Drogba-Bologna: era difficile crederci

Drogba-Bologna: era difficile crederci

Svanito il sogno Drogba (se mai fosse realmente esistito) il Bologna avrà tempo per assicurarsi il proprio top player. Non resta che diventare grandi

E’ stato un sogno, nulla più. Cullato da tanti, soprattutto dai tifosi, ma razionalmente impossibile. Utopia. La nota con cui i Montreal Impact chiude all’ipotesi di una gita di Didier Drogba in prestito a Bologna a gennaio sembra definitiva, una pietra tombale sulle speranze di chi aveva già provato ad immaginare una coppia d’attacco composta da Destro e Drogba. Double D, li avrebbero chiamati dall’altra parte dell’oceano. Di lettera ne rimarrà soltanto una, quella che si è sbloccata domenica pomeriggio con una rasoiata alle spalle di Sportiello. Toccherà dunque a lui traghettare a suon di gol i rossoblù alla salvezza, magari coadiuvato da Giaccherini, Mounier e – probabilmente – un acquisto dal mercato di gennaio. Uno dei nomi? Niang del Milan. L’interesse del Bologna c’è, il Milan lo cederebbe perché appena tornato da un infortunio e il ragazzo di colore dovrebbe solo metterci tanta voglia di tornare sui suoi livelli. Chissà che non ci possa essere qualcosa di succoso in pentola…

Tornando a Drogba, onestamente ci ho sempre creduto poco. Innanzitutto perché Saputo ha negato l’ipotesi in più di una circostanza, aggiungendo anche una frase chiara e limpida: “Ci ho messo 23 anni per portare un top player a Montreal, sono a Bologna solo da 23 mesi…”. Secondo perché non credo che Bologna abbia ora l’appeal per convincere un giocatore di quel tipo ad accettare l’ipotesi. Inoltre, si tratterebbe comunque di una soluzione temporanea, un paio di mesi in cui dovremmo chiedere a Drogba di inserirsi negli schemi e bollare ad ogni partita come se non ci fosse un domani. Dall’altra parte, il giocatore, in vista della nuova stagione Mls, giocherebbe comunque condizionato, con la necessità di non rimediare infortuni lunghi che comprometterebbero il futuro nel campionato nordamericano. Poi c’è Saputo, che ha investito su Drogba non solo dal punto di vista tecnico ma anche sul piano mediatico e di marketing, siamo sicuri che il chairman preferirebbe di gran lunga evitare qualsiasi tipo di rischio obbligando, di fatto, l’ivoriano a ferie limitate per poi traghettarlo qui a Bologna. A complicare il tutto la condizione fisica, perché Didier verrebbe qui al termine della sua stagione agonistica, di conseguenza con una certa stanchezza nelle gambe che si trascinerebbe dietro in quei due mesi di prestito. Certo, il suo talento potrebbe mascherarla, ma non è un’equazione così scontata.

Meglio concentrarsi dunque sul presente, sulla sfida di sabato a Verona e su un mercato di gennaio più percorribile rispetto ai sogni di una notte di metà autunno. Cosa acquistare? Come detto, una punta fisica ma veloce, potente ma tecnica. Niang potrebbe far a caso nostro. In questi due mesi, inoltre, Donadoni dovrà valutare il comparto degli esterni destri, se cioè Krafth e M’Baye potranno essere utili per il 3-5-2 o se occorrerà andare sul mercato. Per quanto riguarda la mediana, probabilmente occorrerebbe affidarsi ad un centrocampista di esperienza, non forzatamente regista – c’è Diawara, c’è Crisetig e la nuova idea Brienza – bensì un tuttofare, un elemento di esperienza che possa ricoprire più ruoli e possa assumersi qualche responsabilità nei momenti più caldi. Niente Drogba dunque, per i top player occorre aspettare che il Bologna salga di rango, che lo status della squadra consenta investimenti di un certo tipo in modo tale che siano i tifosi di Montreal a sperare in un prestitaccio di un paio di mesi. Non sarebbe male che i rossoblù fossero autonomi, in futuro, nell’acquisto di un campione, senza chiedere l’elemosina a chi ha già investito, senza sfruttare un proprietario diviso tra due realtà distanti migliaia di chilometri. Pensiamo da grandi, senza essere succursale degli Impact.

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