Attenzione al Palermo, non al mister

Attenzione al Palermo, non al mister

Il campionato prosegue, il Bologna deve continuare a fare punti e progredire. Salvezza in ghiaccio, ma non si allenta la presa. Su questo il mister è stato chiaro: “Uno deve essere tranquillo nella misura in cui sa ciò che vuole e deve fare, perché se ‘tranquillità’ vuole dire non metterci l’agonismo e la cattiveria necessarie, allora è una parola impropria. Alla tranquillità va abbinato il furore agonistico”. Potrei chiudere qui lo Spunto, in questa frase è racchiusa tutta l’importanza della sfida di oggi e del finale di stagione. Ma si sa, l’ostacolo è sempre dietro l’angolo, la sorpresa inaspettata può rovinare quanto di buono fatto fin qui. Resta da capire se l’equilibrio perfetto ottenuto dal Bologna dall’arrivo di Donadoni può essere incrinato da un rilassamento, dai rumors di mercato che coinvolgono i nostri giovani o dal futuro del mister.

Sul primo punto Roberto Donadoni è una garanzia, le sue parole in conferenza stampa sono state chiarissime e allentare ora la presa è vietato, soprattutto al cospetto di chi si gioca la vita in una partita. Il Bologna, oltre che continuare a regalare gioie ai tifosi, non deve neanche lontanamente dare l’impressione di partite biscottate che di certo non si confanno alla truppa. Ma chi non li conosce bene, i ragazzi, potrebbe pensare altro. Ecco allora che la partita di oggi riveste importanza particolare, un match in cui i rossoblù dovranno continuare sul solco creato e dimostrare di essere maturati contro le piccole. E’ il momento in cui producendo una accelerata si può davvero tentare l’aggancio al settimo posto. E poi lo dice Donadoni: “I prossimi tre mesi sono fondamentali”.

Per quanto riguarda il mercato, la forza e la bontà del gruppo eviterà che i giovani talenti del Bologna si facciano prendere la mano da voci di ogni tipo. Non dimentichiamoci che la Gazzetta, il giorno stesso di Bologna-Juve, uscì con un pezzo sulla fantomatica lista della spesa di Marotta. Purtroppo per la Juve i rossoblù ne uscirono alla grande fermando la striscia di vittorie dei campioni d’Italia. Serve mantenere lucidità, tranquillità, evitare distrazioni, situazioni che possano inficiare il rendimento della squadra. Il calcio è una brutta bestia se non si riescono a gestire determinate dinamiche, soprattutto quando coinvolgono i giovani talenti di una squadra che ancora non è entrata di diritto tra le big del calcio italiano.

Infine, Roberto Donadoni. Milan e Nazionale, sono le due spine nel fianco dei tifosi bolognesi, la paura che il tecnico possa andare altrove a fine stagione. “Il mio contratto dura altre due stagioni, non ho altri pensieri oltre al Bologna’ ha affermato il mister ieri in conferenza, parole che dovrebbero lenire il terrore che il tecnico possa indossare altri colori nell’immediato futuro. Probabilmente un gentleman agreement tra lui e Saputo c’è, ma se il Bologna imbastirà un progetto tecnico e societario di un certo tenore, nulla osta la permanenza di Donadoni sulla panca rossoblù per fare della squadra finalmente una big del campionato. Prima di tutto questo però, c’è la sfida del Barbera, uno stadio che in Serie A non vede trionfare i rossoblù da più di ottant’anni. Piuttosto che pensare al fatto che Donadoni potrebbe ricevere chiamate importanti nelle prossime settimane, concentriamoci sul finale di campionato che rappresenta l’aspetto più importante. E’ il momento di sfatare anche il tabù Barbera, dimostrare quella maturità basilare per creare i presupposti per un Bologna sempre più competitivo nelle prossime stagioni. Il futuro è già oggi.

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