Al Bologna serve stabilità, non alibi

Al Bologna serve stabilità, non alibi

Punti pesanti, subito. E’ il primo obiettivo che ha davanti a sé il Bologna di Delio Rossi, un match, uno scontro salvezza, contro la compagna di retrovie che, guarda caso, fu avversaria dei rossoblù anche l’anno scorso in B. Frosinone-Bologna quattro mesi fa valeva la promozione, ora un pezzo di permanenza in massima serie. Esordio non facile per le neopromosse, dalle tre salite dalla B è arrivato un solo punto in nove partite, è toccato al Carpi aprire il ballo delle debuttanti con un pareggio a Palermo, con rete di quel Borriello sondato concretamente anche dal Bologna durante tutta l’estate. Facile ora notare le differenze tra un Borriello che segna e un Destro apatico, ma il campione statistico è troppo labile per giudizi trancianti; occorre ripassare tra qualche settimana. Non è questo il discorso, anche perché su Destro bisognerebbe, visto il momento, dedicare uno Spunto a parte. Interessa invece il presente, quello che può fare o non fare il Bologna per muovere finalmente la classifica. Ora, preso atto dell’infortunio di Giaccherini, Delio Rossi ha davanti a sé probabilmente un’unica strada: battezzare modulo e interpreti e portare avanti le proprie scelte con convinzione. Dopo tre giornate e altrettante sconfitte, forse è giunto il momento di fornire alla squadra dei punti fermi, capisaldi fondamentali a cui fare riferimento per non ritrovarsi spiazzati, sorpresi, o comunque alle prese con novità tattiche ogni settimana. Siamo a tre cambi di modulo, una necessità a cui Delio Rossi è dovuto andare incontro senza remore, prima per la mancanza di una seconda punta, poi per non privarsi del suo uomo migliore: Franco Brienza. Da non sottovalutare neanche il fatto che la difesa è priva di Oikonomou e Gastaldello, il greco è stato uno dei migliori fino a che ha giocato, il secondo sarà colui che guiderà la retroguardia quando, speriamo presto, avrà ritrovato il ritmo partita. Defezioni, intoppi, mercato ritardatario, giustificazioni utili a limitare i danni ma che non danno al Bologna punti in classifica. La Serie A è iniziata il 22 agosto, non parte, ahinoi, domenica prossima.

Probabilmente contro il Frosinone vedremo un nuovo cambio tattico, l’assenza di Giaccherini toglie un esterno importante del 4-2-3-1, un fattore che costringerà Rossi a virare di nuovo su una mediana a tre. L’importante sarebbe scegliere un modulo, le conseguenti posizioni e i possibili interpreti, iniziare ad inculcare nella truppa uno schema tattico ben preciso e su cui lavorare costantemente, in questo modo sarebbe facilitata la conoscenza reciproca, l’abitudine ad effettuare determinate movenze, scegliere le linee di passaggio, creare quei piccoli automatismi che consentono ad una squadra di essere più quadrata in fase difensiva e più concreta in fase offensiva. Cambiare continuamente allunga i tempi, ogni settimana ci sono nuove cose da imparare, nuovi legami tecnici da stringere, nuovi dettami del mister da assimilare. Può invece essere fondamentale avere un appiglio, un modulo dichiarato che consenta ai giocatori di sapere con esattezza cosa fare, come muoversi e come servire i compagni. Soprattutto in attacco, dove un Mounier apparso egoista non è riuscito a trovare una sintonia apprezzabile con i movimenti di Mattia Destro, fermo restando che la punta non ha di certo messo in mostra il meglio del repertorio.

Poi sì, tutte le parole spese in questo mese lasciano il tempo che trovano, se il Bologna avesse fatto due punti ora non saremmo qui a crogiolarci sul perché Destro non segna, la squadra è in deficit di condizione o a ipotizzare quale possa essere lo schema migliore per schierare i vari Donsah, Diawara, Taider e Pulgar. Soprattutto, affronteremmo la sfida con il Frosinone più tranquilli. La percezione sarebbe diversa, avremmo di fronte un Bologna in costante crescita e che rispetto alla gara di apertura avrebbe messo in mostra incredibili passi avanti, una squadra non ferma laggiù a zero punti ma vicina alla metà classifica e, udite udite, un punto sopra la Juve. Tutto è relativo, in sintesi, così come il fatto di non utilizzare il ritardo del calciomercato o gli infortuni come alibi per giustificare ogni sconfitta. Il campionato è iniziato da un mese, non partirà domenica contro il Frosinone. La classifica è un treno che sta lasciando la stazione, sta al Bologna rincorrerlo e afferrarlo in corsa.

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