Croci e note, ma domani si gioca

Croci e note, ma domani si gioca

Settimana lunga a Casteldebole, ma fortunatamente domani si gioca. Tra croci e note la speranza è che la squadra possa trovare forza

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Non avevo ancora commentato la lunga settimana di Casteldebole, i post di Pippo, le croci e le note, ma mi ci voleva tempo per farmi una idea razionale delle cose. Non sposo chiaramente la linea social del ‘le hanno messe loro per placare la contestazione‘, sarebbe un ragionamento talmente subdolo da renderlo impraticabile, se non altro perché il tutto è stato fatto in pieno giorno, quando cioè il Fenucci di turno sarebbe stato beccato. Chiusa la parentesi, è chiaro che un gesto del genere – le croci con i nomi dei dirigenti – va condannato duramente senza appigli o possibili giustificazioni. Il ‘condanniamo ma‘ non è convincente perché non risulta una condanna piena, bensì un ‘non si fa ma comprendiamo‘. No, da comprendere non c’è nulla in questo specifico caso: in qualsiasi modo si giri la frittata si parla pur sempre di sport e atti di questo genere non possono essere giustificati nemmeno a fronte di una retrocessione. E la celeberrima frase di Churchill ‘gli italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre‘ in alcune circostanzae calza a pennello. A dare ancora più forza al dibattito è poi arrivata la nota di Joey Saputo. Condivisibile in una parte, meno in un’altra. Da giornalista non mi sono sentito chiamato in causa, non tanto perché io possa avere opinioni meno dure sulla società ma perché quelle righe riferite all’ambiente non erano indirizzate a noi. La frase a dimostrazione di ciò è ‘una miriade di nuovi media, sempre meno sottoposti a una reale responsabilità editoriale’. Gli organi di stampa o le testate giornalistiche radio e tv hanno per definizione una responsabilità editoriale, di conseguenza tutti i giornalisti escono dal recinto di quella nota. Avrei comunque glissato su questo territorio grigio, in primo luogo per evitare fraintendimenti poi verificatisi, in seconda battuta per non dare l’idea che lo scopo del club sia quella di placare la critica. E con la squadra terzultima…L’altro passo che avrei evitato è quello finale sulle risorse messe nel Bologna, d’altronde quando si fa beneficenza è sempre meglio rimanere nell’anonimato. Battute a parte, quantificando l’esborso si rischia ancora una volta di tracimare nell’incomprensione. Della serie ‘ho messo 50 cosa volete?’.

Chiusa l’argomento extracampo, domani si gioca. Sembra quasi sia passata una eternità da Empoli e in parte è così. Dieci giorni sono troppi, poi in mezzo si sono susseguiti così talmente tanti eventi che quasi non ci si ricorda più dei gol di Caputo e La Gumina, delle mischie, dei quasi esoneri. La premessa è d’obbligo: in questo campionato partite facili per il Bologna non ce ne sono, semplicemente perché nessuno si può considerare nettamente più debole di noi. Ma se proprio c’è un avversario in difficoltà, seppur con qualche giocatore rientrante, questo è il Milan. Fuori dall’Europa, multa sul fair play finanziario, assenze pesanti, crisi di identità: per una volta potremmo anche noi azzannare alla giugulare un avversario. E allora la speranza è che domani il Bologna morda l’erba per novanta minuti, sai mai che una volta possa bastare per un risultato positivo. Non solo, questi episodi censurabili delle croci possono comunque dare ancora più forza alla squadra, uniti al fatto che ieri tutte le rivali hanno lasciato punti per strada. Insomma, finalmente si lascia da parte il superfluo e si tornerà a parlare di campo. Domani si gioca, e non vediamo l’ora.

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