Spunto TBW – Comunque vada, non danneggiate il Bologna

Spunto TBW – Comunque vada, non danneggiate il Bologna

Ci sono notizie che non vorremmo pubblicare. Arrivano come un fulmine a ciel sereno e non hanno alcuna pietà per la martoriata coscienza di un giornalista, che più di ogni altra cosa ha il dovere di informare sui fatti e dare una visione il più possibile fedele della realtà. Ce lo insegnano quando prendiamo il primo patentino da pubblicista, ce lo ribadiscono quando iniziamo a collaborare con questa o quella testata, ma sappiamo tutti benissimo che prima o poi ci capiterà quella malaugurata situazione in cui dovremo prendere una decisione delicata che potrebbe persino compromettere la nostra reputazione.

Quello che è accaduto ieri con la divulgazione dello “scoop” sulla rottura Tacopina-Saputo, rappresenta il caso per eccellenza di una news che preferiresti fosse falsa. Una calunnia perpetuata dal sottobosco dei forum, creata a tavolino per infangare l’onore di quei patron che da un anno e mezzo a questa parte hanno trasformato la zucca in carrozza, la Cenerentola BFC, in principessa con tanto di vesti diamantate e sposalizio al principato della serie A. Che fra queste Maestà non corresse buon sangue (rossoblù) lo avevamo appreso ormai da tempo, forse sin dal principio. Gli organi di stampa e i giornali online riportavano i bisticci e le guerre fredde fra il Pres e il Re della Mozzarellissima dagli esordi del Bologna in B alla promozione in massima serie. Quel 9 giugno 2015, nella sacra arena dello Stadio Dall’Ara, l’immagine che resta impressa nella memoria collettiva dei tifosi è e resterà sempre quella di una folla copiosa che attornia il nostro Presidente Joe Tacopina, esclamando con gran foga il suo nome e ripetendo “Grazie Pres!” fino a perdere la voce. La Tacomania è durata a lungo e perdura poiché l’avvocato newyorkese è stato artefice e portatore del vento di rinnovamento in seno al Club rossoblù, lavorando sopratutto sulla sua immagine e considerazione in città, in Italia e persino all’estero, riallacciando rapporti di fiducia e stima con i protagonisti della gloriosa storia del Bologna e amalgamando le anime di una tifoseria indolente, stanca e rassegnata che nel giro di qualche mese è tornata ad abbonarsi e a riunirsi attorno alla squadra come non mai, provando un orgoglio e un senso di appartenenza che si è reso manifesto in piazza Maggiore, durante la notte infuocata della promozione in A.

Strategie di marketing o pura e genuina passione, poco conta. Fatto sta che Taco ha messo la faccia in una scommessa che poteva benissimo andar persa, coinvolgendo fra gli altri investitori proprio quel Saputo che ieri era definito “Defendant” (imputato) in una  Ingiunzione Preliminare protocollata dalla Corte Suprema di Manhattan.

Per quanto mi riguarda, ho ricevuto le “bollenti carte incriminate” di cui si è parlato ampiamente ieri, nel primo pomeriggio, da una fonte che non rivelo ma che certamente risultava attendibile. Il documento parlava chiaro (sebbene in lingua inglese e ho dovuto penare abbastanza per tradurne gli stralci essenziali): Tacopina rivendicava a Saputo la rottura degli accordi raggiunti tra novembre-dicembre 2014 e il suo ruolo di Presidente del Bologna – con tanto di stipendio pattuito per 800.000 euro all’anno – esautorato il 1 settembre 2015 con la perdita vertiginosa di quote dal 25 al 13%! Ho letto e riletto, con il consulto di un avvocato, i capi di accusa e le ragioni esposte. Ero in contatto con alcuni colleghi e mi confrontavo con i miei titolari per decidere se pubblicare o meno la notizia. In che termini, con quale taglio, se prendere o meno una posizione in merito e se rendere pubblici anche alcuni frammenti della documentazione allegata (che comprende, fra le altre testimonianze, una fitta corrispondenza e-mail fra gli avvocati delle parti e il famoso “Agreement” del 28 novembre 2014, in cui i vertici del Club si riunirono a NY per mettere i puntini sulle “i” in merito alla divisione delle quote e all’aumento di capitale).

Ormai ne sapete abbastanza e non mi metterò a scandagliare ulteriormente una diatriba legale dal valore di 5ML di dollari che farà il suo corso e troverà infine una risoluzione (più o meno onerosa per entrambi). Vi assicuro, carissimi lettori di TBW, che non è stato facile per me valutare quanto fosse giusto, alla vigilia di Sampdoria-Bologna, dare a tutti voi questa triste notizia. Da una parte, c’era la certezza che altri colleghi mi avrebbero di certo battuto sul tempo se non pubblicavo, perdendo il primato dell’esclusiva; dall’altra, c’era la voce della coscienza che mi diceva di aspettare, di rileggere bene quelle righe in cerca di una frase finale che dicesse “ok, ce ne stiamo dicendo di tutti i colori, ma in nome e per amore dei colori rossoblù, comunque vada, resteremo uniti”… Invece… Invece la verità è sempre la stessa ed è dura da accettare. Una verità che fino ad oggi ha visto Joey Saputo investire milioni e milioni in un progetto che include il restyling del dall’Ara (io stesso ho avuto modo di ammirarne i primi risultati in gita con il Chairman, meno di una settimana fa), e le operazioni di acquisto di Corvino in un calciomercato che ha visto l’arrivo di Destro, Giaccherini e Mounier, per non parlare di tutti gli altri innesti della rosa. Non mi piace schierarmi, e sinceramente non so chi dei due ha torto e chi ha ragione in questa vicenda (la giustizia farà il suo corso). Sicuramente il calcio di oggi non è solo sport e cuore, ma sopratutto business. Affari. Strategie e investimento per ragioni che spesso ci sono oscure. Ci siamo tutti emozionati ascoltando le parole di Joey in quei video pubblicati dal BFC prima e dopo il ritorno in A. Ma ci siamo entusiasmati anche per le generose dichiarazioni di Joe quando si è recato al cimitero a trovare i nostri eroi sempiterni, o quando si è recato a trovare Gazzoni per proporre la presidenza onoraria, o quanto se ne andava in giro regalando sorrisi, strette di mano, album fotografici ai giocatori e gadget allo Store in Galleria Cavour. Una cosa la possiamo sottolineare, i capitali sono canadesi, e per mantenere in vita una società calcistica è necessario che qualcuno ci metta dei ‘baiuc’. Tra i due, su questo particolare punto, non c’è partita.

Che dire. Questi due signori hanno certamente lasciato il segno nei nostri cuori e nella nostra blasonata storia… Purtroppo, lasceranno anche il segno delle rispettive firme su qualche assegno per coprire le spese legali di questa vicenda e trovare, infine, un accordo. Speriamo che non ci rimetta il Bologna. Ecco, dopo tutto quello che abbiamo passato, vi prego, non recate danni al club, ai ragazzi che indossano la maglia rossoblù e ai tifosi che da sempre trepidano e soffrono per le vicende tecniche e, soprattutto, per quelle societarie. Ne abbiamo viste di tutti i colori e ci piacerebbe pensare solo al campo, ancora non è possibile, anche se proveremo a restare comunque uniti. Difficile, perché i partiti sono ben che divisi: Taco da una parte, Joey dall’altra, il problema è che a Marassi, oggi, si scende in campo.

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