Destro e una regola da cambiare. Mercato, una mission impossible: Iturbe

Destro e una regola da cambiare. Mercato, una mission impossible: Iturbe

Esultanze scomposte, giocatori a petto nudo e sponsor camuffati: qualche regola sarebbe da cambiare.
Infiamma il mercato rossoblù, Biabiany e Iturbe i potenziali obiettivi: ecco la situazione

Chiuso l’argomento Rocchi, rimane quello relativo a Mattia Destro. Perché sabato non ci sarà e il Bologna dovrà cercare punti a Torino senza il suo attaccante titolare, anche in vista della difficilissima sfida contro il Napoli del 6 dicembre. Non è un calendario facile, ed essere privi del rinato Mattia Destro complica le cose.

Lo sappiamo, la squalifica è nata per via di quella maglia levata di dosso con forza (con il rischio di rimanere in mutande) dopo il gol del due a due con cui Mattia ha consentito al Bologna di bloccare la Roma portando a casa un punto importante, anche se stretto per quello che si è visto in campo. Ci teneva Destro, perché l’ex di turno porta sempre con sé quel desiderio di rivincita verso chi ha smesso di credere in lui, e stavolta è toccato alla Roma. Anzi, con Destro tocca sempre ai giallorossi se consideriamo pure la rete siglata con la maglia del Milan la scorsa stagione. E allora è lecito chiedersi: cosa c’è di più bello di un gol al minuto 87 con conseguente corsa sfrenata sotto la curva quasi ad abbracciare chi, per mesi, ti ha sostenuto nei momenti di difficoltà? Nulla, soprattutto se di fronte c’è la tua ex squadra. Ma Destro, con quella esultanza, non ha voluto irridere i suoi vecchi compagni e i suoi vecchi tifosi, semplicemente condividere con chi lo ha accolto in stazione un urlo liberatorio di gioia, di immensa felicità per la prima rete sotto la propria curva di casa. Sì, una volta si esultava con un semplice balzello in campo e con un abbraccio con un paio di compagni di squadra, ma oggettivamente è molto più passionale ed umano lasciarsi andare, rendere una personale gioia qualcosa di collettivo, abbracciare idealmente un intero stadio, condividere con esso una felicità irrefrenabile.

Fin qui tutto bene, correre sotto la curva è lecito, ciò che non è concesso è privarsi della maglia. La regola nasce con la motivazione ufficiale di evitare provocazioni nei confronti della squadra rivale, per intenderci il famoso ‘vi ho purgato ancora’ di Totti, ma in realtà si è deciso di mettere un freno alla pubblicità gratuita. Ricorderete Bobo Vieri, colui che lanciò la moda di togliersi la maglia per rendere ben visibile il marchio con quel cuoricino rosso poi diventato un brand internazionale. Ecco, in effetti quella non è più esultanza, gioia spensierata, bensì sfruttare una rete per fare pubblicità ad un marchio amico o che magari ti finanzia per essere suo testimonial. Un conto però è farlo sui cartelloni pubblicitari, un altro durante una partita.

Purtroppo, per evitare ciò, diventa impossibile cambiare la regola a meno che le pene non diventino severe per chi fa pubblicità gratuita o ‘sfotte’ gli avversari. Se le sanzioni saranno lievi e se si consentisse ai calciatori di togliersi la maglia, state certi che qualche marchio pubblicitario sotto la casacca ufficiale spunterebbe. Quello che stride invece è che in certi casi la severità viene applicata a chi esulta a petto nudo e non a chi manda a quel paese l’arbitro. Giallo per chi esulta, niente per chi insulta. Qualcosa non va, anche se i giocatori dovrebbero avere la maturità di capire che le regole andrebbero rispettate. Dunque Destro poteva sfogarsi evitando di incorrere nell’ammonizione. Ma come fa un attaccante a tre minuti dalla fine a restare lucido, pensare alle conseguenze, dopo aver appena siglato un fondamentale pareggio?

Chiudiamo con il mercato. Il Bologna cerca un attaccante, probabilmente un uomo veloce che crei superiorità, anche se sarebbe necessario inserire un vice Destro. Iturbe e Biabiany sono i nomi usciti in questi giorni, vediamo nel dettaglio. Il francese è ritornato dopo la sua delicata situazione cardiaca e all’Inter sta trovando spazio, da Milano mi assicurano che può lasciare i nerazzurri solo se arriverà un sostituto. Il punto a favore del Bologna è Roberto Donadoni, la stima tra lui e Biabiany è reciproca dopo l’esperienza a Parma. Ipotesi viva, non impossibile. Appare invece molto più complicato arrivare ad Iturbe, la Roma non può aspettarlo all’infinito e infatti sta cercando con insistenza Sansone del Sassuolo, ma questo non significa che la strada per il Bologna sia in discesa. Iturbe è un giocatore forte, non da grande piazza, ma che può fare la differenza quasi ovunque. Ecco perché si è mossa la Fiorentina, con il suo tesoretto pronto per il mercato di gennaio. I rapporti tra Roma e Fiorentina non sono idilliaci ma il denaro può sanare ogni contrasto. Al momento più Biabiany di Iturbe, ma con Corvino non si sa mai cosa può accadere…

Ultima news. Da Roma trapela invece un altro nome, decisamente più caldo: Ucan. In questo caso dipende solo dal Bologna, la Roma ha già scelto per il prestito in rossoblù.

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