A Milano con concentrazione, il calciomercato può diventare un problema

A Milano con concentrazione, il calciomercato può diventare un problema

Cinque partite a gennaio con il calciomercato aperto: le distrazioni sono all’ordine del giorno

C’è una grossa preoccupazione che attanaglia il tecnico Donadoni, non è tanto relativa al ‘come fermiamo il Milan?’ bensì al ‘come affrontiamo il calciomercato?’. Sì, non è semplice. Se da un lato i tifosi e la stampa vivono di notizie, di nomi, di trattative, talvolta anche di sogni, i calciatori sono chiamati esclusivamente a restare concentrati sulla cosa che sanno fare meglio: giocare a calcio. Il mercato è fonte di distrazione, a volte inquina l’ambiente rischiando di distruggere tutto quello che si è creato. Ad ogni sessione c’è la spasmodica attesa all’acquisto, al grande nome, al giocatore che cambierà la vita, ma per chi vive lo spogliatoio e deve ogni domenica scendere in campo, gennaio è il mese peggiore.

C’è chi si sentirà in discussione, chi potrebbe subire il ronzio delle varie voci di mercato e pensare ad altro piuttosto che al campo, c’è chi cerca disperatamente di convincere l’allenatore ma leggerà sui giornali nomi di possibili acquisti proprio per quel ruolo e così via. Non a caso tutte le volte che Donadoni parla ai media non fa che ripetere un concetto chiaro: ‘spero che il mercato finisca presto’. Ha creato un gruppo sano, forse con difetti tecnici ma che rema con convinzione dalla stessa parte. Ecco perché il mister cerca con tutte le sue forze di preservarlo dalla caotica emotività del calciomercato. I gruppi sani vanno protetti, soprattutto in una squadra come il Bologna che è riuscita a risollevarsi dopo un avvio disastroso. Anche perché probabilmente il gruppo è riuscito a cementarsi proprio grazie all’arrivo del nuovo tecnico.

Poi c’è la fretta, la smania della piazza di leggere l’ufficialità di qualche nuovo acquisto. Invece serve calma, perché non siamo in estate – in fase di costruzione di una intera stagione – ma a gennaio, quando serve mettere un paio di pezze per cinque mesi. Il Bologna vuole acquistare i giocatori che desidera alle cifre che desidera, senza troppo farsi prendere in mezzo da valutazioni spropositate o condizioni poco favorevoli. Si ragiona, si valuta assieme all’allenatore quali innesti possono servire, sia dal punto di vista tecnico, ma soprattutto caratteriale. Donadoni non vuole intaccare l’armonia nello spogliatoio, intaccare lo status di alcuni giocatori e rischiare di rovinare il giocattolo che, per la lotta salvezza, ha iniziato a funzionare. Gennaio è sempre un mese particolare, di cui ci si fida poco e che può inficiare il resto della stagione. Se non affrontato al meglio può diventare un problema. Per adesso, la cosa migliore è restare concentrati sul campo, pensare alla partita contro un Milan in leggera ripresa ma che presenta i soliti difetti, quelli su cui il Bologna dovrà assolutamente speculare. Il tutto senza pensare a Calleri, Floccari e Ranocchia. Se Marios, Daniele, Mimmo e gli altri iniziano a giocare pensando al fatto che la società sta cercando un difensore che può scalzarli dal loro ruolo, beh, non è la via migliore per affrontare un mese da cinque partite. Inoltre, giocare cinque match di campionato con il mercato aperto significa anche falsare i valori in campo. Da giornalista non dovrei dirlo, ma sarebbe decisamente meglio ridurre la finestra invernale, nella fattispecie farla coincidere con la sosta di campionato. Non succederà mai.

 

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