Bologna: il progetto non è in discussione, ma il percorso è più lungo del previsto

Bologna: il progetto non è in discussione, ma il percorso è più lungo del previsto

C’è ancora delusione per la mancata prestazione offerta contro l’Atalanta: la forbice con le migliori non si è ristretta. Manca maturità, personalità, aspetti da trovare nel corso della stagione. E forse in estate il progetto tecnico è stato modificato più di quanto pensassimo

Il Bologna non è ancora pronto per competere al cospetto di squadre di livello decisamente superiore, e l’Atalanta attuale lo è. Certo, magari tra tre mesi la penseremo diversamente ma ora è così. Il Bologna di questo inizio di stagione è incompiuto: ha vinto le partite che doveva vincere, però tutte le volte che ha avuto la possibilità di guadagnarsi uno status diverso e convincere una larga fetta di pubblico non l’ha sfruttata. Si pensi alle gare con Sassuolo, Chievo, Fiorentina, a cui si aggiunge quella di domenica. Diverse occasioni per Donadoni e i suoi uomini di dimostrare un valore diverso dalla quattordicesima piazza – dare una prospettiva più interessante rispetto alla parte destra della classifica – praticamente gettate. La passata stagione il Bologna se la giocava alla pari con tutte, ha fermato la Juve, battuto il Napoli e pareggiato con la Roma, quest’anno contro le formazioni più forti fa fatica, e l’Atalanta ha confermato la regola.

La forbice non si è ridotta, ed è forse questa la delusione maggiore patita domenica dai tifosi rossoblù. Il Bologna per adesso ha regalato solo mezze gioie, nella mente del tifo è come se avesse fatto il compitino battendo squadre nettamente più deboli o formazioni alla portata, non c’è mai stato il sussulto, la gioia sfrenata per un risultato inaspettato o leggermente fuori pronostico. E non tirare mai porta contro l’Atalanta ha regalato sensazioni oltremodo negative. Si sa, i tifosi tendono ad essere umorali, a vedere tutto nero dopo una sconfitta, ma il Bologna è loro che deve convincere e non la stampa. Impossibile uniformare il pensiero di tutti i media, più facile galvanizzare la piazza con risultati o prestazioni convincenti. Banale, ma se il Bologna vuole fidelizzare il proprio pubblico deve offrire prestazioni diverse rispetto a quella di domenica.

Ma il compito degli addetti ai lavori è ragionare con lucidità, senza farsi trascinare dai sentimenti. A questo Bologna serve ancora tempo, ed è inutile ad ogni sconfitta mettere in discussione il progetto. La società non ha promesso l’Europa quest’anno né la prossima stagione, ha sempre parlato di crescita graduale e questo può voler dire scalare un paio di posizioni all’anno fino a tornare in Europa. In quale anno? Non si sa, ma ripeto un concetto: andarci tanto per fare un viaggio sarebbe inutile. Chiusa la parentesi, torniamo al Bfc attuale. Serve uscire dal ‘compitino’, trovare un filotto incoraggiante di risultati e dare al pubblico una percezione diversa, più rosea, più bella e gratificante. Le prossime sfide prima di Natale saranno decisive, ma a più largo raggio il percorso sarà lungo. Evidentemente abbiamo sottovalutato i cambiamenti tecnici dell’estate, perché con l’uscita di Giaccherini e Diawara il Bologna gioca diversamente. Non significa che è più debole – questo verrà giudicato a fine campionato – semplicemente che sta costruendo un percorso tecnico diverso. Con Amadou davanti alla difesa il Bologna giocava di rimessa, sfruttando la solidità del guineano per fare schermo davanti alla difesa e consentire alla squadra di prendere meno reti. Perso Diawara, Donadoni ha impostato una tattica più manovriera, ma quando manca la qualità il Bfc incespica e ora non dispone della solidità di un tempo a centrocampo. Questo perché Nagy è diverso da Diawara, come il Bologna 2016/2017 è diverso da quello 2015/2016. Forse il Bologna deve ritrovare una sua identità, ne ha costruita una parte in questo avvio ma manca lo step finale, e il processo è probabilmente ritardato dalle tante assenze di ottobre e da quella di Verdi ora. Ecco allora la necessità di pazientare senza farsi prendere dal panico, perché la rosa del Bologna sarà inadatta ad andare in Europa ma è adattissima a raggiungere l’obiettivo stagionale del club. Ovviamente, si può sempre fare meglio – l’arrivo di Sadiq, per quanto forte, in condizioni non ottimali è rivedibile – ma nessuno ha promesso la luna. Questo è bene ricordarlo.

 

 

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