Che bel Dall’Ara! E anche sabato dovrà essere così (con un Destro in più)

Che bel Dall’Ara! E anche sabato dovrà essere così (con un Destro in più)

22mila persone a vedere l’Italia, clima di festa e di pace che non può passare inosservato. Contro la Roma un nuovo spot per il calcio come luogo di aggregazione e non di guerra

Mentre il mondo si divide tra guerrafondai e pacifisti, tra chi vorrebbe usare (e usa) la forza da chi preferisce altre vie, lo sport prova ad andare avanti. Non lo ha fatto in Belgio e in Germania, troppi rischi per l’incolumità del pubblico e dei giocatori: rischio attentati presente, si dice. Dunque alla fine una duplice vittoria i terroristi l’hanno ottenuta: uccisi centinaia di innocenti e fermati alcuni eventi sportivi. O meglio: arrestata la vita. A Parigi i cittadini chiamano i call center messi a disposizione dal comune chiedendo se possono uscire di casa per fare la spesa, mentre le teste di cuoio assediano l’appartamento degli attentatori, fortunatamente – notizia smentita dai media – evitando l’uccisione di qualche sfortunato civile. Gli animi non si placano, sono un tumultuoso mare in tempesta aizzati dalla paura, dalla tensione anche solo di incrociare un connazionale di religione musulmana. La psicosi prosegue e il rischio è che chiunque possa essere considerato un nemico, a forza delle ridondanti teorie xenofobe che alcuni politicanti continuano apertamente a dichiarare. Non nascondiamoci, proviamo a mandare avanti la nostra vita ma i terroristi hanno scosso l’Europa, l’umanità, il nostro stile, la nostra libertà. E ci vorrà tempo prima di riprendere le nostre esistenze in mano.

In tutto questo, oltre alla splendida atmosfera di Wembley, è passata decisamente in secondo piano l’esperienza del Dall’Ara. Certo, il richiamo del sacro impianto inglese, con la ferita Francia in campo, ha concentrato su di sé tutti i media europei, ma il clima che si è respirato in via Andrea Costa l’altra sera merita di diritto di entrare tra le feste di sport più riuscite di sempre. Toccante momento con la marsigliese all’ingresso in campo, la bandiera della Francia portata con orgoglio da chi francese non è e un minuto di silenzio che – per una volta – può essere definito tale. Nessun cellulare squillante, nessun applauso, nessun vociare fastidioso: solo tanto rispetto. Sono quelle di Wembley e del Dall’Ara le migliori risposte che l’Europa può sbattere in faccia ai terroristi, sono le dimostrazioni di vita vissuta quelle possono scuotere il mondo dal terrore jihadista, è lo sport che prosegue e rende felici l’antidoto alla paura e alla morte. Le bombe annientano corpi, la vita vissuta uccide l’odio e riaccende le nostre anime. E se a Londra e a Bologna lo spettacolo è stato edificante, in Turchia lo sport ha lasciato posto all’ignoranza, un minuto di silenzio rovinato da chi, in un paese non così fermamente contrario all’Is, continua a picchiare sulla ferita sanguinante. Bastava questo, per quanto mi riguarda, a sospendere la partita.

Ma noi siamo a Bologna, in Italia, e fortunatamente per una volta non abbiamo rovinato noi la festa. E’ da quanto visto martedì al Dall’Ara, da quell’impianto pieno e festante, che lo sport italiano deve prendere esempio. Bologna si è messa l’abito da sera, sfoggiandolo con orgoglio, dedizione verso i colori azzurri e, soprattutto, verso la vita. Così deve essere anche sabato, quando nel weekend tutti i campionati europei ricominceranno. Bologna ha l’occasione di scendere in campo prima di altre città, ospitando una big del campionato su cui si concentreranno gli occhi attenti dei media nazionali e non. Il pubblico sarà delle grandi occasioni, il palcoscenico del rinnovato Dall’Ara può non solo sospingere i rossoblù verso un risultato positivo ma fornire un’altra esemplare manifestazione di vita, di sport, di cultura, di pace. Non è bello quando il mondo mette in mostra in meglio di sé, non è forse da questo che si può sconfiggere il male? Penso di sì, da romanticone. E sabato ho proprio tanta voglia di immergermi in questa nuova dimostrazione di cultura, sperando – ovviamente da tifoso – che il Bfc metta la ciliegina sulla torta. A proposito, non siamo fenomeni dopo due vittorie, ma mica partiamo battuti. Forza e coraggio, ora come mai ce n’è davvero bisogno.

Sì, mi sono dilungato sul terrorismo, ma c’è anche il ritorno di Destro. Chi l’avrebbe mai detto! Due gol in amichevole e un assist ieri: è tornato. Il Bologna ora ha un’arma in più da utilizzare contro la Roma, mentre i giallorossi, oltre a Salah, rischiano di fare a meno pure di Gervinho. Mai come ora le sensazioni sono positive, la speranza di fare punti contro la squadra capitolina diventa concreta, sia per un Bologna rinato sotto la guida Donadoni ma anche per il rientro del cardine dell’attacco rossoblù. Le premesse per una grande partita ci sono tutte, al Bologna il compito di cogliere un’occasione importante. Roma incerottata contro Bologna al completo: chi la spunterà?

 

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