Bologna, abbiamo un problema

Bologna, abbiamo un problema

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Non vorrei banalmente parafrasare il famoso “Houston, abbiamo un problema” di una delle tante missioni Apollo della Nasa, ma appare chiaro come la truppa rossoblù stia vivendo una involuzione palese e incontrovertibile se si vanno ad analizzare i recenti match. Passi strappare tre punti su un campo complicato come quello di Crotone sfruttando un paio di episodi (compreso un gol regolare annullato agli avversari) ma pareggiare in casa contro una onesta e non irresistibile Ternana senza praticamente tirare in porta, è un limpido segnale della difficoltà incontrata dalla squadra nel creare occasioni da gol e rendersi pericolosa dalle parti dell’area avversaria. Nulla da eccepire sull’atteggiamento dei ragazzi che ci provano e lottano, quello che invece manca è la manovra, la verve offensiva e quella qualità di gioco che aiuta a vincere le partite quando gli episodi non sempre ti danno la spintarella decisiva. Ecco, non si può inventare il tiro-cross che finisce nel sette ogni novanta minuti. Quello visto ieri è stato un Bologna appiattito sulla sua scarsa qualità, privo dello spunto e di quella imprevedibilità che ogni grande squadra dovrebbe avere, la prestazione rossoblù la si può definire una torta non lievitata, una di quelle che non danno sapore e ti restano impalpabili sul palato. Un masticare un pan di spagna che non va giù dietro cui hai bisogno di bere acqua per liberarti la bocca. 

 

Peccato, perché il Carpi ha pareggiato e da dietro le rivali salgono mettendo pressione, la stessa che ora ricade sulle spalle di Lopez che non ha potuto mascherare con una vittoria lo scarso rendimento in attacco della sua squadra, la quale, per la seconda partita di fila, ha trovato in Coppola il salvatore della patria con tre parate atte a cementare un pari che stava scricchiolando sin dalle fondamenta. Insomma: il Bfc non si è visto davanti e a ha ballato dietro. Qui vorrei subito mettere le mani avanti, perché è ben lungi da noi apparire come i gufi che poi sentenziano il lapidario “ve l’avevamo detto”, semplicemente, ad un occhio attento, risaltava la staticità della manovra rossoblù involuta rispetto al girone di andata e accentuata dall’accantonamento di quel Franco Zuculini più volte trascinatore dell’intera truppa nella prima parte di stagione. Siamo alla terza consecutiva in panchina per uno dei migliori elementi della rosa, francamente, al netto delle prestazioni, ci chiediamo lecitamente il motivo di tale esclusione che non trova suffragio nemmeno nei problemi fisici del giocatore che, anche per detta di Lopez, non è in precarie condizioni. 

 

Dopo Crotone avevo scritto come con questo livello di gioco si sarebbe fatto fatica ad agguantare il Carpi, oggi, alla luce dello scialbo zero a zero con la Ternana, la tesi trova una solida base con l’urgenza di invertire la rotta nel minor tempo possibile, altrimenti non solo sfumerà il primo posto ma si metterà a repentaglio pure il secondo. Inspiegabile voler insistere su Buchel non in forma, inconcepibile privare il Bfc di Zuculini e inconsistente l’intesa tra Cacia e Mancosu. Urge al più presto cambiare qualcosa se non si vorrà rischiare grosso. Qui non si tratta di “maigodutismo”, semplicemente di dati oggettivi che parlano di un Bologna che ha tirato in porta solo una volta.

 

Veniamo infine al mister e al pubblico del Dall’Ara. Basilare il fatto che con sette risultati utili consecutivi non si possa esonerare un allenatore (sono fermamente contrario), ma è altrettanto vero come alcune scelte continuino a destare preoccupazione, soprattutto se il risultato pieno non arriva. Il lavoro di Lopez dall’estate a oggi è stato fondamentale, peccato che questa fase di crisi rischi di incrinarlo o renderlo meno importante di quello che è realmente. Vedremo il futuro, nella speranza che questo mese sia riconducibile al classico periodo di calo che tutte le formazioni hanno all’interno di un campionato e che il Bfc, invece di chiuderlo con una serie di sconfitte, lo superi macinando punti giocando malissimo. Per quanto riguarda la platea invece, pare proprio che l’effetto “nuova proprietà” abbia colpito solo all’inizio quando il clima meno rigido rendeva la gita al Dall’Ata piacevole. Appena arrivato l’inverno il comodo divano davanti alla stufa ha fatto breccia di nuovo, di sicuro, bisogna ammetterlo, un Bologna che gioca così non invoglia. Detto questo, Lopez guardi avanti e provi a trovare le giuste contromisure a questa involuzione. Il primo antidoto ha un nome e un cognome: Franco Zuculini.

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