Ds e stadio: i nodi del Bologna (legati dai soldi)

Ds e stadio: i nodi del Bologna (legati dai soldi)

La scelta del direttore sportivo e il restyling del Dall’Ara possono richiedere l’esborso di ingenti risorse da parte di Saputo. Una riflessione è d’obbligo se il chairman non vorrà esagerare con i segni meno.

Sono i due temi che più agitano la città, ma che potrebbero anche essere collegati. Il Bologna è in cerca del nuovo Ds, lo ha trovato in Walter Sabatini a patto che Saputo riesca a risolvere il contratto con Corvino e Pallotta accetti le dimissioni del dirigente giallorosso. Situazione delicata, perché il tempo stringe e il Bologna deve improntare il mercato per la prossima stagione, e non possono farlo Di Vaio o Fenucci. C’è Donadoni, ma il ruolo di manager a tutto tondo non convince e, soprattutto, non fa parte della cultura italiana. Dicevamo di Sabatini dunque. Da Roma giunge voce che Pallotta abbia finalmente deciso di liberarlo, affidando la gestione tecnica ad un team di cui farà parte anche Balzaretti. E’ forse il segnale che attendeva il Bologna, e di sicuro Fenucci non vuole aspettare oltre la terza settimana di maggio per avere in mano, almeno ufficiosamente, il nuovo direttore sportivo. Siamo alla stretta finale, Sabatini si avvicina, ma non è l’unico ragionamento che si può fare.

Che cosa può legare allora il ruolo di Ds con la ristrutturazione del Dall’Ara? Semplice: i danari. Sabatini è un dirigente abituato a lavorare con budget di mercato importanti, quelli che Saputo forse non ha intenzione di investire la prossima estate se non a fronte di una cessione. Intendiamoci: se Saputo decide di investire andrà ancora una volta a rosso di bilancio, quindi con la necessità di chiudere il buco. Lo farà? Non lo sappiamo, ma una cosa possiamo sottolinearla: meno male che lo stadio Dall’Ara ha organizzato quella grande festa e quella grande coreografia. Saputo ne è rimasto molto colpito e questo avrà ripercussioni positive sul futuro tecnico della squadra. Per quanto riguarda lo stadio, invece, non è solo un problema di parere positivo della Sovrintendenza. Una volta ottenuto il sì, Saputo e compagnia dovranno trovare finanziamenti per la realizzazione del restyling; e non è detto sia una cosa facile. Oppure pensate che il chairman voglia elargire 20 milioni di tasca sua per il mercato e 50 per lo stadio…Ecco allora che tutti questi fattori, l’ingaggio di un direttore sportivo di peso come Sabatini, unito ad una spesa di mercato importante e ad un impegno economico per la realizzazione dello stadio, possono diventare una serie di segni meno a bilancio non indifferenti. Attenzione, il Bologna non rischia nulla, comunque si cade in piedi, ma è lecito pensare che il chairman voglia dare una ridimensionata al suo esborso nel club e che questo fatto sia oggetto di riflessione in società sulle scelte future. Non è un disimpegno, bensì la volontà di far quadrare i conti per non fare il passo più lungo della gamba. Gestione virtuosa significa equilibrio tra uscite ed entrate, almeno fino a che gli introiti non subiranno una decisa impennata.

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