Donadoni resta, Masina pure: i media nazionali se ne facciano una ragione

Donadoni resta, Masina pure: i media nazionali se ne facciano una ragione

Donadoni spinto verso il Milan, Masina stuzzicato sull’Inter: ma ora il Bologna è cambiato

Di Marzio, nel video di analisi della partita assieme alla spalla tecnica Ambrosini chiede: ‘Ma perché Donadoni non ha mai allenato il Milan?’. Alessandro Antinelli, conduttore della Domenica Sportiva, chiede ad Adam Masina in collegamento: ‘In futuro Juve o Inter?’. Silenzio di tomba in studio, Masina pacatamente risponde: “Voglio restare al Bologna’. Stupore generale.

Ecco, il Bologna sbanca San Siro, ma è come se non fosse successo. Mihajlovic a rischio esonero, Berlusconi infuriato, Galliani bollito: del Bologna non si parla se non del fatto che i big rossoblù possano andare altrove, perché non si è mai vista una ‘provinciale’ tenere i suoi gioielli. Peccato che il Bologna non lo sia più, una provinciale. Lo è ancora dal punto di vista tecnico (siamo ancora nella colonna di destra) ma non più dal punto di vista societario. Il proprietario è ricco, i dirigenti capaci e con alle spalle una carriera importante, anche in club blasonati. Abbiamo preso l’ex amministratore delegato della Roma e l’ex direttore sportivo della Fiorentina.

Non è mai il Bologna che vince a San Siro, ma è il Milan che sciaguratamente perde in casa. Non ci sono mai i meriti dei deboli, sempre i demeriti dei forti (o presunti tali). E allora perché mai Donadoni dovrebbe restare a Bologna proprio ora che si possono spalancare le porte del Milan? E perché mai Masina dovrebbe rinunciare all’ambizione personale per anteporre le leggi del cuore e dei sentimenti? Come osano questi felsinei snobbare le big? Snobbare Milan, Inter, Juve. Sacrilegio! 

Occorre però guardare in faccia la realtà, perché il Bologna è una realtà emergente, esattamente come lo è stato il Sassuolo ma con una portanza diversa. Non ci sono solo i capitali, c’è il blasone, l’importanza della piazza, gli scudetti, le coppe vinte, le convincenti partecipazioni europee. Traguardi che il Sassuolo non raggiungerà mai. E allora una squadra giovane e futuribile come quella rossoblù merita di essere valorizzata, a tratti esaltata se merita ribalte importanti come può essere una vittoria a San Siro. Inoltre, in una fase come questa, la chiarezza di intenti del Bologna è preferibile rispetto al marasma rossonero con due amministratori delegati, un proprietario stanco di spendere e perdere, un fantomatico investitore sparito nel nulla e un ambiente sull’orlo del tracollo definitivo. Nel Bologna si può ripartire dai Mirante, dai Masina, dai Diawara, dai Destro, a Milano si può dire lo stesso con Alex, Mexes, Montolivo e Cerci? No. Senza dimenticare il mercato, perché da una parte Saputo ha investito per costruire una rosa futuribile, dall’altra Berlusconi lo ha fatto per tre giocatori che non hanno cambiato le sorti del Milan. E’ il solito mercato di Galliani, operazioni con il Genoa, operazioni a costo zero e 80 milioni praticamente quasi buttati. Meglio spendere 20 milioni di euro per Bertolacci o 500mila per Diawara? 

Con questi propositi, anche con una lunga carriera in rossonero alle spalle, perché mai Donadoni dovrebbe lasciare Bologna per una realtà in piena crisi? Mentre qui si respira aria di rilancio, a Milano c’è un clima da recessione e disperazione. Poi c’è un contratto fino al 2017 da onorare e che un professionista come il mister rispetterà. Per Masina invece il discorso è molto semplice: è legato alla città, è nato e cresciuto qui e vede nel Bologna la sua grande squadra. Chiediamo a gran voce il ritorno ad un calcio romantico, e proprio ora che abbiamo un ragazzo innamorato del suo territorio e della sua squadra lo stuzzichiamo con domande artefatte sulle big della Serie A. Credo proprio che, tra qualche anno, quando il Bologna sarà ritornato ai livelli che gli competono, forse ci si renderà conto del progetto di Saputo, del rilancio di un grande club che merita una nuova importante ribalta. Sono però altrettanto sicuro che qualcuno continuerà a fare le stesse inutili domande. ‘Donadoni, ha conquistato la qualificazione in Europa con il Bologna, ma non è che sta facendo un pensierino alla panca del Milan che in questa stagione le è finito alle spalle?’.

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