Col Verona decisiva, per un attimo concentrati sul campo e non sul Ds

Col Verona decisiva, per un attimo concentrati sul campo e non sul Ds

Contro il Verona per cementare la salvezza, da qui si ripartirà con un nuovo Ds

Lunedì il Bologna affronta il Verona in una partita che può chiudere definitivamente i discorsi salvezza. Andando a quota 39 i rossoblù raggiungerebbero quella soglia che da sempre, nelle ultime stagioni, ha garantito la permanenza in massima serie. Dopo due sconfitte consecutive e una vittoria che manca da più di un mese, i rossoblù sono chiamati a mandare un segnale chiaro verso il finale di stagione. Ovvero: la squadra deve far presente a tutti che non ha staccato la spina e che la sosta ha prodotto nuovo afflusso di energie fisiche e mentali. Magari qualche uova di cioccolata ha inserito zuccheri nelle gambe dei giocatori.

Battute a parte, la squadra allenata da Donadoni non può fallire il finale di stagione rovinando quanto di buono fatto fino a qui. Non ci sono solo in ballo i proventi da diritti televisivi (maggiori se si arriva a sinistra), ma anche la credibilità e l’onore di questa squadra che tante gioie ha regalato. Sono bastate tre partite opache per far piombare tutti nel gorgo della critica, figurarsi una mancata vittoria contro l’ultima della classe cosa potrebbe scatenare. Per non parlare di un finale di stagione ulteriormente in calando. E allora occorre subito raddrizzare la rotta, riprendere a vincere e convincere, entusiasmare nuovamente i tifosi e creare i presupposti per un futuro roseo. Perché chiudere stentando in quindicesima posizione è completamente diverso dal concludere decimi togliendosi ancora soddisfazioni.

Ma per riprendere la marcia serve soprattutto pensare al campo, evitare che la sostituzione di Corvino possa rappresentare un alibi che possa giustificare risultati deludenti. E’ primavera, serve da un lato chiudere bene la stagione e dall’altro programmare la prossima, peccato che al momento manchi il direttore sportivo. C’è incertezza sul progetto tecnico, evidentemente i giocatori lo percepiscono ma dovranno sforzarsi di non pensare ad altro se non al campo. Anche perché a decidere sul loro futuro sarà il mister che farà fede sul finale di stagione per capire chi potrà continuare in rossoblù da chi invece potrebbe andarsene e salutare. E’ dunque di vitale importanza anche per i calciatori riprendersi dal momento di flessione e ripartire. Inoltre, vincere con il Verona e chiudere i discorsi salvezza aiuterebbe la società a superare lo scoglio ‘corviniano’, ovvero traghettare la società da un direttore sportivo accentratore ad uno più malleabile. Una volta salvo, il Bologna può affrontare il futuro. Un’ala societaria vorrebbe senza indugi Sabatini, probabilmente la fumata bianca arriverà ma di certo non c’è nulla. Gli altri candidati? Pradè convince il giusto, Sensibile idem, Sogliano è seguito da vicino dall’Udinese, Fusco ha fatto bene contribuendo a salvare il club ma il primo provvedimento della nuova proprietà è stato cacciarlo mentre Perinetti è più defilato e impegnato a Venezia con Taco. Un mio amico mi ha detto “l’uomo giusto sarebbe Carli, ma probabilmente non verrà mai’. Le sposo in pieno quelle parole (e da quel che so lo cerca la Roma…).

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