Costi alle stelle in Serie A, ma il Bologna è da plusvalenza

Costi alle stelle in Serie A, ma il Bologna è da plusvalenza

Leggevo ieri alcune statistiche interessanti, soprattutto relative all’ultima sessione di mercato e alle spese sostenute dai club dei cinque maggiori campionati europei. Bè, la Serie A è tornata ad investire, o a spendere, oppure a indebitarsi. Ancora non lo sappiamo, ciò che conta è che la massima lega italiana è stata la seconda per spese sostenute in questi due mesi. Più di 600milioni di euro nella compravendita di giocatori, addirittura un dato maggiore rispetto a due campionati che negli ultimi anni si sono rivelati più competitivi come Liga e Bundes. In testa a tutte, manco a dirlo, la Premier che ha abbondantemente superato il miliardo di euro. Pensate, il solo Manchester City ha speso 200milioni di euro, pari all’intero ammontare della Ligue 1 francese, che ora potremmo definire il campionato dei poveri (ad eccezione del PSG). Sfortuna vuole che i prezzi siano lievitati proprio in coincidenza del ritorno del Bologna in Serie A, non solo, sembra che i venti club di massima serie abbiano ripreso a spendere abbondantemente, con una forte propensione delle big a rinforzarsi per raggiungere una Juve ora non più così imbattibile. Erano anni che il calcio italico non decideva di indebitarsi così tanto, chissà che qualcuno non ne paghi le conseguenze più avanti. Ecco dunque che il Bologna ha dovuto adeguarsi ai prezzi, soprattutto con la necessità di ricostruire da zero la rosa dopo la promozione. Servivano tanti giocatori, il mercato ne era a conoscenza e, diciamoci la verità, ha messo i bastoni tra le ruote al club rossoblù. Fortunatamente ora al timone c’è Saputo e con un clic è arrivato anche l’ampliamento del budget.

Ieri è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione con Pantaleo Corvino, in realtà il direttore sportivo aveva già abbondantemente parlato alle tv durante l’ultima giornata di mercato e i temi da sviscerare non erano così tanti. Si è capito però che quando si muove Corvino il mercato presta attenzione, soprattutto se piazzi colpi alla Donsah o alla Diawara. Infatti su di loro si è posato lo sguardo di Juve e Napoli, quasi a testimoniare l’abilità del direttore sportivo salentino a scovare talenti sconosciuti. Benissimo ha fatto Corvino, se la notizia venisse confermata, a rifiutare la proposta della Juve per Diawara, primo perché il giocatore è giovane e possiamo allevarlo calcisticamente qui, secondo perché tra tre anni Amadou potrebbe anche essere ceduto a 25 milioni di euro. Ecco, con una trafila di giovani promettenti come quelli che presenta ora il Bologna, il direttore sportivo rossoblù può ricalcare ciò che ha fatto in passato al Lecce e alla Fiorentina, con l’obiettivo di avvicinare il più possibile l’Udinese come modello societario da seguire. Se c’è un maestro abilissimo nell’arte dell’incassare denaro, questi è senza dubbio Pozzo. Il suo è un lungimirante metodo di amministrazione contabile, l’Udinese si autofinanzia generando plusavalenze da capogiro, con una continua opera di scouting che produce tutte le stagioni ricambi all’altezza dei giocatori ceduti. E’ un circolo virtuoso ininterrotto, perfetto per mantenere la categoria e fare qualche esperienza europea ma anche per fornire benefici economici alla società.

In attesa dunque che il potenziale del Bologna venga espresso, il mercato improntato da Pantaleo Corvino ha avuto il duplice scopo di costruire una rosa di valore ma allo stesso tempo capace di crescere col tempo, non limitando il massimo ottenibile alla sola stagione 2015/2016. E’ stata creata la base di partenza che le altre società avevano già in dote dopo anni di massima serie e di programmazione, mentre nelle prossime stagioni il Bologna si è creato la possibilità di scelta sul mercato. Si può decidere di andare avanti con questa rosa inserendo due o tre puntelli, oppure cedere un pezzo pregiato ad alto prezzo e reinvestire una parte di quei denari per migliorare il livello generale della squadra. Se pensiamo a quanto eravamo lontani da questa prospettiva, capiamo che tutto sommato – anche se in ritardo – il mercato del Bologna è stato affrontato con una precisa strategia alle spalle, probabilmente spendendo più del dovuto ora ma creando le basi per rendere il Bologna autosufficiente poi. E’ un Bologna anche da plusvalenza, una società che ha mandato un chiaro segnale di presenza all’interno del calcio italiano. Non siamo più snobbati, ci rispettano, esistiamo, in sintesi: si sono accorti di noi.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy