Bologna: vietato abbassare la guardia, oggi la gara più difficile

Bologna: vietato abbassare la guardia, oggi la gara più difficile

“Non dobbiamo mollare un centimetro, non è ancora stato fatto nulla”, ha affermato chiaramente Roberto Donadoni in conferenza stampa. Potrei chiudere con questa frase lo Spunto odierno, non ci sarebbe altro da aggiungere se non sottoscrivere totalmente. Qualcosa però dovremo pur scrivere, e allora ci proviamo.

La prima cosa da fare è evitare di commettere l’errore del Napoli, troppa festa dopo la vittoria con l’Inter, gita a Bologna e taac: tre gollettini a sancire una meritata sconfitta. La speranza è che Donadoni sia riuscito a “mettere ancora più pressione sui ragazzi’ in questa settimana che ha sancito l’avvento degli allenamenti a porte chiuse. Evidentemente anche un modo per restare il più possibile concentrati perché – dopo aver battuto una big – il classico rilassamento inconscio può portarti alla disfatta proprio nelle partite che si reputano più abbordabili. E quello di oggi è uno scontro diretto da non perdere. Probabilmente è la sfida più complicata di tutte, una partita che dovrebbe sancire la raggiunta maturità del Bologna, la continuità di risultati basilare per conquistare il prima possibile la salvezza e scrollarsi di dosso qualche fastidiosa rivale. Nella fattispecie proprio il Genoa. Di fronte a noi una squadra in difficoltà (una sola vittoria nelle ultime sette) ma comunque desiderosa di sfruttare un turno casalingo per risalire, a maggior ragione contro un Bologna che a Marassi storicamente va in difficoltà. Poi c’è i tifo, notoriamente molto caldo sulla sponda del grifone.

Tifosi Genoa

Ma il vero valore aggiunto del Bfc è proprio Donadoni, un allenatore che ha dimostrato di saper gestire i vari momenti all’interno di una stagione, bilanciando con il suo proverbiale equilibrio i momenti di sconforto a quelli di entusiasmo. La dimostrazione è arrivata proprio con le ultime due sfide. A Torino un Bologna timido è stato catalogato da tanti come una squadra debole, non in grado di raggiungere la salvezza se non con due acquisti importanti a gennaio, dopo la vittoria con il Napoli invece la rosa è ritornata magicamente competitiva e pronta a ritagliarsi qualche soddisfazione nel corso del campionato. La via di mezzo non esiste. Invece c’è ed è Donadoni, che non ha esaltato troppo la vittoria contro la capolista, né demonizzato la sconfitta di Torino. “Non è l’esempio della negatività – ha affermato Donadoni – facemmo una buona fase difensiva ma mancammo dall’altra parte del campo”. Tradotto: abbiamo fatto male solo a metà. Aggiungo io una cosa: all’Olimpico mancava Destro, e col Napoli abbiamo visto la differenza.

BOLOGNA-NAPOLI-DESTRO-ROSSETTINI

Difficile, in un campo complicato come Marassi (anche come manto erboso) ripetere qualitativamente la partita contro il Napoli, di sicuro non dovrà invece mancare l’atteggiamento battagliero, perché quello dovrebbe essere riproposto in qualsiasi condizione e contro qualunque avversario. Ci sono poi le assenze, Rizzo sostituirà ancora l’infortunato Giaccherini proprio in quello stadio che lo vide protagonista di una espulsione decisiva contro la Samp, sua ex squadra. Per lui sarà un derby e chissà che il giocatore non riesca a trarne una ulteriore dose di motivazione. In difesa invece toccherà probabilmente a Morleo sostituire Masina, anche l’ex capitano dovrà farsi perdonare qualcosa, nella fattispecie quella espulsione del 2012 quando falciò il doriamo Icardi a centrocampo. Il Bologna perse poi uno a zero quella partita. Morleo non gioca dalla finale playoff di ritorno, sono passati sei mesi, non sarà facile. Ad ogni modo, il vento è cambiato, di fronte probabilmente abbiamo un Bologna maturo spinto dalla determinazione che un mister, fino a qui perfetto, ha fornito ad una truppa imbrigliata dai propri errori. E’ la partita più difficile, la prova del nove per il Bologna: vietato prendere altre scoppole.

Donadoni foto spunto

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