Credito a questa società. Ecco come completerei l’undici titolare

Credito a questa società. Ecco come completerei l’undici titolare

Sincero. Claudio Fenucci ieri ha affrontato la prima conferenza stampa della stagione e, senza particolari sussulti, ha comunque fornito un quadro chiaro della situazione. Il budget c’è, ma è sufficiente per una salvezza tranquilla. Nulla di più. Per l’Europa c’è tempo nelle prossime stagioni. Non sono scandalizzato, perché il target è stato espressamente messo sul tavolo dalla proprietà fin dal suo primo sbarco a Bologna. Quante volte abbiamo sentito la frase ‘consolidamento della categoria’. Lo dissero Tacopina e Saputo durante la conferenza stampa di presentazione, lo ribadì Fenucci in autunno e Corvino a gennaio. Perché stupirsi allora se la società, con enorme sincerità, non ha mai promesso viaggi europei alla prima stagione di Serie A? Cosa disturba? Il fatto che non siano arrivati Messi e Cristiano Ronaldo? Oppure che per un’altra stagione dovremo pensare ad evitare la Serie B piuttosto che sperare in un viaggio a Sivilglia per la Champions? Cerchiamo di guardare alle cose con realismo, perché Saputo è ricco ma è altrettanto impegnato nel risanamento del club. Un processo che non si completa in due mesi, nemmeno con i diritti Sky. C’erano 40 milioni di debiti, estinti dal chairman a suon di assegni, c’è un monte ingaggi da paura che in questa sessione di mercato non diminuirà drasticamente perché, pur di cedere, il Bologna è disposto a collaborare pagando una parte degli stipendi a chi andrà a giocare altrove; altrimenti poche squadre si accollerebbero un esborso simile, anzi: nessuna. Ci trasciniamo dietro debiti pregressi (non dimentichiamoci i fornitori che pian piano saranno saldati) e contratti pluriennali a cifre astronomiche. Tutti aspetti che non possono essere liquidati in quattro mesi. Ecco perché il budget per questa prima stagione è ridotto. Non credo ci sia molto da spiegare, a meno che davvero non si pensi che Saputo in dieci mesi sborsi cento milioni di euro.

 

Ecco, puntare alla salvezza non significa ritornare a vivere le brutte avventure delle stagioni precedenti. Non ci sono paragoni attendibili tra Guaraldi e Saputo anche se, per ora, i traguardi sul campo sono simili. E’ la prospettiva che cambia, quello a cui potremmo arrivare tra due o tre stagioni, ovvero palcoscenici importanti e una gestione moderna del club. Con Guaraldi l’unico obiettivo era sopravvivere, e per farlo si cedeva e basta. Adesso c’è la possibilità di resistere se tentano da Napoli Oikonomou e nel frattempo si piazzano importanti colpi di mercato. Sì, mi sbilancio, voglio oracolizzarmi a rischio di fare figure di melma. Penso stia nascendo un buon Bologna, che forse necessita di nuovi innesti sulle fasce dietro ma che a centrocampo sta trovando una quadratura importante. Giocatori con le caratteristiche giuste per rendere al meglio sotto la guida di Rossi. La ciliegina sulla torta, o comunque quello che dovrà essere il completamento della rosa, dovrà arrivare in attacco. Tre acquisti di livello per generare gol, entusiasmo e abbonamenti. Manca tutto il tridente, soprattutto il bomber.

 

Al momento, la formazione è completa sostanzialmente in due reparti su tre (considerando anche Duncan prossimo a sbarcare a Bologna). Coppia di portieri affidabile ed esperta, difesa da completare forse sulle fasce ma solida in mezzo, mediana composta da fosforo e fisicità, esattamente tutto quello che serve nel calcio moderno. Dicevamo dell’attacco dunque come reparto ancora con il cartello ‘lavori in corso’. E’ così, manca tutto il tridente offensivo, quello che dovrà certificare a suon di gol e assist la salvezza del Bologna. Okaka non mi convince e probabilmente non verrà, Defrel invece è vicino e tutta questa attesa pare solo pretattica. Vedremo. Poi c’è Ilicic, sparito dai radar ma che potrebbe tornare buono più avanti quando la Fiorentina avrà riassorbito il duro colpo Salah. Lo sloveno e il francese li prenderei subito, elementi di valore, che in A possono fare la differenza e, soprattutto, giocatori di talento. Fondamentale sarà la scelta della prima punta. Pazzini, a cifre non esorbitanti, lo avrei preso, Hernandez è perfetto per l’Italia e per lo stile di gioco di Rossi che lo lanciò a Palermo mentre Borini rappresenta, come caratteristiche, la punta che il tecnico vorrebbe. Purtroppo per Rossi, Borini è un professionista e andrà da chi gli offrirà di più. In sintesi, la formazione che ho in mente è questa: Mirante, Mbaye, Oikonomou (o Gastaldello, fate voi), Rossettini, Masina; Rizzo, Crisetig, Duncan; Ilicic; Defrel, Hernandez. Con questi, secondo me (con l’aggiunta di qualche altro piccolo ritocco), ci si salva. Ai posteri l’ardua sentenza, sognando il colpaccio a fine mercato…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy