Attenti alle pericolanti, il quadro non è affatto chiaro (e a Carpi regna la confusione)

Attenti alle pericolanti, il quadro non è affatto chiaro (e a Carpi regna la confusione)

Il Bologna sabato, per la terza volta in stagione, affronterà una squadra allenata da un tecnico a rischio esonero. Il Verona di Mandorlini è ancora a secco di vittorie e quella del Bentegodi contro i rossoblù sarà sostanzialmente l’ultima spiaggia. E’ già successo altre due volte in stagione che i rossoblù affrontassero un allenatore pericolante: non andò bene. Ricorderete la vittoria in rimonta dell’Udinese, con qualche episodio arbitrale sfavorevole che sancì la salvezza della panca di Colantuono dando il via alla crisi di Delio Rossi. Dopo un mese la situazione dei friulani non è cambiata di tanto, infatti navigano pericolosamente a 12 punti, tre sopra il Bologna ora primo delle retrocesse. Lo scrissi subito dopo il match vinto per due a uno dall’Udinese (per una volta sono stato profetico) che quei tre punti non avrebbero risolto tutti i problemi della banda bianconera. Ipotesi che mi venne confermata poi da qualche collega in terra friulana. Più o meno lo stesso discorso vale per il Palermo di Iachini, l’altra sera sconfitto a domicilio dall’Empoli. Vinsero col minimo sforzo i rosanero, dall’altra parte un Bologna sprecone non riuscì ad agguantare nemmeno il pari perché Destro si divorò un ghiotto colpo di testa a centro area e Sorrentino deviò da campione una staffilata di Rizzo. Era il 18 ottobre, si applaudì alla scelta di Zamparini di mandare in ritiro la squadra per cementare il gruppo attorno al proprio allenatore, ma le crepe di spogliatoio – Maresca si lamentò del poco spazio – prima o poi tornano sempre. Soprattutto, come successo con Rossi, un allenatore a rischio può salvarsi una volta ma al primo nuovo capitombolo salterà. Così Iachini si gioca tutto contro il Chievo e nel frattempo circolano già i nomi di possibili sostituti. Sono quelli scartati dal Bologna che fortunatamente non si è lasciato scappare Donadoni. Anche perché Di Carlo, con tutto il rispetto, sembra lo specialista dei subentri con retrocessione annessa.

Sarà molto interessante per noi dunque Palermo-Chievo di domenica, una partita ormai diventata scontro diretto perché anche i clivensi, dopo un avvio super, si sono arenati con tre pareggi e tre sconfitte nelle ultime sei partite. Sono stati risucchiati e domenica giocheranno su un campo difficile, con i rosanero che cercheranno di non farsi saccheggiare due volte nel giro di sei giorni. Anche perché il calendario non aiuta Iachini che dopo il Chievo andrà a Roma contro la Lazio e ospiterà la Juventus in casa. Per Maran tre scontri diretti in fila invece contro Palermo, Carpi e Udinese. Tutto il preambolo per ribadire, semmai ce ne fosse bisogno, che le ultime nove della classifica possono essere considerate a tutti gli effetti in lotta per non retrocedere. Anche l’Empoli, perché a 14 punti non sei salvo e basta una sconfitta per ripiombare giù. Anche il Genoa, che gioca un discreto calcio ma non fa manate di punti, e poi se si punta su Laxalt…

Veniamo infine al Carpi e a quella che appare una situazione grottesca. Richiamare un allenatore ed esautorare un direttore sportivo significa commettere tre grossi errori. Che Castori e Sogliano non sarebbero andati avanti a lungo lo sapevamo da agosto, metterli assieme il primo errore. Secondo: richiamare il precedente tecnico significa ammettere di aver sbagliato due volte, sia ad esonerarlo sia nella scelta del sostituto. La società ha sconfessato se stessa. Terzo: il ritorno di Castori significa probabilmente sancire l’addio di Sogliano, di fatto forse già delegittimato nel ruolo. Una squadra che scompagina i quadri dirigenziali a metà stagione non fa altro che avvicinare il baratro della retrocessione, perché significa aver cannato tutte le scelte una volta ottenuta la promozione. Avrebbero dovuto fare come a Frosinone: continuare con la strategia che aveva portato tanti bei risultati, invece c’è stato un cambio di rotta che mal si è sposato con la realtà biancorossa. Magari retrocederanno entrambe, ma i ciociari avranno fatto una figura migliore e più dignitosa. Poi che dobbiamo dire? Forse che Sogliano è bollito perché ha costruito una squadra debole? No, alcune stagioni nascono storte e anche i più bravi d.s. possono incappare in qualche errore.

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