A Pazzini diremmo sì, ma non siamo noi gli allenatori

A Pazzini diremmo sì, ma non siamo noi gli allenatori

Circola voce che Pazzini stringa l’occhiolino al Bologna ma Delio Rossi, al momento, non ricambi. O meglio, il valore di Pazzini non si discute, però il tecnico romagnolo vuole prima valutare bene cosa offre il mercato, della serie: ragioniamo concretamente a quali giocatori possiamo arrivare, se alcuni obiettivi non sono percorribili, ben venga il ‘pazzo’. Non è una bocciatura, solo una pausa di riflessione. Ovvio, ci sono aspetti economici su cui trattare e non è affatto detto che se Rossi domattina chiamasse Corvino dicendo ‘sì, prendi Pazzini’, in automatico alle 18 della sera avremmo un annuncio ufficiale sul sito della società. Ci ha provato la Samp, niente da fare, vicinissmo al Verona si diceva, ma anche in questo caso nessuna fumata bianca. Si parla di problemi tattici, con Toni l’ex Milan non gioca, ma le richieste di ingaggio della punta non sono di certo economiche, soprattutto per il Bologna che si è imposto un tetto massimo agli ingaggi di un milione di euro. Quelli che potrebbe percepire Ilicic se venisse qui. Ricordiamoci che Pazzini chiese quasi due milioni a stagione a Ferrero.  Ecco, la pista Pazzini è viva e non escludo che possa concretizzarsi a mercato inoltrato, anche perché, tolto Abel Hernandez, non circolano nomi di bomber veri e propri attorno al Bologna. Destro non verrà, Borini idem, mentre Okaka non lo è e Osvaldo è il sogno di una notte di mezza estate. Al momento la prima punta del Bologna potrebbe essere uno tra Pazzini ed Hernandez. A me, sinceramente, non dispiace affatto questa situazione.

Il calciomercato reale non è il fantacalcio che si fa tra amici, nella vita di tutti i giorni si ragiona sul lungo termine, sulle disponibilità economiche e su come la spesa può ricadere sulle stagioni future. Non è come avere a disposizione 150 fantamilioni da usare tutti per una singola stagione (ingaggi esclusi). Sottolineo questo perché è chiaro che ognuno di noi ha dei sogni nel cassetto, giocatori che prenderebbe subito e che cercherebbe di inserire in rosa senza alcun ripensamento. Purtroppo però non è così facile fare il direttore sportivo: ci sono tante variabili e, soprattutto, tante strategie e tanta furbizia. Facile da fuori dire: cosa aspettiamo a prendere Defrel e Pazzini? Evidentemente, per una ragione o per l’altra, non si può fare tutto subito.

Torniamo, però, a Pazzini. Per quanto mi riguarda, lo prenderei: sa fare gol, ha esperienza, a Bologna può rinascere (un po’ come fece Di Vaio) ed è un attaccante che non disdegna il lavoro a favore della squadra. Ma io non sono un tecnico, non ho fatto corsi a Coverciano e non ho allenato per più di dieci stagioni in Serie A. Delio Rossi invece sì. E’ evidente che in questo momento dobbiamo fidarci del suo giudizio, delle sue opinioni e dei suoi dettami, perché il direttore sportivo, nel limite del possibile, è chiamato a costruire una rosa sulle indicazioni dell’allenatore. Probabilmente Corvino avrebbe già preso Pazzini, ma deve tenere conto del parere di Rossi. Probabilmente il tecnico romagnolo preferirebbe Abel Hernandez, i costi in questo aso sarebbero addirittura maggiori ma come attaccante è più futuribile di Pazzini. Vedremo, di sicuro da questa scelta dipenderà molto del potenziale offensivo del Bologna. Ognuno di noi ha delle idee e dei gusti calcistici ma non possiamo sostituirci al mister. Dobbiamo limitarci a prendere nota delle attuali indicazioni e tra qualche mese analizzare se saranno state giuste oppure no. E’ sempre il campo ad esprimere un verdetto e non le opinioni a priori, ci si può divertire nel gioco del ‘io ci ho preso e tu no’, ma alla fine il tecnico del Bologna è uno solo e tocca a lui decidere. Chissà, magari arriverà una punta che farà venti gol e la città si dimenticherà di Pazzini. Perché tutto è relativo e resto dell’idea che tutti possono sbagliare e che gli oracoli non esistono, soprattutto quelli che si professano tali.

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