Donadoni e il futuro: entro marzo tutto dovrà essere chiaro

Donadoni e il futuro: entro marzo tutto dovrà essere chiaro

Italia e Milan le insidie rossoblù per Donadoni. Ma entro marzo il futuro dovrà essere chiaro: c’è una stagione da programmare

Donadoni rimarrà sulla panca del Bologna? Al momento tutto lascia pensare al , anche perché offerte ufficiali da parte della federazione italiana o del Milan non sono arrivate. Tavecchio apprezza Donadoni, ma la gestione del post-Conte è difficoltosa, anche perché ancora il c.t. non ha comunicato nulla sul suo futuro. Che andrà al Chelsea è scritto, ma la federazione non può andare a caccia di un sostituto in assenza di chiarezza sul futuro dell’ex tecnico della Juve. Andare all’Europeo in queste condizioni è dura. Ad ogni modo, la lista dei candidati non è ampia. Mancini ha declinato (ma se l’Inter non lo riconfermasse…), Capello non convince, Ventura nemmeno (si parla comunque di Cagliari in caso di Serie A), mentre chi potrebbe stuzzicare l’appetito di Tavecchio – che apprezza tanto Donadoni per la gestione di Parma – è Claudio Ranieri. Si sa, difficile che il Leicester mantenga i suoi gioielli la prossima stagione, e perché mai Ranieri dovrebbe rimanere con una squadra depauperata o ormai priva dello spirito che l’ha contraddistinta in questa stagione? Inoltre, se la federazione sarà chiamata a sostituire Conte, non potrà muoversi a primavera inoltrata con gli allenatori già contrattualizzati. I club devono programmare la stagione successiva, nessun lascerà libero il proprio allenatore ad aprile e maggio con pochissimo tempo per trovare un sostituto all’altezza.

Inoltre, la sensazione generale è che una chiamata dalla Nazionale non smuoverebbe Donadoni dal suo intento di proseguire l’attraente progetto di casa Saputo: l’unica telefonata che farebbe vacillare il mister dovrebbe provenire da Arcore. Ma a Casa Milan c’è divergenza di vedute, Berlusconi vuole un gioco più qualitativo per il suo Milan ed è attratto da tempo da Di Francesco e Montella, ma non disdegnerebbe il ritorno del figliol prodigo Donadoni, visto e considerato che gli ex giocatori del Milan spesso si sono poi seduti in panchina a San Siro. Il rendimento di Donadoni è ormai noto, questo farebbe passare in secondo piano una meno appariscente personalità mediatica del mister. Chi invece nutre dubbi sull’attuale tecnico rossoblù è Galliani, i motivi non si conoscono ma evidentemente qualcosa tra i due ha prodotto un allontanamento delle parti, altrimenti il tecnico bergamasco si sarebbe già seduto da tempo su quella panchina.

Più Milan che Nazionale dunque, il rossonero può rendere insonni le notti rossoblù più dell’azzurro italico. I tempi però stringono, Saputo è consapevole del fatto che Donadoni potrebbe chiedere di essere liberato se si presentasse la chiamata telefonica calcisticamente più romantica, ma anche della necessità di non chiudersi in un angolo. Donadoni dalla primavera sarà chiamato a lavorare di concerto con la dirigenza per allestire la prossima stagione, entro marzo dunque il futuro del tecnico dovrà essere chiaro. In realtà sarebbe già così, anche se il mister non ha chiuso a doppia mandata tutte le porte. Parla di presente, di Bologna, sul futuro lascia spazio a interpretazioni sulla base delle sue parole. E’ questo il vero cruccio, ma a marzo pensare che un allenatore possa decidere di andare altrove lascerebbe l’amaro in bocca. E’ già successo con Malesani, ma lo spessore di Donadoni invita tutti all’ottimismo.

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