Conte lascia, Ranieri lo sostituisce? Donadoni, Corvino e budget: come sarà il futuro?

Conte lascia, Ranieri lo sostituisce? Donadoni, Corvino e budget: come sarà il futuro?

Conte dice addio alla Nazionale, Tavecchio vorrebbe Donadoni ma dovrà forse ‘accontentarsi’ di Ranieri. Per quanto riguarda gli obiettivi del Bologna saranno determinanti le intenzioni di Saputo

Resta non resta, Milan o Nazionale, Bologna big o Bologna piazza dove si lavora bene e nulla più. Mentre la squadra è chiamata a fronteggiare l’assenza di Mattia Destro, la città si interroga sul futuro. Manca il budget per il mercato, Corvino se ne va, Donadoni idem, Saputo non parla. Che tragedia! Andiamo con ordine. Il chairman arriverà questa settimana, dovrà sistemare alcuni tasselli, tra questi lo stadio e il futuro tecnico della squadra. Si avvicina la primavera, è il momento di programmare la prossima stagione.

Corvino ha un contratto, ha costruito una buona base di partenza per il futuro e con un paio di visioni futuristiche ha garantito corpose plusvalenze al Bologna (se Saputo lo vorrà). Il Ds dice di voler rispettare il contratto, se può valere, lo ha ribadito anche a me qualche settimana fa, di conseguenza: perché mai dovrebbe andare via? C’è una proprietà solida, ricca, che alla luce dei risultati apprezza il lavoro effettuato dal dirigente salentino, onestamente le ombre non sono nitide se non ipotizzate da un paio di rumors da Roma. Sabatini se ne va, ma questo non significa in automatico che approderà qui.

Capitolo budget. Con la squadra che ha garantito la salvezza, serve pianificare al meglio la prossima stagione. Il chairman dovrà dettare la linea a chi amministra i conti e a chi la gestione tecnica. Quali obiettivi saranno prefissati per la prossima stagione? Si punta sempre ad una tranquilla metà classifica, oppure la straordinaria stagione vissuta fino a qui indurrà il canadese ad attaccare l’Europa? Non è vero, e lo dice la classifica, che la lotta alle competizioni europee è dettata solo ed esclusivamente dal vil denaro. O meglio, incide ma non in maniera così tranciante. Spieghiamoci. Il fatturato del Bologna non è paragonabile a quello delle big del campionato, la considerazione subito seguente impone un ridimensionamento delle aspettative future se non si riuscirà ad allargare gli introiti del club rossoblù. L’attuale distanza non consentirebbe margini di miglioramento così netti. Può essere, ma non del tutto. Un dato eloquente è quello relativo al monte ingaggi. Se il calcio fosse pura matematica, le classifiche verrebbero stilate sulla base degli stipendi elargiti ai giocatori. Non è così. Infatti, la Fiorentina (41 milioni di euro di monte ingaggi) è davanti all’Inter (86) e il Sassuolo del ricco Squinzi è ad un passo dall’Europa con un monte stipendi di 24,6 milioni di euro. Il calcio non è solo denaro, ma anche idee, pianificazione e progettualità. Per questo anche il Bologna, nonostante un fatturato da 45 milioni di euro, potrebbe farcela.

Chiusura sul mister. Riascoltando bene la conferenza post San Siro, Donadoni ha pronunciato parole abbastanza chiare. “Ho un contratto fino al 2018, a Bologna sto bene e il mio futuro dipenderà anche da come andranno le cose in questo finale di campionato. Tra due mesi non so cosa potrà succedere”. Siccome lo sport cittadino è diventato quello del ‘leggi tra le righe Donadoni’, si può sottolineare come il mister non dia nulla per scontato, nemmeno il fatto che un finale di stagione deludente potrebbe incrinare la sua posizione. Prima di Milano, sempre il mister, pronunciò una fatidica frase: “Ho parlato con il presidente, questo è il momento di ragionare sulla prossima stagione, a partire dal ritiro”. Non c’è molto da interpretare a quanto sembra. Poi certo, che Tavecchio lo voglia in Nazionale è il segreto di Pulcinella, ma lo è anche il fatto che lo spessore di Saputo è altra cosa rispetto a quello del presidente federale. Conte ha lasciato, Donadoni – assieme ad altri – è uno dei candidati, ma probabilmente la scelta alla fine dovrebbe cadere su Ranieri, vicino al sogno Premier ma consapevole che il giocattolino Leicester potrebbe essere rotto in estate (e i miracoli non si ripetono due volte di fila). La Nazionale sarebbe il coronamento di una lunga carriera. C’è poi anche Walter Mazzarri, ma la sua personalità potrebbe scontrarsi con quelle dei senatori del gruppo. Per quanto riguarda Donadoni, con un progetto chiaro, ambizioso e votato agli investimenti, non ci sono dubbi: resta. Ora tocca a Saputo decidere cosa vorrà fare del Bologna nell’immediato futuro, ma la sua voglia di miglioramento è sempre presente, tant’è che qualche spiffero tempo fa mi disse: “Saputo avrebbe voluto spendere anche a gennaio, in qualche modo è stato frenato perché la salvezza era comunque raggiungibile da questo gruppo e l’Europa troppo lontana per provarci. E forse troppo presto sperarci. Mai fare il passo più lungo della gamba”.

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