‘E Tacopina che fine ha fatto?’

‘E Tacopina che fine ha fatto?’

E’ la domanda che ogni tifoso medio si pone (o mi pone se sono in collegamento con qualche emittente). La curiosità attorno alla figura del presidente Joe Tacopina è tanta, così come è ancora nitido e percettibile l’entusiasmo che la circonda, quasi come se il Bologna non fosse mai passato dalle mani di Tacopina a quelle di Saputo. La capacità di vivere la città che ha sempre dimostrato il presidente ha fatto breccia nei cuori dei tifosi bolognesi, perché effettivamente, di figure di questo tipo, Bologna ne sentiva una profonda e lacerante mancanza. Guaraldi, per intenderci, non poteva certo scorrazzare per le vie cittadine a procacciarsi selfie. La sensazione è che il tifoso bolognese voglia vedere il proprio presidente vivere intensamente la città, i portici che la adornano e il tifo passionale per la squadra rossoblù che si percepisce. In politica si chiamerebbe ‘elettorato di pancia’. Ecco, il modo con cui Tacopina si è approcciato a questa sua nuova avventura è stato mediaticamente perfetto: si è guadagnato la fiducia dei tifosi nonostante il precedente del 2008, una volta ottenuto questo, ha cercato di usarlo a suo favore nella trattativa con Guaraldi, a volte forzando un po’ la mano pur di strappare il Bologna dalle grinfie della vecchia gestione e dagli artigli del redivivo Zanetti. Tattica perfetta, infatti il Bologna è diventato suo. L’unico passo falso è stato quello delle fideiussioni non presentate (o non accettate perché ritenute non credibili). Peccato, perché in fin dei conti Saputo lo ha coinvolto lui, forse un passo determinante per il futuro del Bologna nonostante gli equilibri sull’asse New York-Montreal fossero labili come poi i fatti hanno dimostrato. Ecco dunque che Tacopina è ancora visto come un salvatore, colui che ha permesso al Bfc di restare in vita e, al tempo stesso, aiutando la piazza a volgere uno sguardo concreto verso il futuro. L’immaginario collettivo resterà sempre questo e ogni volta che Taco tornerà qui i tifosi lo riabbracceranno amabilmente come hanno sempre fatto. 

 

Non sto glissando sulla domanda, tra poco ci arriverò, ma era necessario infilare una serie di premesse prima di arrivare al nocciolo. Ne arriva un’altra, ad esempio. Ho sempre pensato che la coppia Tacopina-Saputo fosse perfetta per essere assemblata. Da una parte il magnate che inonda le casse di denaro liquido, una sorta di Nos per chi si intende di Fast And Furious, dall’altra il catalizzatore principe dei consensi, l’uomo in grado di guadagnare le simpatie della piazza e, parliamoci chiaro, lenire le tensioni critiche. In fin dei conti, con un Bologna a rischio promozione, la cittadinanza tifosa non è di certo scesa all’interno della piazza della contestazione. Qualche mugugno qua e là, ma niente di trascendentale. Troppa la riconoscenza verso questa nuova proprietà per partire subito con il fuoco amico sulla gestione. Eppure qualcosina è andato storto, perché Tacopina e Saputo non si parlano più, addirittura: il presidente ha dovuto convocare una conferenza stampa sui gradoni del centro sportivo di Sestola priva di qualsiasi marchio ‘ufficiale’. Durante questa estate, ogni singola parola di Tacopina è stata considerata una ‘sua opinione’, senza che la società la inondasse via etere. Silenziata la voce del presidente dalla stessa società che presiede. In sintesi: una piccola-grande caduta di stile. Allarme parzialmente rientrato quando il Bologna ha deciso di pubblicare una nota congiunta di Tacopina e Saputo per salutare l’arrivo della ciliegina sulla torta Mattia Destro. Frattura ricomposta? Probabilmente no.

 

La prova è il ‘no comment’ di Saputo all’indomani della sfida al Sassuolo, quando un cronista coraggioso ha cercato di chiedergli come fossero i rapporti con il presidente, segno ineluttabile della divergenza chiara e nitida in seno al Bologna. Possiamo proseguire, perché il fatto che il presidente non si presenti alla prima in casa all’interno del Dall’Ara rinnovato la dice lunga. Certo, magari Tacopina non è potuto ritornare, ma da quando i rapporti tra Joe and Joey sono diventati tesi, mai l’opinione pubblica ha potuto ammirarli assieme in città o allo stadio. Da inseparabili (ricordate i numerosi incontri con il sindaco?) a divorziati. Per cui, alla domanda ‘che fine ha fatto Tacopina’, rispondo per esclusione. Mi spiego, se in città c’è Saputo non può esserci Tacopina e viceversa. Infatti il presidente è dato in arrivo a breve, quando il magnate è già ripartito da giorni per il Canada regalando all’allenatore degli Impact l’esonero dalla guida della squadra. Ci sono poi le voci che danno Tacopina coinvolto nel rilancio societario del Venezia Calcio, ma credo però che per far uscire di scena il presidente serva una liquidazione di un certo tipo (esattamente non economica per le tasche di Saputo). Che fine ha fatto Tacopina? Semplice, vive a New York, verrà qui una volta al mese (quando non c’è Saputo) e resterà un presidente separato in casa. Gli vogliamo bene, ma comanda il canadese senza discussioni di sorta.

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