E’ solo una questione tattica? Credo di no. Intanto il pubblico…

E’ solo una questione tattica? Credo di no. Intanto il pubblico…

Si infiamma il dibattito sul momento di appannamento del Bologna. La scarsa produzione offensiva vista con la Ternana per molti è figlia dell’atteggiamento chiuso dei nostri avversari al Dall’Ara. Effettivamente giocare contro formazioni poste con undici giocatori dietro la linea del pallone non è facile per nessuno, gli spazi sono minimi e a quel punto sei chiamato ad inventare una giocata di qualità per sparigliare le carte. E’ anche vero il fatto che Ternana e Pescara sono due squadre molto abili e preparate in trasferta, bene si adattano ad appoggiarsi sul gioco altrui e a pungere in contropiede. La difficoltà tattica era palese e i due pareggi a reti inviolate testimoniano le previsioni della vigilia. Non si può però negare un’altra evidenza, e cioè che il Bfc già in questo campionato ha incontrato squadre chiuse riuscendo a fare male e costruire gioco. Ultimamente si prende ad esempio il Carpi, una formazione incentrata esclusivamente sulla difesa e sulla ripartenza per le leve di Mbakogu, eppure il Bologna al Dall’ara non ottenne la vittoria per via di tre sontuose parate di Gabriel, tant’è che maledicemmo la bravura dell’ex portiere del Milan. Magari la stessa cosa che stanno pensando i tifosi di Crotone e Ternana per via delle parate di Coppola. Quindi i ragazzi di Lopez hanno già dimostrato di poter far meglio contro squadre abbottonate. Ora, è vero che trovare spazi recentemente è dura, peccato però che non venga considerato il passo indietro della truppa sotto il profilo del gioco. Una velocità maggiore in fase di fraseggio consentirebbe un accerchiamento più incisivo sulla difesa avversaria, perché far ristagnare la manovra sulla mediana masticando il pallone non pone alcuna difficoltà a chi hai davanti. Non muovi fronte, non muovi la difesa, a quel punto è chiaro che penetrare è difficile. Inoltre, quando la manovra non va e la partita prende le pieghe della noia e della poca qualità, servirebbe una invenzione, una giocata, un sussulto che dia la sveglia a tutti. Banale che su questo Zuculini possa incidere e non poco, perché tra un inserimento in avanti o un assist, l’argentino è tra i più decisivi di questo Bologna. 

 

Non solo, l’assenza di Zuculini, a mio modo di vedere, mette in difficoltà anche Ceccarelli che con Franco aveva creato una bella intesa sul binario destro. Infatti ultimamente spesso attacchiamo dalla parte di Masina. Con tutto rispetto, in fase offensiva, tra Casarini e Zuculini c’è differenza. A questo va aggiunto il fatto che rispetto all’andata abbiamo pure un Buchel in meno, altro giocatore bravissimo ad abbinare entrambe le fasi di gioco ma fino a che non sarà in forma meglio puntare su altri. C’è Krsticic e c’è quel Bessa che da regista (sintomo comunque di piedi buoni, a scarso di equivoci pure Filippo Fusco mi segnalò le qualità del ragazzo) svoltò la gara con il Frosinone la quale nel primo tempo aveva posto le stesse difficoltà incontrate recentemente. Non so, penso che quattro piedi buoni in più a centrocampo possano migliorare le cose, anche se si nota un calo fisico non indifferente che ci fa pensare ad uno di quei periodi all’interno di una stagione in cui è necessario rifiatare. Capitano alla Juve, perché non al Bologna. In sintesi, il catenaccio altrui è una delle cause di questo appannamento ma non l’unica, altrimenti nessuno in B potrebbe vincere partite perché di fronte c’è un muro. E poi c’è la Spezia, partita dominata dal Bologna e che costrinse i bianconeri a settanta minuti di difesa ad oltranza…

 

Veniamo infine al pubblico. Saputo pare preoccupato dalla scarsa affluenza, un aspetto che è coerente con l’investimento fatto dal magnate canadese per prendere il Bologna. Sono milioni fitti in doppia cifra anche e soprattutto per tappare falle di bilancio e mandare avanti la gestione. E’ chiaro che qualche entrata in più fa comodo. Detto questo, se escludiamo gli irriducibili della curva che stanno offrendo uno spettacolo incredibile, negli altri settori diventa complicato arrivare a numeri superiori rispetto ai recenti. Lo stadio è scoperto, poco confortevole (in B c’è di peggio, lo so), il clima è freddo, la squadra non gioca granché bene e si scende in campo di sabato quando tanta gente lavora, sono tutti aspetti deterrenti e che tengono lontano gli spettatori più occasionali. Sono 14mila di media, secondo dato in B dietro solo al Bari, quindicesimo se rapportato alla Serie A. Non sarebbero numeri da buttar via ma con tutte le iniziative messe in atto dalla nuova proprietà era lecito aspettarsi di più. Ecco, penso che per portare 20-25mila persone allo stadio servano grandi giocatori o grandi prestazioni in Serie A, dalla cadetteria diventa durissima sia per avversari (non ci sono le big che da sempre riempiono gli impianti) e lo spettacolo è quel che è. Già che ci siamo, visto che si parla di ristrutturazione, si riduca il numero di spettatori del Dall’Ara: 25-27mila sarebbero sufficienti. Non mi resta che sperare in una numerosa partecipazione contro il Vicenza alla prossima casalinga, sostanzialmente uno scontro diretto in cui la componente tifo diventa fondamentale. Una squadra in difficoltà avrebbe bisogno di un dodicesimo uomo e di tutto il supporto possibile da parte dei tifosi.

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