Come si sta bene in Serie B

Come si sta bene in Serie B

Nelle ultime settimane i vari organi di stampa hanno fatto un resoconto economico della differenza che c’è tra ottenere la promozione oppure restare ancorati al fantasmagorico mondo della Serie B. Ballano dai 40 ai 50 milioni di euro, più o meno quanto Saputo ha immesso con decisione nella casse del Bologna in questa stagione. 30 arriverebbero direttamente dai diritti televisivi, dieci volte tanto di quanto i rossoblù incasserebbero restando in B. C’è una sottile differenza tra ripianare debito ed investire. Saputo è approdato qui con la squadra sull’orlo del tracollo finanziario e sportivo, ha dovuto potenziare la rosa e salvare il club dal fallimento sostanzialmente investendo a fondo perduto. In sostanza la proprietà ha lavorato solo ed esclusivamente per coprire le perdite. Diverso il discorso se il Bfc riuscisse a tornare al tavolo dei grandi, con i debiti ripianati dai vari aumenti di capitale, il club rossoblù si presenterebbe in Serie A con una struttura più solida dal punto di vista economico e non con l’incombente necessità di introitare denaro con cessioni o altri stratagemmi. C’è di più, perché a quel punto i milioni di diritti televisivi andrebbero sì a coprire il monte ingaggi ma potrebbero anche essere utilizzati nel processo di costruzione di una rosa da massima serie. In sintesi, il Bologna potrebbe investire il proprio denaro senza gettarlo in un buco nero debitorio. Non è finita qui, perché se Saputo ne ha messi 40 per i debiti, dal prossimo anno sarebbe in grado di investirli (magari non la stessa cifra) per i progetti in agenda, quindi per qualcosa di effettivamente produttivo e non solo a fini di pura e mera sopravvivenza. Con la zavorra dei debiti caduta e tolta di mezzo, c’è la possibilità di portare avanti la modernizzazione del Bologna non solo in campo italiano. 

 

Un salto in Serie A aprirebbe davvero i cordoni della borsa. Non solo tv, gli abbonamenti aumenterebbero in maniera esponenziale così come la media spettatori, a maggior ragione se Corvino riuscisse a costruire una rosa competitiva e con qualche nome di richiamo nazionale. Anche in tema di mercato i vantaggi possono essere tanti, perché con un Bologna in griglia di partenza in Serie A diventa più facile convincere giocatori di un certo peso a venire da queste partie dopo che a gennaio qualcuno non se l’è sentita di scendere di categoria. Sarebbe tutto in discesa anche se il livello degli avversari aumenterà. Non dimentichiamoci poi del marketing e del merchandising, portare un giocatore importante in automatico sancirà un aumento delle vendite dei prodotti ufficiali magari proprio con il nome dell’ipotetico campione spendibile a livello pubblicitario. E’ tutta una catena, un effetto domino che Saputo non aspetta altro che innescare il prima possibile. 

 

Ci sarebbe poi anche la questione stadio, difficile che il progetto possa partire dalla cadetteria con introiti pressoché nulli e con una situazione di impianto semi vuoto per via dello scarso entusiasmo verso la Serie B. Magari rivedere il Dall’Ara pieno il prossimo anno in partite contro Milan, Juve, Napoli ecc, potrebbe indurre Saputo ad allargare la capienza dell’ipotetico nuovo stadio a più dei 25mila posti preventivati fino ad ora. Ad ogni modo, anche sotto il profilo dell’entità dell’investimento ristrutturazione Dall’Ara, serve assolutamente tornare in Serie A il prima possibile. Un’altra stagione di purgatorio risulterebbe un ulteriore ostacolo verso il risanamento del club, sostanzialmente rallentarebbe tutti i progetti di dodici mesi facendoci vedere sempre più lontano il nostro punto di arrivo. Non sarebbe una sciagura, sia chiaro, ma vista l’attesa che c’è da queste parti farsi di nuovo la B vorrebbe dire portare tutti quanti dallo psicologo. Insomma, il nostro anno zero (2015/2016) partirebbe nuovamente ad handicap. Ora, immaginate nella vostra mente questi due scenari, il debutto in massima serie a San Siro contro il Milan di mister (Bee)rlusconi, con Sky, ventincinquemila replay e quattrocento telecamere per vedere anche i peletti delle narici del naso, pubblico delle grandi occasioni e attesa per vedere il nuovo diavolo dopo il cambio di proprietà e, soprattutto, il Bologna costruito con i dollaroni canadesi, dall’altra, una prima partita di campionato a Vercelli o Lanciano, impianti da tremila posti, velodromi, telecronisti di Serie B e campi in cui ottenere un rimbalzo pulito è come fare un terno al lotto. Immaginate poi Sassuolo, Carpi e Frosinone in Serie A e noi ancora all’inferno. Ah, come si sta bene in Serie B, una delizia per palati fini…Io lo definirei piuttosto come un passaggio tortuoso obbligato per chi ha rischiato di sparire un estate fa. Sì, a giugno avremmo pregato per fare questo campionato, adesso non vediamo l’ora di andarcene; l’ambiente non ci è piaciuto granché. Faremo una recensione su tripadvisor con un bel avviso ai naviganti: “lasciate perdere, qualità bassissima”.

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