Evviva Lotito!

Evviva Lotito!

Sarà collassato il presidente della Lazio Claudio Lotito ora che il Bologna è quarto e al momento la classifica recita Carpi e Vicenza in A, Frosinone terzo quindi con possibili vantaggi ai playoff. Ecco dunque che al consigliere federale verrà un altro svenimento nel pensare a possibili partite della massima serie tra Chievo, Carpi, Vicenza, Empoli, Atalanta e Sassuolo. Facile facile sarà piazzare i diritti tv a certe cifre, auguri. Mi pare chiaro che, col passare del tempo, quelle parole poco etiche ma in parte condivisibili pronunciate da maestro del latino si stiano ritorcendo contro il Bologna. Ovvio, non dobbiamo fossilizzarci sugli errori arbitrali utilizzandoli per coprire le nostre mancanze negli ultimi due mesi, ma l’arbitraggio del San Nicola – unito a quelli visti nella giornata successiva al Matusa e al Menti – risultano troppo coincidenti per non lasciarci un retrogusto amaro al sapore di dietrologismo. I danni a nostro sfavore si sono concentrati guarda caso nella giornata che sancisce il sorpasso di Vicenza e Frosinone sul miglior Bologna della stagione e nel suo momento di massima difficoltà. In tutto questo, con una decisione ribaltata nel suo regolamento, il Bologna si ritroverà al cospetto del Catania senza il suo miglior difensore e con altri due squalificati importanti proprio nella fase decisiva della stagione e con i rossoblù in preda ad infortuni di ogni tipo. A tutto ciò, aggiungiamoci pure le lamentele sull’arbitraggio di un Catania comunque vincente sulla Ternana. Il bue che dice all’asino cornuto, la squadra con più rigori concessi da inizio stagione a oggi ha osato lamentarsi della mancata concessione di ben due penalty. Non so voi ma i miei presagi si fanno cupi. Brutto, poco elegante, pensare alla malafede della classe arbitrale o di chi comanda la Serie B, ma è chiaro che in città i pensieri di un tempo si ripresentano in tutto il suo fragore. Non regge neanche la tesi del doversi guardare indietro e analizzare tutto ciò che tecnicamente non è andato da gennaio a oggi, perché se in una delle partite chiave della stagione il Bologna viene defraudato, le conseguenze potrebbero essere evidenti sulla classifica finale. Se Bologna, Vicenza e Frosinone vincessero le prossime cinque e a contare per davvero fosse proprio quel pareggio di Bari? 

 

Meglio non pensarci, così come credo sia utile non trovare nella classe arbitrale un alibi. Cioè un motivo per mollare tutto perché tanto “qualcuno non ci farà salire”. No, voglio ragionare in maniera inversa. Guardiamo al Bologna come una squadra che ha sofferto tanto per diverse partite, che avrebbe dovuto guadagnarsi un sostanzioso margine sulle avversarie ma non è stata in grado di farlo e che si è cacciata nei guai da sola, bene, ora però ammiriamo la capacità di reazione di questi ragazzi venerdì sera, davanti a 40mila tifosi avversi e undici attori da Actor Studios; il tutto forse a sancire una piccola rinascita della fenice che risorge dalle sue ceneri. Sì, sono convinto che se il Bologna sarà sempre quello del San Nicola la Serie A non sarà più un miraggio ma di nuovo un obiettivo concreto. Dovevamo essere così pimpanti e volitivi prima, ora potrebbe essere troppo tardi ma è corretto esigere il medesimo atteggiamento nelle ultime cinque partite, provare a vincerne il più possibile e a fine stagione tirare le somme. 

 

Sfruttiamo, inoltre, un nuovo sentimento che la sfida di venerdì ha rispolverato in tutto il suo splendore: l’attaccamento verso la squadra. Vedere undici ragazzi lottare in inferiorità numerica ha riavvicinato il tifo sia alla squadra che al mister, stavolta meno uruguaiano nell’inveire, con metodi sbagliati ma con una grande parte di ragione, contro il deficitario arbitraggio di Maresca. Ci voleva la pessima direzione di gara di un arbitro sopravvalutato per sancire la reunion tra la squadra e l’ambiente circostante, ricompattando una città intera con venti ragazzi magari non perfetti ma con un cuore veramente grande. La miglior strada per riprendere quota e non affondare è quella di sfruttare l’unione ricreata per spingere e sostenere un Bologna con tanti difetti ma che ha ripreso a crederci e lottare, perché il campionato non è finito, i rossoblù sono ancora vivi e da domani si cercherà di riprendere sul campo quanto ci è stato tolto da un fischietto e da una nostra evidente crisi di mezza stagione. Quella rabbia positiva nata dopo venerdì sera servirà in campo da qui alla fine, per far contenti i tifosi, la piazza, la società e quel burlone di Lotito. Evviva Claudio, forse ci hai danneggiato involontariamente, ma chissà che da venerdì sera il Bologna non si sia ritrovato aggrappandosi ad uno stimolo di rivalsa che ha permesso di riaccendere una fiamma ormai sopita dalla routine pareggereccia e da un gioco latitante e stantio. Forza Bologna, ci crediamo più oggi rispetto ad un mesetto fa.

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