A Bari con quale spirito? Maietta, in veste di capitano, indica la via

A Bari con quale spirito? Maietta, in veste di capitano, indica la via

E’ un Bologna acciaccato, rimaneggiato e che quasi non si regge più in piedi. Con Gastaldello (in ripresa) e Zuculini infortunati, si è aggiunto un Casarini con il menisco sull’orlo del tracollo, senza contare le squalifiche di Laribi e Matuzalem. Allegria amici ascoltatori! In questo scenario abbastanza apocalittico, c’è stato anche il confronto tra un tifoso e Lopez che ha fatto emergere la tensione che cova il mister da diverso tempo. Ci sono tutti gli ingredienti per andare al San Nicola e perdere tre a zero, soprattutto davanti ad un pubblico invogliato ad andare allo stadio con il prezzo dei biglietti posto a un euro. E’ l’ultima spiaggia barese per tentare di agganciare i playoff, guarda caso proprio contro di noi. Ecco, il calendario non ci aiuta mica tanto. Proviamo però a ricapitolare la situazione: in estate avremmo firmato per essere a sei dalla fine in seconda piazza in coabitazione, poi i risultati forse sopra le aspettative hanno portato tutti a pensare più in alto (alzare l’asticella) mentre l’arrivo della nuova proprietà ha, di fatto, sancito l’arrivo di uno status superiore. Dovevamo vincere il campionato. In onestà, siamo passati dall’essere una squadra da retrocessione – dopo la sconfitta in Coppa con l’Aquila – ad una che avrebbe dovuto ammazzare la Serie B. In mezzo c’è tanta strada, un gruppo plasmato bene da Lopez e fondato su alcuni elementi di comprovata esperienza, diversi punti buttati giocando discretamente fino ad un lento declino che prima ci ha visti ad un passo dal piombare al settimo posto salvo risalire, poi progressivamente a perdere autostima e motivazioni facendoci scavalcare – per scontri diretti – da chi ci stava di dietro. C’è anche stato nel frattempo un mercato di gennaio come non se ne vedevano da anni, o almeno questo era il sentore che si respirava a gennaio prima che Mancosu sentisse troppo il peso della maglia ed Mbaye si perdesse nella sua ancora giovane età.

 

In questo caso bisognerebbe chiedere a chi c’era prima se la differenza di ingaggio con chi è arrivato dopo sta causando problemi subliminali nei rapporti di spogliatoio o sul rendimento in campo. Se cioè, per davvero, i giocatori sono professionisti fino a che non arriva qualcuno che prende di più. Qualcuno poi mormora come il futuro incerto di alcuni giocatori (quelli che Corvino non tratterrebbe qui a Bologna) induca a mollare la presa smettendo di lottare. La teoria, sinceramente, non pare convincente, nel senso che una promozione in A col Bologna porta in automatico tanto prestigio, soprattutto ne viene aggiunto parecchio sul curriculum se questo recita gavetta in Serie B con squadre meno blasonate. Non si capisce poi quale tipo di pressione possa avvertire la truppa, perché a parte un singolo sparuto tifoso ieri, il clima qui in città non è affatto invivibile come da altre parti, ad esempio schiaffi o stadi devastati a Bologna non se ne sono visti. Detto ciò è lecito chiedersi cosa stia bloccando la truppa e forse ha ragione Maietta quando dice: “E’ subentrata preoccupazione”. 

 

Corretto soffermarsi sulle parole di Mimmo che in questa fase di stagione sta assumendo i connotati del capitano. Smentita la teoria che il mercato di gennaio abbia rotto il giocattolino, smentita la teoria dell’addio doloroso di Fusco e di un Corvino non così presente, Maietta ha sintetizzato il problema del Bologna con un blocco psicologico evidente. Ci può stare come soluzione, forse questi ragazzi pensavano di poter fare molto di più ma imbrigliati nelle secche della B hanno scoperto, con poca felicità, di dover lottare e sudare come ossessi fino al termine della stagione. “La vittoria cura tutti i mali” ha dichiarato Maietta ed effettivamente ottenere un insperato successo a Bari può spianare la strada per la successiva sfida casalinga con il Catania. Non resta altro da capire, se non con quale spirito il Bologna scenderà in Puglia venerdì, se la voglia e la determinazione di tutta la squadra fosse come quella di Mimmo Maietta saremmo decisamente più tranquilli, mentre invece c’è la sensazione che qualcuno stia mollando gli ormeggi in preda anche ad una condizione fisica mancante. Ecco allora che chi sente le ali intorpidite o la determinazione assopita, dovrebbe pensare a quanto può essere prestigioso portare questa squadra e questi colori in Serie A. Oppure pensare a Casarini che corre novanta minuti con un ginocchio malandato. “Voglio giocare in Serie A” ha detto Mimmo, già, santissime parole.

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