Come cozze sullo scoglio, anche Corvino non può nulla

Come cozze sullo scoglio, anche Corvino non può nulla

Si è concluso il calciomercato, l’ultima giornata in quel di Milano non ha partorito il colpo a sorpresa perchè Corvino sul mercato in entrata ha giocato d’anticipo. Partiamo allora dagli acquisti, nessuna novità sostanziale. Arrivano Gastaldello e Krsticic come da giorni sapevamo, mancava solo l’ufficialità che puntualmente è arrivata. Sono sei i nuovi innesti del Bologna, tutti – a mio modo di vedere – di qualità. Toccherà ora al mister valutarli ed inserirli negli schemi del Bologna se lo riterrà opportuno, perché le decisioni su chi scenderà in campo spetteranno solo ed unicamente a lui. Certo, si farà fatica a panchinare qualche nuovo acquisto ma è anche vera una cosa: non si può pretendere tutto subito. I sei nuovi arrivati elevano il livello della rosa ma non bastano le opinioni sulla carta, servono anche i fatti in campo. Sono necessari schemi giusti e uno stile di gioco che valorizzi il tutto. In linea di massima Lopez il modulo non lo cambierà e il suo gioco propositivo verrà confermato, da qui sarà necessario capire se i nuovi innesti (soprattutto in attacco) saranno in grado di adattarsi contro squadre che – inevitabilmente – si metteranno in dieci dietro la linea del pallone. Poi si può ragionare su chi giocherà immediatamente e chi no. Ecco, penso che Da Costa e Krsticic non partiranno titolari, la mediana è coperta con Buchel, Matuzalem e Zuculini e la porta è di proprietà di Coppola. Difficile cambino le cose. Per Mbaye si apre un ballottaggio con Ceccarelli ma il ragazzo di colore è un prospetto ed è necessario non farsi ingannare dai primi stentati minuti di gioco, tra l’altro in un momento della partita in cui il Bologna premeva esponendosi alle ripartente abruzzesi. Veniamo infine al ruolo più toccato dal mercato a firma Pantaleo Corvino: l’attacco. Mancosu, Cacia e Sansone valgono 70 reti, ora si tratta di utilizzarli nel migliore dei modi. Innanzitutto, bisogna partire dal presupposto che il Bologna è la regina della Serie B e con il mercato in entrata il livello medio della rosa si è alzato; inevitabile che qualcuno si sieda in panca. Si gioca in undici e con una rosa lunga qualche esclusione eccellente può capitare. La speranza è che non rappresenti un problema in termini di unità di spogliatoio. Secondo aspetto: il modulo. Lopez gioca con due punte e un trequartista, quindi non c’è spazio in campo per tre attaccanti contemporaneamente, di conseguenza uno tra Cacia, Mancosu e Sansone partirà dalla panchina. 

Ora, so già quale malsana teoria prenderà piede in città (anzi, già si sente): Corvino ha rivoluzionato troppo la squadra. In linea di massima nemmeno io ero particolarmente d’accordo con uno stravolgimento della rosa ma è altrettanto vero il fatto che il Bologna andasse rinforzato. Ora che è stato fatto non va bene? Sciocchezze. Piuttosto si dia il tempo a Lopez di amalgamare i nuovi, tra l’altro, essendo quello rossoblù un gruppo sano, non credo che lo spogliatoio andrà in crisi per questo motivo. Trovo anche francamente inutile ritirare fuori il tema del possibile esonero di Lopez, semplicemente perché da che mondo è mondo nessuno caccia via un allenatore con cinque risultati utili consecutivi e un secondo posto in classifica.

Veniamo alle cessioni. A Bologna si sta bene, anche a costo di finire fuori lista e svincolati a luglio. Nessun esubero ha accettato il trasferimento o una risoluzione contrattuale, in sostanza, si è rimasti aggrappati allo scoglio come le cozze. A meno che non mi si parli di attaccamento alla maglia, ovviamente si scherza. Ad ogni modo, nonostante non ci sia stato sfoltimento della rosa, il mio voto a Pantaleo Corvino non cambia, perché un dirigente che porta in B sei nuovi acquisti dalla massima serie con uno di questi capitano di una squadra quinta in classifica è un mezzo fenomeno. Aggiungo una cosa: poco importa se il Bologna avrà 40 giocatori, sarà sì pesare sul bilancio ma problemi di denaro non dovrebbero essercene e a quel punto chi si è chiamato indietro rifiutando più di una proposta corre il serio rischio di rimanere fuori lista. Mi narrano da Milano di un Corvino abbastanza spazientito ma evidentemente la qualità della vita bolognese è nettamente migliore rispetto a tante altre piazze italiane e nemmeno un mostro sacro della trattazione ha potuto fare nulla. Non resta altro che fare mia la proposta di Joey Saputo: obbligare i calciatori a trasferirsi in prestito a parità di categoria e condizioni economiche. Essendo però il calcio in mano sostanzialmente ai procuratori e al volere dei calciatori professionisti (che godono pure di una vita agiata) questa proposta cadrà miseramente nel vuoto. Tocca dunque a Pantelo Corvino  costruire rose snelle evitando di proporre ingaggi o contratti faraonici a giocatori che non lo meritano. Cari ragazzi, arriverà un momento che determinati contratti scadranno e Corvino farà in modo che certe agonie non si ripropongano. In fin dei conti, ci trasciniamo dietro ancora le scorie della precedente gestione e forse solo ora capiamo in che mani eravamo. Se anche colui che è riuscito a cedere Felipe Melo non ce l’ha fatta a sfoltire i rami secchi di questo Bologna, significa che la missione era davvero impossibile.

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