Abbonamenti: la fatica di arrivare a 13mila

Abbonamenti: la fatica di arrivare a 13mila

 

E’ ripartita e ancora non si sa quando chiuderà. La campagna abbonamenti del Bologna viaggia verso le medie delle precedenti stagioni in Serie A, quando cioè le vecchie e criticate gestioni non erano in grado di garantire un futuro di lunga durata al club, soprattutto, l’ipotesi di una costante e graduale crescita era lontana anni luce dal compiersi. Il mondo societario del Bologna Football Club è cambiato, si è ribaltato, capovolto, ora risulta come uno di quei quadri paesaggistici in cui il panorama viene riflettuto dall’acqua di un lago: ecco, prima eravamo il paesaggio sbiadito, senza contorni nitidi, quello visibile sul riflesso dello specchio lagunare, ora invece siamo la parte alta, quella in cui i colori, le case, le colline si vedono e si ammirano senza troppi problemi. Sappiamo chi comanda e quale progetto c’è alle spalle; prima si tirava solo a campare. Nonostante tutto questo, nonostante gli arrivi di Destro, Giaccherini e Donsah, quelli che sono considerati i tre acquisti più significativi di questa sessione di calciomercato, la campagna abbonamenti fatica a decollare. Non spicca il volo, non si libbra in aria come già successo da queste parti con l’avvento del vate Roby Baggio. Siamo di poco sotto i 12mila, la società probabilmente si è resa conto che tanto più in là non sarebbe arrivata e ha fissato in 13mila l’obiettivo dichiarato pubblicamente, anche se ci si aspettavano numeri ben maggiori. Si è provveduto anche ad una riduzione di posti, ora fissati a 28mila dopo i lavori di ammodernamento. Considerando i 13mila abbonati (da qui al Frosinone si dovrebbe raggiungere la cifra) il settore ospiti e i tifosi occasionali (quelli che si vedono una partita ogni tanto) il colpo d’occhio del Dall’Ara non dovrebbe comunque risultare così desolante come già successo in determinate occasioni. E’ già qualcosa.

 

Ho provato a chiedermi perché la campagna abbonamenti non abbia trovato una spinta, una benzina propulsiva in grado di generare una fiammata che potesse sospingere dai 15mila ai 20mila tifosi ad incolonnarsi nelle varie file ai botteghini per accaparrarsi il tanto sognato abbonamento del ritorno in Serie A. Sicuramente hanno inciso i prezzi alti, una riorganizzazione dei settori che non ha tenuto conto della crisi economica e della difficoltà di tante famiglie a sostenere una spesa extra come può essere un abbonamento per una squadra calcistica. Dall’altra capisco anche la società, la quale, offrendo vetrine di massima serie e partite di cartello, ha preso la decisione di alzare l’asticella rispetto alle precedenti gestioni, soprattutto se consideriamo i corposi investimenti prodotti da Saputo in questi mesi. Magari si poteva gestire meglio l’unificazione di alcuni settori (e di prezzi) Forse ci si aspettava anche un minimo di riconoscenza pratica da parte del tifo verso la nuova proprietà e non solo un coro di applausi via etere e sui social network. Hanno evidenti ragioni entrambe le parti, sia chi non se l’è sentita di abbonarsi sia chi ha rialzato i prezzi. Infatti, per quanto mi riguarda, rimango neutrale. Ad ogni campagna abbonamenti non mi va di schierarmi a favore o contro di chi prende una decisione anche sulla base delle proprie esigenze economiche, ogni famiglia, ogni tifoso ha diritto di valutare in autonomia – senza condizionamenti – se le proprie tasche permettono un’uscita extra. 

 

C’è poi il fattore Sky, o comunque televisivo. Joey Saputo si sta spendendo per rendere più confortevole il Dall’Ara, ci sta riuscendo alla grande ma ancora manca un puntello, il grande cruccio dell’impianto di via Andrea Costa e su cui sperano migliaia di abbonati soprattutto nei Distinti: la copertura. D’inverno serve, non tanto per il freddo ma per le intemperie, evitare di doversi prendere pioggia o neve, guardare le partite coperti da mille impermeabili con la speranza che il vicino non ti rovesci addosso ancora più acqua di quella che scende. Oppure semplicemente, in quelle giornate di metà autunno, gettare lo sguardo verso il cielo e trasformarsi in Bernacca sperando di azzeccare le previsioni meteo. ‘No, oggi non piove, non lo prendo l’impermeabile’, quanti l’avranno detto salvo poi beccarsi lo scroscio a metà secondo tempo. Per evitar il rischio, per evitare raffreddori, influenze e malanni, c’è la tv, la poltrona di casa, l’hd. Belli comodi, al caldo, magari con un piatto di tortellini davanti. Certo, anche con la possibilità di togliere l’audio se il solito commento di parte non aggrada. Ecco il mix di fattori che può aver inibito la campagna abbonamenti, ma se per davvero l’obiettivo è quota 13mila, in un modo o nell’altro verrà raggiunto.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy