E’ febbre Juventus, ma una rondine non fa primavera

E’ febbre Juventus, ma una rondine non fa primavera

Il sold out con la Juventus non cambia le prospettive sulla futura capienza del Dall’Ara. Non ci sono i presupposti per uno stadio da 30mila posti

Prevendita entusiasmante, venerdì 19 febbraio sarà tutto esaurito al Dall’Ara quando i campioni d’Italia faranno visita ad un Bologna arrembante e ritrovato. Saranno 28mila gli spettatori, non 40mila perché Saputo – con i lavori estivi sul Dall’Ara – ha ridotto la capienza. E ha fatto bene vedendo la media spettatori in casa. Ma si sa, è prevedibile tanta affluenza da parte dei tifosi bianconeri residenti in Emilia Romagna e in particolare a Bologna. Alla faccia del motto ‘sosteniamo la squadra della nostra città’.

Si preannuncia dunque il classico Dall’Ara diviso a metà, una curva per parte e tifosi misti negli altri settori. Niente di nuovo. Ma il dato sulla prevendita in vista della Juve riapre il dibattito cittadino sulla futura capienza del Dall’Ara rinnovato. Saputo vuole scendere a 25mila posti, Fenucci idem, mentre i tifosi sperano in qualcosa di più. Ecco, in un primo momento pensavo che una città come Bologna meritasse uno stadio da almeno 30mila posti, ma analizzando i dati della stagione in corso (abbastanza sconsolanti) mi sono ricreduto. Meglio avere una pervenutale di riempimento del 90% ad ogni partita, piuttosto che uno stringato 65% di default con picchi di affluenza con le big. Qualcuno rimarrà fuori negli incontri di cartello, ma il dato verrà assorbito dall’affluenza media. Che poi, con il Napoli non c’era il tutto esaurito, con la Roma e con l’Inter nemmeno. Solo la Juve, solo e sempre la Juve. Peccato, perché negli anni di Gazzoni, giusto per fare un esempio, il Dall’Ara da 40mila posti in determinate partite si riempiva. Non è più così. Quando Bettarini segnava al volo contro la Fiorentina, il Dall’Ara aveva un colpo d’occhio diverso da quello ‘ammirato’ sabato.

Ero presente in occasione di Bologna-Samp. Esco di casa, il sole riscalda, ci sono 15 gradi, il Bologna – se non ricordo male – aveva proposto diversi sconti e mi aspetto una discreta affluenza. E’ inverno ma sembra primavera, non piove, c’è il sole e il Bologna si gioca la parte sinistra della classifica. Attendo invano, lo stadio si riempie più o meno nel range fissato dalla media stagionale. Ci sono i 12mila abbonati più i soliti 6-7mila paganti. Non si arriva a 20mila, nonostante le perfette condizioni. Con la Fiorentina una settimana più tardi si sale di poco. Come si può pretendere dunque che Saputo progetti un Dall’Ara da 30mila posti?

Impensabile con questi numeri, ed è inutile cavalcare l’onda della Juve, del tutto esaurito, un dato drogato dalla massiccia presenza di tifosi avversari in regione e in città. Certo, con una squadra in lotta per traguardi europei e uno stadio coperto i numeri abituali si alzeranno, ma la certezza che da 18mila si passi a 28mila non c’è. Ed è difficile ipotizzare possa accadere. In inverno fa freddo, la cultura dello stadio si sta perdendo e ci sono le televisioni che come piovre propongono in diretta tutta la stagione. Non siamo mica in Premier League, campionato con una copertura televisiva del 44%. La spronano i tifosi ad andare allo stadio, qui si fa il contrario. E allora devo ricredermi, con questi numeri 25mila posti sono sufficienti, a meno che nel prossimo periodo la piazza non dimostri a Saputo il contrario.

Capitolo prezzi. Meno capienza, uno stadio rinnovato e un’offerta calcistica qualitativa, potrebbero alzare il costo dell’abbonamento o del tagliando. In un momento di crisi economica le critiche a tale possibile decisione sono plausibili, ma probabilmente il Bologna vuole ragionare sulla base di un certo target. Offro uno stadio confortevole, costruisco una squadra competitiva: alzo i prezzi. Evidentemente gli specialisti del settore del Bologna avranno studiato la situazione, analizzato la problematica e capito che potrebbe essere più utile così per il club. Dopo investito 50milioni per salvar il club e renderlo competitivo, non chiedereste un piccolo sforzo alla piazza? Probabilmente sì. Poi certo, un rialzo notevole dei prezzi risulterebbe sbagliato, allontanerebbe tanta gente e di sicuro, anche sulla divisione in settori dello stadio, sarebbe meglio affidarsi a persone perfettamente consapevoli e conoscenti della scena bolognese. Credo che Saputo ci lavorerà, ma su tutto il resto la piazza non ha risposto come ci si aspettava. E dire che siamo esattamente dove volevamo essere.

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