anche qui c’è la giustificazione ‘in Serie A partite belle se ne vedono poche’. E allora armiamoci della solita pazienza, perché con l’attuale tecnico è difficile attendersi molto di più di quanto visto fino adesso.

Ma allora, se le sconfitte abbondano e la squadra non diverte, perché Saputo non cambia? Perché ha già cambiato tanto da quando è arrivato – via Fusco e Corvino tra i Ds, via Lopez e Rossi tra i tecnici – e in questa fase è concentrato sulla partita restyling Dall’Ara (ed esonerare Donadoni vorrebbe dire pagarlo). Non che se ne freghi del pensiero dei tifosi ma, seguendo il percorso tracciato tre anni fa, ora al centro c’è lo stadio visto che la squadra si salva tranquillamente senza patemi. Saputo non è soddisfatto del lavoro svolto, o almeno non completamente, ed è consapevole dei problemi visti nel recente periodo in ambito tecnico, ma probabilmente ha deciso che la strada della continuità tecnica al momento può bastare all’interno del suo disegno per il Bologna che verrà. In conclusione, nulla di nuovo sotto il sole: l’unica speranza è che il futuro Bologna di Donadoni e Bigon riesca a giocare un po’ meglio. Per l’Europa occorre aspettare diritti tv e stadio. Ma è quello che Fenucci ha sempre ribadito in questi anni.

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