E se pescassimo dal Milan?

E se pescassimo dal Milan?

Mentre in città si dibatte sul mercato improntato da Covino, tra chi sempre sarà grato a Saputo ma mette il direttore sportivo nell’occhio del ciclone per non aver ancora portato, a detta di tanti, giocatori di un certo livello a Bologna, e mentre la squadra inizia a sudare in ritiro, preso dalla difficoltà di elaborare uno Spunto che non sia sempre uguale agli altri, ho deciso di sondare quello che offre la esuberante rosa del Milan. No, non parlo di Agazzi e Zaccardo, ma di qualcosa di interessante che il mercato potrebbe offrire, magari tra qualche tempo. Notizia di ieri, prende corpo l’ipotesi Antonio Nocerino per il centrocampo. Dopo un 2011 sontuoso, sfruttando le sponde di Ibra, il giocatore si è un po’ perso ma non è del tutto uscito dalle scene calcistiche. Soprattutto, nell’ultima stagione a Parma ha ripreso a giocare con continuità. Non è un fenomeno e non è vecchio, se in forma non pare un giocatore bollito. Trent’anni dice la carta di identità, al Milan bisogna rispettare i 25 giocatori in rosa e gli esuberi abbondano. Non rimarrà a Milano, il procuratore sta iniziando a proporlo in giro per l’Italia e trapela che il centrocampista sia disposto a decurtarsi l’ingaggio pur di rimettersi in gioco. Ecco dunque che può diventare una succosa alternativa per il Bologna, perché vanno benissimo i giovani alla Rizzo, Duncan (se arriva) e Crisetig, ma serviranno anche i giocatori di esperienza, soprattutto a centrocampo. Spero ancora nel rinnovo di Matuzalem, ma inserire una mezzala di esperienza potrebbe essere il toccasana per questo Bologna. Non solo in termini di carta di identità, perché Nocerino rappresenterebbe anche quel giocatore di carattere che manca, un uomo che funga da punto di riferimento, uno dei possibili leader del futuro spogliatoio del Bologna. Vedremo, sinceramente credo che un giocatore di questo tipo a Bologna possa rilanciarsi. La nostra storia lo dimostra. Occorre anche ribadire un concetto: i giocatori devono piacere a Delio Rossi, perché è lui l’allenatore del Bologna, non noi. 

 

Fino a qui l’obiettivo più accessibile, ora quelli un po’ più ‘improbabili’. Partiamo con M’Baye Niang, seconda punta fisica e veloce che ben ha fatto nell’ultima esperienza a Genova prima di infortunarsi. Ora, il giocatore vuole rimanere a Milano, ma la concorrenza, anche con la partenza di El Shaarawy, è altissima. Dipende molto dal ruolo che ha in serbo per lui Mihajlovic, ma non escludo il fatto che il giocatore possa ad agosto uscire dal Milan. L’ingaggio per il Bologna, inoltre, è alla portata: 800mila euro. Come seconda punta, avercene. In tema di attaccanti esterni o come elementi di supporto al primo violino, in casa Milan ci sono due giocatori ai margini e propensi anche a cambiare aria. Uno di questi è sicuramente Alessio Cerci, letteralmente sparito dopo l’esplosione a Torino. Ha bisogno di ritornare il Cerci che trascinava il Toro in Europa e, molto probabilmente, il suo profilo è adatto a squadre di media classifica. In un top club la pressione è maggiore e il fatto che il giocatore abbia steccato sia all’Atletico che al Milan la dice lunga. In questo caso, però, l’ingaggio di Cerci è fuori portata: 2.5 milioni. Servirebbe un mezzo miracolo, ma a fine agosto non si sa mai cosa può accadere. L’altro invece è il classe 1992 Suso. Portato a Milano con i galloni del fenomeno, lo spagnolo ha giocato pochissimo e non è detto che il trend con Mihajlovic cambi. L’ingaggio non è stratosferico (un milione) e per il Bologna potrebbe essere un discreto innesto nel reparto avanzato, al momento totalmente privo di giocatori di movimento a supporto della prima punta. Infine, l’ariete, il giocatore che deve dare una mano alla squadra in fase di possesso e fare gol, la punta che non serva solo da spizzata con il lancio lungo dalla difesa (Rossi in conferenza è stato chiaro). Parlo ovviamente di Alessandro Matri, ragazzone con il cruccio del gol e della velina, attaccante di razza che in un top club non ha mai goduto di tanta fiducia. Meriterebbe di giocare con continuità e a Bologna troverebbe terreno fertile. Chissà, l’ingaggio (1.5) non è così fuori budget. E se il 30 agosto arrivasse il sonoro squillo di tromba di Corvino? Sognare non costa nulla.

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