Bologna, ora puoi diventare grande

Bologna, ora puoi diventare grande

Una vittoria contro il Chievo consentirebbe al Bologna di ritagliarsi un suo spazio in Serie A, una dimensione totalmente nuova da cui poter costruire il proprio futuro

E’ il momento del definitivo salto di qualità, la prova di maturità da superare, quella che rappresenta davvero la possibile svolta della stagione. Arriva il Chievo a Bologna, e c’è finalmente la chance di terminare il girone di andata davanti ai nostri tanto cari rivali, quelli che da un quartiere di Verona hanno deciso di farci soffrire perennemente, soprattutto: di arrivarci sempre davanti. Ecco allora che il Bologna deve dimostrare di poter puntare più in alto rispetto ad una stringata salvezza, porre una base importante, anche in termini di risultati, in vista delle prossime stagioni. Occorre andare per gradi, certo, ma partire da un decimo posto significa che dal prossimo campionato si può tentare di alzare l’asticella.

Può partire da questa partita il vero rilancio del Bologna, l’acquisizione di uno status diverso rispetto a quello di una semplice neo promossa, far capire a tutta la Serie A che la squadra rossoblù è stata costruita con un senso, con un’idea, che può avere le basi per diventare grande. Nonostante le assenze, la prova del nove deve essere superata, perché il tempo in cui i match importanti venivano sciupati, l’occasione persa, sono finiti. E poi dietro la classifica si muove, il Carpi rivoluzionato, rimodellato sulle idee di Castori, può comunque trovare una sua strada, rimettere in parte in discussione i discorsi salvezza e per questo tocca al Bologna starne il più possibile fuori. Non credo che i rossoblù corrano pericoli, ma meglio evitare rimonte e farsi risucchiare. Il problema è che Donadoni dovrà superare l’ostacolo con mezza squadra fuori, con un attacco decimato e senza nuovi acquisti. Floccari non è arrivato, il Sassuolo ha fatto muro ed è stato richiamato Mancosu che era già aveva indossato la tuta biancorossa. Inutile negare che la situazione è di emergenza, uno stato che è meglio risolvere anche in vista della prossima gara casalinga contro la Lazio.

Ma di fronte c’è il Chievo, una squadra abbordabile e che il Bologna avrebbe forse battuto in maniera autoritaria se si fosse presentato alla sfida a ranghi completi. Non sarà così, ed è proprio per questo che la prova del nove odierna avrà una valenza ancora superiore. Ovvero dimostrare a tutti che la rosa del Bologna può competere anche se decimata. Che le riserve hanno un loro valore e che contribuiscono quotidianamente ad alzare il livello della squadra. Perché una sana competizione interna è utile. Lo dimostra Pulgar, che a San Siro ha sfruttato la sua occasione per candidarsi seriamente ad essere il vice Diawara a tutti gli effetti.

Chiusra sul mercato. Come ho già avuto modo di sottolineare, la sessione invernale può essere frutto di noie e distrazioni, lo dimostra il fatto che Floccari è fuori rosa a Sassuolo e Mancosu è stato richiamato all’ultimo, impossibile pensare che il ragazzo possa essere completamente concentrato sulla sfida di oggi rispetto a quelle che lo aspetteranno in maglia biancorossa. Ha ragione Donadoni, il mercato deve durare poco e se ne dovrebbe parlare ancora meno. Richieste impossibili da soddisfare. L’importante, almeno, è che si riesca a chiudere in fretta per un paio di acquisti. Contro la Lazio ce ne sarà bisogno.

 

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