Contro il Carpi il Bologna ha già vinto. Avanti il prossimo.

Contro il Carpi il Bologna ha già vinto. Avanti il prossimo.

Altro pareggio per il Bologna che non riesce più a segnare, ma il Bologna a suo modo può comunque intascare un successo (se si considera alla situazione di un anno fa)

Ci eravamo lasciati alle spalle la serie B con i miracoli di Gabriel e le gufate di Mbakogu e compagni, che alla promozione dei rossoblù preferivano quella del Frosinone o del Pescara. Peccato che in serie A, da neopromosse, le squadre di Castori e Stellone siano rimaste a raschiare il fondo della classifica, alle prese con uno scontro al vertice (rovesciato) per la salvezza domenica prossima, mentre il BFC starà a guardare dal suo confortevole 9° posto, con ben dieci punti di distacco dalla zona retrocessione.

Che il Derby del tortellino sia stata una partitaccia nessuno lo mette in dubbio, ma al netto dei risultati, la squadra guidata da mister Donadoni ha dimostrato di meritare la massima serie e dopo aver vinto al Braglia all’andata, conquista un punto casalingo che può apparire stonato ma che in un certo senso avvicina il baratro per i biancorossi. Il 3-0 del Cabassi condannò il Bfc, lo zero a zero del Dall’Ara forse condanna il Carpi.

Il Bologna del 2016 può vantare una proprietà solida e ambiziosa, un mister preparato e una rosa giovane che può ancora essere motivata e trasformata in un gruppo all’altezza di competizioni più ambite, non solo entro i confini nazionali. Proprio ieri, intervistato per il programma di Sky “I Signori del Calcio”, il chairman Joey Saputo dichiarava espressamente che l’attuale posizione del Club è andata ben oltre le sue più rosee aspettative, ovvero “essere migliore delle ultime tre”. E guarda caso due di queste sono le trionfatrici dell’ultima Serie B. Siamo esattamente dove speravamo di essere quando uscivamo dal Cabassi e dal Matusa con le ossa rotte. In un certo senso abbiamo già vinto.

Insomma, all’indomani del terzo pareggio consecutivo per zero a zero, si può forse rimproverare il Bologna di mancata cattiveria, calo di performance, atteggiamento in campo poco lucido e così via. D’altra parte, se si guarda invece allo sforzo e alla determinazione di tutto il gruppo nel contrastare a testa alta Napoli, Milan e Juve, risalendo la classifica con una media di 2,5 punti a partita e prestazioni a tratti brillanti che hanno regalato alla società e ai tifosi quel tipo di “calcio-entertainment” che piace tanto a Saputo, allora le critiche stanno a zero.

Inoltre, se proprio vogliamo guardare al match col Carpi, si può dire che un rigore avrebbe fatto la differenza; non per usare l’alibi dell’arbitro, Donadoni su questo è stato chiaro: la responsabilità del risultato è sempre dell’intero gruppo, che in questo caso ha speso molto contro una squadra preparata per chiudersi, lasciando poco margine di manovra per gestire e finalizzare meglio le azioni in fase offensiva. Le occasioni, del resto, non sono mancate e anche in questo caso non c’è stato quel pizzico di cinismo in più per cercare il vantaggio. Caparbio e motivato il Carpi, ma a parte mettersi in dieci dietro la linea del pallone poco altro. Per salvarsi non basta, come di certo non è sufficiente accontentarsi di un punto a Bologna. Se c’è una squadra che sembra avere qualche speranza in più è il Frosinone, abile a sfruttare il Matusa e quel pizzico di qualità maggiore rispetto alla banda di Castori che al Dall’Ara ha solo sparato alla rinfusa qualche pallone dall’altra parte del campo. Nessun pericolo particolare per Mirante, e tanto di cappello al successore di Gabriel, che è riuscito a difendere i pali lasciando anche a noi l’amaro in bocca.

Chiuso il capitolo dei revival e delle rivincite, ora il Bologna può pensare al prossimo avversario consapevoli che di qui in avanti si può solo fare meglio. I rossoblù iniziano a capire il trattamento riservato dalle rivali, che ormai non considerano più la formazione di Donadoni come una sorpresa, bensì una squadra da rispettare e affrontare con la massima attenzione. Le marcature sono più strette, soprattutto sui capocannonieri (Giak e Destro), le difese più accorte, gli spazi minori. 281 minuti senza segnare testimoniano una difficoltà ormai conclamata, anche se le occasioni vengono create i rossoblù non le trasformano. Conta un po’ di sfortuna (palo e traversa), ma è evidente la problematica sotto porta. Servirebbe un’altra bocca da fuoco oltre i soliti noti, il problema è che pare non esserci, e col Carpi le sostituzioni hanno inciso poco. Certo, se poi i falli da rigore venissero sanzionati adesso scriveremmo altre parole…Ad ogni modo, il dato importante è il continuo movimento della classifica, con un Bologna che riesce a fare punti nonostante si ritrovi di fronte al momento più opaco della stagione. E’ il sintomo del fatto che i ragazzi non hanno mollato gli ormeggi. Sono i presupposti per un finale sorprendere e non scontato. Il Bologna ci sta dando ancora, occorre solo aspettare tempi più prolifici.

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