Chiuso il mercato di gennaio: ma il Bologna può puntare all’Europa League?

Chiuso il mercato di gennaio: ma il Bologna può puntare all’Europa League?

Mercato funzionale per il Bologna: Bravo Corvino. Destro a rischio squalifica (rifiaterà mercoledì?). Saputo investe a fondo perduto? Non proprio…

onclusa la sessione di mercato invernale, si possono trarre le dovute conclusioni. Finiti i tempi di Ibson e Friberg, purtroppo questi due nomi verranno per sempre assimilati ad una delle sessioni di mercato più ignobili, Pantaleo Corvino ha piazzato tre colpi funzionali. Floccari sta dando minuti importanti, giocate di qualità nei minuti finali delle partite e, in vista di Frosinone, il Bologna ha ora un sostituto di Destro all’altezza. Perché in vista di Frosinone? Beh, Destro è diffidato, al Matusa si picchia tanto e duro, si gioca tre partite in una settimana e Donadoni non può rischiare di perdere Destro in casa con la Fiorentina. Chissà che non ci scappi la sorpresa…Altra osservazione, Destro è in diffida e il 19 febbraio arriva la Juve al Dall’Ara. Ecco, prima o poi quel giallo arriverà e forse è bene evitare giunga a Udine, la partita precedente a quella contro la Vecchia Signora.

Chiusa parentesi, oltre a Floccari sono arrivati Zuniga – fondamentale contro la Lazio – e Constant, tutto da scoprire ma pur sempre funzionale vista la sua capacità di giocare in tre diversi ruoli. Inoltre, in caso di emergenza, meglio lui nel tridente davanti rispetto a Falco. E’ un mercato oculato, gestito con parsimonia e che ha portato in dote a Donadoni esattamente giocatori con caratteristiche consone allo stile di gioco della squadra, ampliando il ventaglio di scelta ed elevando il livello della panchina. Finalmente abbiamo avuto una strategia chiara di mercato, finalmente abbiamo potuto vivere serenamente il mese di gennaio senza l’ossessione di comperare e la paura di veder andar via uno dei pezzi pregiati. Non è un bel sentire? Decisamente sì, unito al fatto che il Bologna ora gioca al calcio come mai ha fatto recentemente, diverte, vince e fa divertire i tifosi. Siamo all’inizio di un bel percorso, ma se in estate si pensava di essere in ritardo, ora le tappe sono state bruciate e il Bologna è approdato nella metà sinistra della classifica in anticipo. Stiamo forse andando oltre le più rosee aspettative.

Ma decimo posto, seppur per poche ore, ha anche significato meno quattro punti dall’Europa. Per un po’ abbiamo sognato, forse troppo, la nostra mente ha viaggiato in maniera pindarica verso obiettivi che è prematuro accostare al Bologna. Poi il diavolo ha vinto il derby e la distanza è tornata di sette punti, spegnendo un po’ entusiasmi in salsa europea. Ma oggettivamente il Bologna potrebbe puntare all’Europa in questo girone di ritorno? Razionalmente direi di no, troppo presto, troppo tutto subito. Sicuramente, con un buon piazzamento in questa stagione (ottavo o nono posto), il Bologna potrebbe attaccare l’Europa il prossimo anno. Mica male. Ad ogni modo, credo sia anche giusto cavalcare l’entusiasmo, percepirne l’aspetto positivo, che non è quello di creare aspettative troppo elevate – quindi troppa pressione – ma di giocare liberi, spensierati, consapevoli della propria forza e sospinti dall’affetto di un pubblico ritrovato. L’entusiasmo può fare tanto, lo ha dimostrato Donadoni dal suo arrivo. Pensando una partita alla volta il Bologna può comunque continuare a stupire, sorprendere, vincere.

Sotto questo aspetto le prossime tre partite diranno tanto del futuro del Bologna. Si parte da Frosinone, trasferta ostica non per il livello tecnico degli avversari ma per le componenti psicologiche che presenterà la partita: il Matusa è un fortino, il manto erboso non perfetto, il pubblico ciociaro caldo. Inoltre, per loro è l’ultima spiaggia e il Bologna ha speso tanto dovendo rigiocare sabato contro la Fiorentina. A proposito di Fiorentina, quella contro i viola sarà probabilmente la vera prova del nove del Bologna, non quella relativa alla metà sinistra della classifica – con questo livello i rossoblù la raggiungeranno – ma piuttosto per quanto concerne le parti medio alte della Serie A. A questo punto, anche se non si arrivasse in Europa, perché non tentare di chiudere il campionato davanti a Sassuolo o Empoli?

Chiusura su Saputo. Tanti sostengono che il chairman stia investendo a fondo perduto, in un certo senso è vero perché il monte debitorio è stato creato da altri, c’erano buchi di bilancio da tappare e non è detto che gli investimenti sul Dall’Ara rientreranno grazie al merchandising, al marketing e alla voglia dei tifosi di farsi trascinare dal contorno e dagli aspetti che non rientrano esclusivamente nel comparto tecnico della squadra. Bisognerebbe però sottolineare come il Bologna, sotto la sua gestione, sia notevolmente aumentato di valore. Non si tratta più di una società sull’orlo del fallimento, con un livello tecnico povero e una serie di dirigenti non all’altezza, ora abbiamo di fronte una società che naviga nella parte sinistra della classifica, che investe, che ha nettamente implementato e migliorato il livello generale della rosa e che tra qualche anno potrà disporre di uno stadio rinnovato. Diciamo che se Guaraldi ha venduto a due soldi, Saputo potrebbe farlo per tanti milioni di euro. Sta anche qui la sua visione imprenditoriale, Joey non cederà a breve ma quando eventualmente lo farà potrà di sicuro rientrare dei capitali investiti. Non è un aspetto da sottovalutare.

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