Bologna, per l’Europa devi essere attrezzato

Bologna, per l’Europa devi essere attrezzato

Il Bologna di Saputo andrà a caccia dell’Europa nelle prossime stagioni, ma a patto che il risultato venga onorato. Le comparsate non rendono onore all’Italia, negli ultimi giorni ne abbiamo avuto la prova.

Ricapitoliamo la tornata di Coppe Europee. La Roma ne busca due in casa contro il Real Madrid e la qualificazione diventa un miraggio, la Juve non tocca palla per un’ora ma riesce a reagire e pareggiare in casa col Bayern – vincere all’Allianz, auguri – il Napoli è sfortunato ed esce ai sedicesimi contro il Villareal (come risultato male, la qualità del gioco negli annali non rimarrà scritta) e la Fiorentina viene eliminata senza colpo ferire prendendone 3 a Londra. Il rischio concreto di una totale eliminazione dall’Europa c’è, solo la Lazio (concentrata sulla coppa, in campionato poco da chiedere) passa il turno e pesca un ottavo favorevole. Tirando una riga, tra due settimane potremmo avere solo una squadra in Europa tra le migliori 32 del vecchio continente (contando i quarti di Champione e gli ottavi di Europa League). E qualcuno pensava di poter scalare il ranking Uefa…

Come colleghiamo questi dati al Bologna? All’apparenza nulla lega le sorti europee delle big italiane con quelle dei rossoblù, a meno che non si decida di vedere il dato statistico in prospettiva. Innanzitutto, ottenere una squadra in più in Europa per il calcio italiano al momento è più che altro un obiettivo di cui tutti parlano ma a cui nessuno sembra puntare realmente. Se in Champions solo la Juve mantiene un minimo di competitività, nel corso degli anni l’Italia è progressivamente naufragata. Le milanesi (da sempre protagoniste) sono sparite, la Roma ha preso spesso imbarcate poco onorevoli e chiunque si sia affacciato al preliminare estivo puntualmente è stato eliminato. L’Europa League invece viene vista come una distrazione, partite giocate con le riserve, risultati modesti e una coppa spesso snobbata da chi dovrebbe impreziosirla, considerarla fondamentale per le sorti italiche e, soprattutto, vincerla. Impossibile per l’Italia trionfare in Champions – il livello è troppo alto – perché allora non puntare sulla seconda competizione europea? Parole al vento, infatti l’Europa League non è mai stata vinta da chi dovrebbe onorare il tricolore in giro per il mondo. Noi che dominavamo la Coppa Uefa fino a quindici anni fa…Ecco allora che per il Bologna la risalita verso l’Europa si fa dura, serve un piazzamento tra i primi sei oppure un trionfo in Coppa Italia.

Con questi presupposti il lavoro di Saputo e Corvino si fa più difficile, anche se il progressivo abbassamento del livello italiano spalanca le porte alle outsider di casa. Di dominante in Italia c’è solo la Juve, tutto il resto indossa i contorni dell’umanità e il Bologna già quest’anno ha dimostrato di fare partita pari con chiunque. Ai tempi di Gazzoni scardinare le ‘sette sorelle’ era praticamente impossibile, ora le sorelle sono meno e più deboli, diverse di queste stanno vivendo anni di profonda transizione in cui si fatica a riconoscere un progetto tecnico chiaro. Il Bologna, lavorando bene, può inserirsi, più o meno come riuscì a fare la Fiorentina di Corvino che seppe competere con la Juve di Moggi, il Milan protagonista in Europa e l’Inter dello Special One Mourinho. In realtà, non sarebbe un delitto per il Bologna puntare direttamente a riportare in bacheca un trofeo. Quale? La Coppa Italia. Per prima cosa bisognerebbe smetterla di essere eliminati da squadre di Serie C, in secondo luogo sfruttare il turnover delle big per andare avanti il più possibile, terzo iniziare a chiudere questo campionato tre le prime otto ed evitare fastidiosissimi turni preliminari. Già il Bologna di Guardaldi giunse fino ai quarti venendo eliminato dall’Inter ma solo grazie ad un errore del portiere, perché quello di Saputo non potrebbe competere per il trofeo? Non è facile, l’albo d’oro ci consegna sempre una big ad alzare il trofeo, ma negli ultimi anni diverse squadre meno quotate si sono rese protagoniste. La Lazio, non quella di Cragnotti, l’ha vinta tre volte, il Palermo si è affacciato addirittura in finale così come la Samp. Parliamoci chiaro, quale altro trofeo può essere accessibile nel medio periodo per il Bologna?

Ad ogni modo, ottenere l’Europa non basta. Non sarebbe corretto qualificarsi ma effettuare gite eno-gastronomiche non risultando competitivi, serve invece onorare una coppa importante e meritevole di una valorizzazione. Arrivare al tanto atteso palcoscenico europeo e abbandonarlo dopo poche stringate partite sarebbe un effimero successo fine a se stesso. Se si decide di puntare all’Europa lo si faccia con l’idea di competere, che non significa vincere o arrivare come minimo in finale, ma giocare, lottare e sudare per una competizione non considerandola un peso bensì uno stimolo. Cercare di andare avanti in Europa League può portare il Bologna a chiudere in campionato dodicesimo invece di ottavo? Pazienza, meglio una cavalcata europea dignitosa che stare nel limbo della Serie A. Meglio una finale di Coppa Italia e undicesimo posto in campionato o eliminazione al primo turno e ottavi in classifica? Può anche essere scelta la prima opzione. Il Bologna di Saputo deve rendersi protagonista, non vivacchiare come la stragrande maggioranza delle squadre italiane che puntano all’Europa ma poi la sacrificano a discapito del campionato. La differenza è che con Joey alle spalle la retrocessione non sarà mai più un problema, ecco perché si può osare su altri obiettivi, su competizioni forse di minor prestigio ma non prive di dignità; soprattutto per una squadra come il Bfc che negli ultimi 30 anni ha alzato solo una Coppa Intertoto. Caro Bologna, l’Europa diventerà un obiettivo, ma a patto che ci siano le forze per onorarla e competerla il più possibile. Altrimenti non avrebbe senso.

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