A fain un zir da la Sampira?

A fain un zir da la Sampira?

Gomis si rompe il metatarso, Rizzo con i soliti problemi muscolari. Servirebbe la Sampira.

C’era una volta la Sampira, al secolo, narrano i libri, Giulia Carati. Visse dal 1875 al 1958 a Pedagna, vicino a Imola, ed è diventata famosa per le sue mirabolanti cure, una sorta guaritrice universale. Curava qualsiasi cosa e tutti i contadini dell’epoca si rivolgevano a lei se una mucca stava male o se i maiali erano affetti da chissà quale malattia. Andavi da lei e tornavi a casa come nuovo, si dice.

Bene, considerando le recenti sfighe in salsa rossoblù, con Mirante ricoverato in ospedale, Gomis appena preso e già con una mano rotta e Rizzo afflitto dai soliti guai muscolari, se esistesse una degna erede della Carati consiglierei una gita di gruppo. Il Bologna di colpo si ritrova senza il portiere titolare, prende un sostituto e taac, dopo pochi giorni è come se fossimo punto a capo. Al momento Da Costa giocherà, il suo vice sarà il baby Sarr, nella speranza che la dea bendata si tolga il velo dagli occhi porgendolo alla dirimpettaia sfiga. Donadoni, inoltre, deve ancora posticipare la completa maturazione di Rizzo, fermato dall’ennesimo guaio muscolare. Se continua così far fruttare quei 5.5 milioni spesi per prenderlo dalla Samp sarà dura. Un peccato, perché il giocatore ha delle doti importanti, se solo quel fisico gli consentisse di esprimerle con continuità…

Nonostante qualche acciacco qua e là, proprio ieri, durante il suo intervento alla conferenza dei giovani industriali a FARETE, Donadoni si è dichiarato ottimista nel guardare al futuro della squadra, un gruppo giovane e fresco di elementi nuovi (Viviani, Helander, Torosidis e Sadiq) che il mister non vede l’ora di mettere in campo. Nel frattempo, oltre alle buone prestazioni di Krejci e Nagy già viste contro il Crotone, Di Francesco sale agli onori della cronaca disputando un match in Under21 con i fiocchi segnando una doppietta contro l’Andorra. Insomma, per fortuna i giocatori sani e in forma sono in numero maggiore dei compagni attualmente infortunati. Non sarebbe una grave perdita, se non fosse per la strana maledizione fra i pali che inaugura una stagione già ballerina ed infausta dopo la pesante sconfitta a Torino da riscattare al più presto. Le cose devono mettersi bene subito, con o senza portiere titolare e sostituto-lampo. Da Costa ha saputo difendere risultati e difendere bottini in più di una disperata occasione, ci auguriamo che anche domenica la provvidenziale fortuna di Angelo ci protegga di nome e di fatto. L’ultimo paziente dalla Sampira non vuole essere proprio Donadoni, con ulteriori polsi rotti e qualche nome da mandare dentro e fuori dallo spogliatoio.

Una improvvisa battuta d’arresto, per una formazione ancora in pieno rodaggio, con giocatori che hanno ormai trovato intesa e ragazzi giovani che ancora devono iniziare ad allenarsi insieme, è un episodio quasi normale da aspettarsi e superare nell’immediato. L’avvento di Donadoni ha portato ad uno straordinario recupero di Mattia Destro e ad un generale lavoro psico-fisico su tutto il gruppo che ha portato senza dubbio a creare maggiore compattezza e sana competitività fra i giocatori. E’ bene ricordare, tuttavia, che di Destro e di Mirante ce ne sono pochi in serie A e che tolto uno, tipo effetto-domino, togli pedine fondamentali della scacchiera rossoblù che rappresentano un punto di riferimento per i ragazzi. Stesso discorso vale per Maietta, soggetto a repentine ricadute e che Oikonomou non sempre è stato all’altezza di sostituire.

In pratica, il campionato è sì lungo, la squadra è sì giovane e la rosa è sì lunga con tanti altri elementi a disposizione…ma occhio a questi fastidiosi e ripetitiva infortuni. Vorremmo evitare superstizioni varie e guaritrici e affrontare ogni prossimo avversario con piglio cinico, concentrato e determinato a ottenere il miglior risultato possibile nel limite delle proprie potenzialità individuali e di gruppo. Come si dice: chi ben comincia è a metà dell’opera e a chi è infortunato, tutt’al più dico solo “in bocca al lupo”!.

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