Brienza regista? Un mio amico lo diceva da tempo…

Brienza regista? Un mio amico lo diceva da tempo…

Donadoni ha un’idea: Brienza regista. Qualcuno ci aveva già pensato un mese fa…

“Sai cosa farei? Metterei Ciccio Brienza a centrocampo, a far girare palla, dettare il gioco. A zugan brisa al balòn, sono tutti scolastici”. Parole di un tennista, con un passato nel mondo del calcio, raccogliendo meno di quanto il suo talento gli avrebbe consentito. Giovanili del Pescara, era una promessa, ma forse gli è mancata la testa per sfondare. Conversazione ormai datata, di almeno un mese fa. Io gli dissi: “No dai, non ha il fisico Ciccio per fare quel ruolo lì, e poi in copertura come la mettiamo?”. Forse aveva ragione lui, alla fine Donadoni quella sua stessa idea l’ha avuta. Il nome? Alberto, per tutti Alby, estroso anche con la racchetta in mano, per lui le giocate banali non hanno tanto senso. Sconosciuto per voi, famosissimo per quelli che frequentano lo Sport Club Ozzano. Arriva al circolo e la prima cosa che fa è prendersi un caffè, la domenica mattina una sorta di rituale prima di giocare, così come lo è l’aperitivo a mezzogiorno quando si esce dal campo. E’ una specie di ‘patacca’ per dirla alla Giacobazzi, divertimento assicurato. Va beh, sembro Biasin, torniamo al sodo.

Franco Brienza regista è una intuizione, una di quelle che solo chi ha calcato il campo, ha vissuto il colore verde dell’erba e percepito le dinamiche all’interno di un terreno da calcio può avere. Quando ci sei stato dentro, hai visto la differenza tra avere un regista e non averlo, cosa può comportare la manovra senza un uomo di qualità in mezzo al campo. Il famoso gestore di palloni. Io ho giochicchiato, tra amici e senza pretese di essere tesserato per qualche squadra, insomma: per puro divertimento. Però, devo ammetterlo, tutte le volte che l’ho fatto ho sperato di avere come compagno qualcuno che distribuisse palloni con precisione, desse i corretti tempi di gioco e fungesse da uomo a cui affidarsi e a cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà. Per dirla breve: qualcuno a cui affibbiare il pallone e dirgli ‘pensaci tu che io non sono in grado’.

Un giorno quel giocatore lo chiameremo Diawara e Crisetig, ma per adesso i due sono troppo giovani. Il regista deve essere un ‘marpione’, uno che non si fa fregare: né la personalità né tantomeno la palla. Scafato, esperto, vecchio combattente sul rettangolo verde, uno che ne ha viste tante e che ha imparato sulla propria pelle a gestire determinate situazioni. Brienza può portare a termine questa sua evoluzione? Non lo so, credo non dal primo minuto, di sicuro a partita in corsa come ha fatto domenica. Avesse 28-30 anni sarei entusiasta, a 36 si tratta forse di allungargli un po’ la carriera, ma l’anagrafe impone l’esigenza di centellinare l’energie, di non trascurare la fase di non possesso palla. Magari Donadoni e Alby, che non si conoscono ma sono stati uomini di campo, ci hanno visto giusto, forse il calcio è una cosa semplice: chi ha i piedi buoni sta in mezzo al campo.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy