Due sfide cruciali, Donadoni mi è parso carico (e occhio all’attacco)

Due sfide cruciali, Donadoni mi è parso carico (e occhio all’attacco)

Il Bologna riparte da Donadoni, ora due partite chiave per risalire con Atalanta e Verona (e il Frosinone ha allungato)

Mentre Donadoni ha preso parte alla sua prima conferenza stampa da neo allenatore del Bologna (ne parleremo qualche riga più sotto), la partita di domenica contro l’Atalanta è ormai alle porte. E’ il primo match da non fallire, perché mercoledì sera il Frosinone ha battuto il Carpi sul filo di lana e ha scavato il primo solco dalle ultime tre. Più di una partita di distanza tra le virtuali retrocesse e l’ultima delle salve, primo campanello d’allarme a Bologna, anzi, il secondo dopo essere piombati ultimi in graduatoria dopo la sconfitta con il Palermo. Così, proprio contro l’Atalanta in cui Donadoni mosse i primi passi calcistici, il neo tecnico rossoblù cercherà l’immediata risalita dagli inferi, una missione di certo possibile viste le partite ancora a disposizione ma non di certo facile. Pochi giorni per imbastire nuovi schemi, nuovi impianti tattici, nuove idee, al contempo, diversi infortuni a complicare i piani. Oikonomou in primis. Il problema per Donadoni, come fu per Rossi – ancora in maniera più estrema l’anno scorso – è quello di far presto e bene, perché già domenica contro l’Atalanta la partita è da vincere a tutti i costi, sfruttando la difficile trasferta del Frosinone a Firenze e lo scontro diretto sul fondo tra Carpi e Verona. Chissà, considerando l’apatia delle ultime due della classe, a Modena potrebbe pure scapparci il pareggio e se il Bfc vincesse ci sarebbe innanzitutto la possibilità di scappare dal fondo. E davanti? Beh, se i frusinati fanno risultato al Franchi siamo nei guai, altrimenti c’è la possibilità di accorciare parecchio le distanze.

Se vogliamo guardarla col bicchiere mezzo vuoto, almeno per altri dieci giorni il Bologna resterà negli ultimi tre posti, ma è proprio grazie alle prossime due sfide che i rossoblù dovranno dimostrare di essere in grado di invertire la tendenza. Atalanta in casa e Verona fuori saranno due partite da non steccare, il primo banco di prova per Roberto Donadoni che è chiamato a salvare non solo la squadra ma il progetto. Se Donadoni infilasse una serie di risultati positivi, la società riuscirebbe a dimostrare che il Bologna targato Corvino ha, effettivamente, dei valori. Non c’è dunque avvio più delicato per l’ex ct, il quale è chiamato a toccare la rosa con mano in pochi giorni, risolvere i problemi difensivi e trovare il modo di aiutare Destro a sbloccarsi. Chissà, a Cagliari Donadoni ha allenato Acquafresca, con lui in panchina nel 2011 Robert segnò sette reti in un modulo con un trequartista e due punte. Si è tanto discusso della mancanza di una spalla per Mattia e chissà che Donadoni non possa puntare di nuovo su Acquafresca come in Sardegna, quando Robert affiancò prima Matri e poi Nenè con Cossu sulla trequarti.

Ne ho parlato assieme all’amico Franco Cervellati oggi al Dall’Ara, tutti e due siamo convinti che qualcosa di nuovo in attacco vedremo. Anche perché, e qui arriviamo alla conferenza, Donadoni ha chiaramente ammesso il suo scopo per quanto riguarda l’attacco: riempire l’area. “Se Destro è isolato io ho solo una chance di creare pericoli” ha affermato il tecnico, da qui la chiara intenzione di attaccare gli spazi e l’area di rigore, probabilmente inserendo una seconda punta e sfruttando gli inserimenti di mediani o esterni.

Sul resto? Beh, Donadoni mi è sembrato pragmatico ma con le idee chiare, agirà probabilmente più sulla psicologia rispetto alla rivoluzione tattica, come ha ribadito lui ‘i giocatori hanno bisogno di certezze, non di confusione’. Questo significa che da subentrante ricalcherà le orme di Rossi l’anno scorso, quando il tecnico di Rimini non stravolse il lavoro fatto dal suo predecessore. Accorgimenti, miglioramenti, talvolta profondi, ma nessun stravolgimento. Se volete una mia impressione, mi sono ritrovato davanti un tecnico sereno ma determinato, calmo davanti alla stampa ma pronto a spronare i ragazzi se necessario. L’atteggiamento e le strategie sono quelle giuste per far ripartire il Bologna, alcune dichiarazioni di pragmatica da leggere e interpretare in profondità, per una squadra che probabilmente deve solo ritrovare se stessa. A Donadoni il compito di toccare le corde giuste. Oggi in conferenza lo ha fatto.

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