A Napoli, per ritrovare Amadou

A Napoli, per ritrovare Amadou

Dopo tanto tempo il Bologna ritrova Diawara, sparito dai radar a luglio.

Manca poco e il Bologna potrà salutare di nuovo Amadou Diawara. Introvabile per due mesi buoni, il guineano affronterà la sua ex squadra con la maglia azzurra, quella del Napoli. Chissà se le parti si saluteranno, se qualcuno dei rossoblù andrà a stringergli la mano, se i club manager Di Vaio o l’allenatore Donadoni si avvicineranno a chi, fino a pochi mesi fa, incontravano giornalmente a Casteldebole.

Non è ancora dato sapere se Sarri lo schiererà, ma oltre alla vittoria contro il Cagliari, siamo sicuri che la presenza di Amadou dall’altra parte fornirà ai giocatori del Bologna uno stimolo in più per fare meglio. Perché, ovviamente, il comportamento del guineano non è affatto piaciuto allo spogliatoio che fino a pochi mesi fa lo aveva accudito e cresciuto, come il baby fenomeno qual è. E’ il calcio, il professionismo, quello spartiacque tra essere calciatori e compagni di squadra. Sparire, dunque, rendersi irreperibile e complicare i piani alla società che ha contribuito a lanciarti nel grande calcio. Non c’è spazio per la riconoscenza, ma almeno con la comparsa a Napoli di Amadou abbiamo risolto l’enigma del ‘dove si trova?’. In bocca al lupo a lui, come a Giak, due storie completamente diverse, e al Bologna che ha l’occasione di batterlo. Non sarebbe affatto male.

Bene invece, a mia opinione, si è comportata la società. Nonostante la rateizzazione del pagamento, modus operandi abbondantemente utilizzato nel calcio, la cessione per 15 milioni circa è un affare, sia per il comportamento del giocatore che per il suo valore effettivo in questo periodo della sua carriera. Se ci pensate, al netto del prolungarsi dei tempi col rischio di doverlo tenere fuori rosa, vendere un giocatore irreperibile per due mesi e reduce da un ammutinamento non era per niente facile. Si poteva magari affrontare il problema con anticipo, ma tutto sommato il club ne è uscito bene e senza ripercussioni. E onestamente, dopo due partite giocate bene in casa non si sente più la mancanza del nostro perno davanti alla difesa. Non che Diawara non fosse servito, ma col passare del tempo ci stiano lasciando alle spalle la storia d’amore conclusa nel peggiore dei modi per aprirci ad una nuova indimenticabile avventura. Sperando che il buon Amadou non decida di sbloccare la sua stitichezza offensiva proprio contro di noi. In quel caso sarebbero volatili per diabetici…

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