Dai Taco, salva la Vu

Dai Taco, salva la Vu

Taco può ritornare sulla scena bolognese grazie alla Virtus, l’avvocato è l’ipotesi più concreta per il rilancio di un club retrocesso per la prima volta in 87 anni di storia

Servirebbe l’ennesimo miracolo a stelle e strisce: Joe Tacopina che salva la Virtus. O meglio, la aiuta a risalire. Dalla conferenza stampa di ieri targata Pietro Basciano emerge la difficoltà della società bianconera ma anche il desiderio e la voglia di tenere in vita un pezzo di storia del basket italiano. Di fatto, dopo la retrocessione, la Virtus ora è praticamente composta dalla sola Fondazione e dal consiglio di amministrazione, tutto il resto non c’è più. Risoluzione consensuale con Valli, Crovetti ha rimesso il suo mandato nelle mani della società e i giocatori sono sostanzialmente liberi per via del decadimento del contratto. In Lega Due non si è più professionisti nel senso stretto del termine. Quindici Scudetti e due Eurolega ora sono dunque solo trofei nella bacheca. Ecco allora che all’orizzonte dovrebbe apparire un salvatore, qualcuno che possa procacciare investitori per il club. Al momento, le speranze più concrete sono riposte in quel Joe Tacopina che prima è sbarcato a Bologna spianando la strada all’avvento di Joey Saputo e dopo ha deciso di risollevare le sorti del Venezia Calcio. In qualunque modo la si guardi, Tacopina rimarrà alla storia come il presidente che ha ottenuto due promozioni nel giro di un anno. Avrà tanti difetti, ma di sicuro è un vincente.

E’ importante tenere calda la pista, aiutare la fiamma della speranza. Ora la Virtus deve provare a programmare la prossima stagione di Lega Due, ma lo dovrà fare senza alcune risorse (i premi per il minutaggio di italiani e under, oltre a quello relativo ai risultati del settore giovanile) e presumibilmente con diverse defezioni in Fondazione. Dei 33 soci, anche alla luce del fatto che alcuni nel corso del tempo si sono fatti di nebbia, quanti ne rimarranno? Ci saranno le risorse sufficienti ad andare avanti? Forse sì, ma non si può non notare come tante realtà cestistiche di prima fascia siano andate incontro a una sorte nefasta. Siena, Roma, Treviso, solo per citarne alcune. L’urgenza dunque di procacciare investitori è impellente, anche solo per pianificare un futuro che dovrà vedere la Vu promossa in un campionato di 32 squadre ma che ne premia una sola.

Che piaccia o no, dando uno sguardo generale al panorama imprenditoriale, la speranza più concreta è dunque rivolta all’avvocato americano che ritornerebbe in grande stile nella città che lo ha accolto come un re e un salvatore. Con Zanetti defilato e impegnato nel ciclismo e una Fondazione ormai allo strenuo delle forze, servono denari freschi, in particolar modo esteri visto l’immobilismo dell’imprenditoria cittadina. Taco sarà davvero interessato alle sorti virtussine? Se sì, riuscirà a salvarla? Sicuramente, i costi del basket sono notevolmente minori rispetto a quelli del soccer, resta da capire quanto del pregresso e del debito la Virtus ha già coperto e quanto appeal possa ancora generare agli occhi di qualche imprenditore straniero. Bologna è sempre Bologna ma il basket è caduto in disgrazia, non è certo quello sport che negli anni novanta coinvolgeva e appassionava. Cosa indurrebbe dunque un imprenditore ad investire nel basket? Sostanzialmente solo blasone, perché di denaro in Lega e in Federazione ne gira poco, niente diritti tv, niente sponsor monumentali, poca visibilità e appeal. E’ una questione di passione, quella che forse solo Tacopina potrebbe metterci. Dai Taco, salva tu la V.

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