Ecco il Bologna che vorrei

Ecco il Bologna che vorrei

Un Bologna salvo a tre giornate dalla fine (ma lo era due mesi fa) ha finalmente ritrovato se stesso: adesso chiudere bene la stagione

Il primo obiettivo stagionale è raggiunto. Quaranta punti garantiscono la salvezza simbolica (ottenuta comunque a marzo) anche se non ancora matematica, ma cambia poco. Il Bologna ritrova se stesso giusto in tempo per evitare un finale al cardiopalma e con l’acqua alla gola, lo fa davanti ad un Genoa spento, morbido, giunto a Bologna con una salvezza conquistata da tempo e dopo una vittoria sofferta con l’Inter. Il risultato? C’erano più stimoli sulla sponda felsinea.

Si diceva di un Genoa privo del coltello tra i denti, ma lo fu anche il Toro e sappiamo come è andata a finire. Se il Bologna oggi non avesse messo in mostra di nuovo le qualità che lo hanno contraddistinto durante la rimonta forse sarebbe finita esattamente come sabato scorso. Ecco allora che la differenza risiede tra i rossoblù, una squadra che anche senza Diawara ha saputo giocare, pressare, ripartire come faceva un tempo e come aveva stranamente smesso di fare. Serviva una reazione da uomini veri ed è arrivata, grazie anche ai senatori schierati da Donadoni, bravi a trascinare tutta la truppa fuori dalle secche. Brienza, Brighi, Maietta e Giaccherini su tutti, ma anche il ritorno di Gastaldello ha consentito alla squadra di ancorarsi ad un punto di riferimento importante.

In conferenza stampa Donadoni ha rimarcato l’aspetto mentale con cui il Bologna oggi ha fatto la differenza, effettivamente il mister sembra aver colto nel segno perchè altrimenti non è spiegabile il fatto che la squadra abbia giocato così solo oggi e non negli ultimi due mesi. L’importante è che il Bologna si sia ritrovato, perché alla fine con un buon bottino di punti nelle ultime tre si può chiudere dignitosamente il campionato e avvicinare il decimo posto. Soprattutto, si riuscirebbe a non rimettere completamente in discussione il progetto tecnico creato in estate. Migliorabile, certo, ma comunque poggiante su buone basi.

E’ un peccato dunque che il Bologna abbia staccato la spina per così tanto tempo, si sarebbero evitate polemiche, telenovelas, diatribe, frizioni, e la squadra non avrebbe perso posizioni su posizioni  in classifica. Rimangono tre partite per ridare dignità ad un campionato vissuto tra tante e gioie e soddisfazioni e vorremmo sempre rivedere questo atteggiamento in campo. Bene ha fatto una delegazione della Curva a dare una sveglia alla truppa, sperando che l’effetto sia prolungato e non effimero. Forza Bologna, ti vorrei sempre come contro la Juve ma per evitare il solito tracollo primaverile era sufficiente quello odierno.

 

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