Corvino si difende, su tutto il resto ‘occorre tempo’

Corvino si difende, su tutto il resto ‘occorre tempo’

Un’ora di conferenza stampa per ribadire più o meno gli stessi concetti di sempre. Quando si entra nello specifico, nel gorgo della critica, il direttore sportivo rossoblù ne esce parlando del passato, del fatto che la squadra è arrivata per ultima in Serie A e che non c’è stato tanto tempo per portare a termine il processo di rivoluzione rispetto alla rosa costruita da Filippo Fusco un anno fa. Chi si aspettava fuoco e fiamme sarà rimasto deluso. Ci sono poi gli orfani del passato, i tifosi si chiedono perché non siano stati trattenuti alcuni giocatori che hanno dato un contributo tangibile alla promozione, la risposta è semplice: dove c’è Corvino non può esserci Fusco. Si è chiuso un capitolo, confermando i soli Masina e Oikonomou esplicitamente richiesti da Rossi. Su tutto il resto si è deciso di tagliare i ponti, allestendo una squadra dalle fondamenta corviniane, di quelle che il direttore sportivo spera possano fruttare danari e risultati discreti. E’ tutto targato Pantaleo Corvino, il capo branco è lui. Ci chiedevamo il perché di questa conferenza stampa a metà di una settimana chiave per il destino rossoblù, infatti la vera notizia è quella della trattativa per il rinnovo di contratto con Marios Oikonomou e non il contenuto dell’incontro con i media. Il resto è ordinaria amministrazione: Corvino difende il suo operato, conferma l’allenatore anche se lo sprona indirettamente a fare meglio sotto il profilo della gestione del risultato, ribadendo la classifica al quarantacinquesimo minuto che vedrebbe il Bologna quinto. Questa affermazione può essere vista anche come un tentativo di difesa del gruppo, perché le qualità – se la squadra durasse di più – ci sono. Poco altro, su Destro Corvino ha glissato, perché il calcio ‘è opinabile, fonte di discussione giornalistica’, tagliando corto su chi gli ha chiesto se l’attaccante non fosse troppo solo là davanti. Sul mercato? La rivoluzione è complessa, la mole di acquisti (18, ci tiene a precisare sempre Corvino) non consente a tutti di giocare, ecco dunque che se Crisetig non gioca non si tratta di bocciatura ma di scelte. Non scucirete mai a Corvino una frase eclatante, un titolo, una strategia che ponga lui al bersaglio delle critiche. La sua idea è quella di parlare senza dire, esprimere i suoi concetti glissando sulle domande più spinose, lasciar scorrere tutto nella più assoluta normalità. Non è sbagliato a prescindere, sono modi di intendere la strategia comunicativa. Il calcio moderno di solito non lascia trasparire nulla all’esterno e Corvino su questo è assolutamente ermetico. L’unico concetto, che d’altra parte è innegabile, è il ritardo con cui la società ha messo a disposizione di Rossi la rosa.

Ora, la conferenza di ieri sicuramente avrà dei risvolti positivi, in fin dei conti per qualche giorno si parlerà di ciò che non ha detto Corvino piuttosto che degli infortuni della squadra e dell’ultimo posto, ma per contenuti il colloquio potrebbe essere riproposto tra qualche mese, varrebbe quasi per intero. E’ la strategia corviniana, fa parte del gioco. Questo perché il direttore sportivo crede fermamente in quello che ha fatto e in quello che fa, è convinto che la rosa possa valere di più dell’ultimo posto, forse di più del quartultimo, e attende con ansia che Rossi possa dare forma e colore ad un gruppo di ragazzi che si sono trovati di fronte una Serie A più grande di loro. Alcuni la definiscono inutile, la conferenza stampa, però già solo nella giornata di ieri tutti ne hanno parlato, lasciando un attimo sospese le vicende legate alla squadra. E’ forse anche questo un modo per togliere pressione, chi lo sa…

Per il resto il direttore sportivo non ha fatto altro che ripetere il mantra che tutti pronunciano: serve tempo. Può essere vero, anzi, è vero, ma il Bologna ha bisogno di punti ora e subito se non vorrà ritrovarsi a gennaio già spacciato, senza possibilità alcuna di intervenire sul mercato. Ci sono gli infortuni, lo ha ribadito Corvino, ma forse qualche scelta di mercato al momento errata (e questo non lo dirà mai). Adesso conta poco, perché il presente ci pone davanti la sfida con il Palermo, da vincere con chi c’è, compreso Rossi in panchina. Sul mister persiste la fiducia della società, forse più per difesa che per altro, perché in effetti l’esonero dell’allenatore significherebbe addossargli le responsabilità della posizione di classifica. E’ una situazione delicata, perché non posso pensare che in caso di ulteriore sconfitta il Bologna non entri nell’ordine delle idee di prendere provvedimenti, anche a costo di mettere in discussione il progetto lanciato in estate. Serve tempo ma non ce n’è più tanto, inoltre, dopo il Palermo arriverà la settimana da tre partite in fila, con il rischio di finire davvero sul fondo della buca. Corvino e la società dovrebbero capire che la tempestività delle decisioni diventa fondamentale in alcuni casi. Scelte dure ora se servono e che possono ribaltare il pensiero comune tra qualche mese. Se, ad esempio, a dicembre il Bologna sarà 13esimo, probabilmente le critiche e le aspre opinioni sull’operato del direttore sportivo faranno spazio a parole più dolci, di rivalutazione e ravvedimento. E’ la storia del calcio. Inoltre, pensando al presente, il Palermo si prepara in ritiro sotto gli occhi vigili di patron Zamparini, Saputo, ahinoi, è lontano migliaia di chilometri. Non possiamo però incolpare il chairman dopo tutti i milioni spesi. Che dire, speriamo davvero che Rossi e il Bologna ce la facciano domenica, altrimenti partirà davvero la caccia al colpevole, stavolta in maniera irreparabile.

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