Bologna, per diventare grandi non basta essere ‘ammazzagrandi’

Bologna, per diventare grandi non basta essere ‘ammazzagrandi’

Un Bologna ancora in fase di costruzione può migliorare nelle partite meno di cartello. E’ il prossimo step, unito alla necessità di ritrovare gol in fase offensiva

Le statistiche del Bologna in questa stagione sono impressionanti. La media punti di Donadoni, la scalata in classifica, la rimonta al cospetto delle rivali. Nelle ultime partite poi è salita alla ribalta la difesa, con la coppia Maietta-Gastaldello che non subisce reti da 364 minuti. Donadoni sta assemblando una squadra compatta, dopo che per la risalita ha sfruttato le potenzialità dell’attacco con Destro e Giaccherini in ritrovata forma. Ma c’è ancora tanto da lavorare e tanto da migliorare. Vediamo perché.

Innanzitutto, se il Bologna riuscisse a completare le sue statistiche, cioè continuare a subire pochi gol e al contempo farne qualcuno in più, porterebbe a casa quei risultati fondamentali nella lotta all’ottavo-settimo posto, nuovo obiettivo della squadra. Donadoni è partito rilanciando l’attacco, Destro e Giaccherini hanno risolto molte sfide importanti, poi, calata a vena realizzativa, i rossoblù hanno iniziato a subire pochissime reti. Serve lo step finale: segnare gol e non subirne. Sotto questo aspetto la partita di Palermo ci ha riconsegnato una squadra poco cinica, imprecisa nelle conclusioni a rete e non cattiva nei pressi della porta. E’ l’aspetto su cui Mattia Destro deve ancora migliorare.

Il secondo obiettivo di Donadoni deve essere quello di vincere le partite contro le squadre più deboli del lotto. Pensate. Il Milan nelle ultime venti partite ha perso solo due volte (contro il Bologna e la Juve), idem per il Napoli nelle ultime 25 (anche in questo caso Juve e Bologna), mentre i bianconeri hanno vinto le ultime 16 partite di campionato tranne una (contro il Bologna, manco a dirlo). Il comune denominatore di questa statistica è proprio rappresentato dai rossoblù, ormai definibili come ‘ammazzagrandi’. Per diventare grandi fermare le big è una condizione necessaria ma non sufficiente, serve altro. Ovvero ottenere risultato pieno contro chi è più debole di te. Pensiamo a come sarebbe la classifica del Bologna se fossero arrivati punti anche con Toro, Empoli, Chievo e Frosinone. Bologna in lotta per l’Europa forse, ma questo significherebbe anche essere arrivati ai limiti massimi del potenziale della rosa. Il fatto che Donadoni possa ancora lavorare per migliorare il rendimento dei ragazzi stimola l’ambiente a continuare la risalita, proprio perché ancora non si conosce quale può essere il limite ultimo.

Inoltre, lottare per l’Europa deve essere un obiettivo concreto del Bologna nel momento in cui ci sono reali possibilità di onorare la competizione. Qualificarsi solo per vanto non servirebbe a nulla. E da neopromossi sarebbe stato il classico passo più lungo della gamba. Bene così dunque, anche se qualche risultato lascia l’amaro in bocca, saranno le stesse partite che nei prossimi anni il Bologna vincerà e che renderanno la classifica felsinea adatta a competere per ambizioni europee. Non si può volere tutto subito, e rispetto a come è iniziata l’avventura la stagione risulta straordinaria. Pensate, tra un po’ di tempo, che cosa potremmo considerare straordinario. La bellezza di non essersi ancora posti dei limiti.

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