3-5-2? Ecco come lo farei (ma a Casteldebole si è partiti soft)

3-5-2? Ecco come lo farei (ma a Casteldebole si è partiti soft)

Allenamento interlocutorio a Casteldebole, dopo due giorni di riposo la truppa si è allenata a ranghi ridotti partorendo, nel finale, una partitella otto contro otto che non ha dato particolari spunti dal punto di vista tattico. Ripresa per gradi dunque, con le assenze di Destro, Mounier, Rizzo, uniti agli infortunati Ferrari, Donsah e Giaccherini e ai nazionali Krivicic e Taider. Indicazioni? Nessuna. O meglio, pensavamo che Godfred Donsah avrebbe ripreso ad allenarsi assieme ai compagni ma invece si procede, anche in questo caso con cautela. Reputo strano che, oltre ai due giorni di riposo, nella giornata di ieri la ripresa sia stata soft, considerando tutti i problemi che ha il Bologna forse sarebbe servito sfruttare al massimo questa sosta.  Si gioca il 18 e si inizia a preparare la sfida seriamente l’8 ottobre, riducendo a dieci i giorni di lavoro intenso in vista di una delle partite cruciali della stagione. Un po’ di perplessità ce l’ho.

Non sono però un allenatore, non ho il patentino di mister e ben lungi da me l’intenzione di insegnare a Rossi il suo mestiere. Mi sia concesso invece di buttare lì una mia idea, uno schieramento che mi piacerebbe vedere in attesa del rientro di Giaccherini che renderebbe perfetto il tridente offensivo con Destro. Ho già più volte parlato di 3-5-2, un modulo che, per prima cosa, darebbe più solidità alla squadra. Tre centrali dietro, due esterni che possono fornire fase offensiva e difensiva, passando, in caso di necessità, ad una difesa a cinque. Questo limiterebbe gli errori dei singoli, soprattutto quando si tratta di scalare se uno dei centrali esce per chiudere un buco sulla fascia. Molte sono le circostanze, con la difesa a quattro, in cui il Bologna perde la sua struttura difensiva, la compattezza della linea, l’equilibrio fondamentale per coprire nel migliore dei modi non solo le marcature avversarie ma anche il campo, nella sua ampiezza, nei pressi della porta. Una retroguardia a tre contempla altrettanti centrali, uno di questi magari in posizione più arretrata, una sorta di libero, mentre gli altri due possono occuparsi delle punte avversarie. Con l’aiuto degli esterni, verrebbero anche limitati i buchi difensivi sulle fasce e, nella malaugurata ipotesi in cui uno dei centrali dovesse uscire, ce ne sarebbero sempre altri due a coprire la porta. Certo, sicuramente gli avversari sfrutterebbero l’ampiezza del campo e le sovrapposizioni per creare superiorità numerica e aprire la scatola difensiva, ma in quel caso toccherebbe ai mediani rossoblù seguire eventuali tagli verso la porta da parte dei centrocampisti avversari. La sensazione è che il 3-5-2 possa dare al Bologna più compattezza, più densità, e, a maggior ragione, mantenere stabili le distanze tra i reparti. Il Bologna crolla nelle riprese perché spende troppe energie nella prima frazione, questo porta la squadra a perdere campo, distanze, a non seguire determinati tagli o sovrapposizioni, così facendo la difesa viene esposta ed è costretta a variare il proprio assetto, causando buchi dalla parte opposta del campo come successo nel terzo gol contro la Juve. Quando si è stanchi i dettami tattici saltano, il mediano non segue un taglio, il terzino non scala o lo fa male, il centrale esce con un pizzico di ritardo. Essere più compatti, inoltre, aiuterebbe – nel caso fosse necessario – anche a raddoppiare alcune marcature.

Detto ciò, sperando di non aver scritto una marea di cavolate visionarie, passiamo a quello che potrebbe essere l’undici titolare con questo modulo. Tralascio il portiere, Mirante è una sicurezza e mi pare inutile metterlo in discussione, per lui zero responsabilità in questo avvio. Difesa banalmente composta da Gastaldello (al centro), Rossettini e Oikonomou ai lati, Ferrari e Maietta come riserve. Sugli esterni, come già scritto in precedenza, si potrebbe rispolverare Mbaye a destra (con Krafth pronto a ricalcare i campi nel caso andasse male) e confermare Masina a sinistra. Nella nuova posizione Adam potrebbe essere più incisivo in fase offensiva, il suo aspetto migliore del gioco fino a ora, e meno sotto pressione in fase difensiva, perché uno dei problemi maggiori del giovane esterno è quello di scalare al centro dell’area se la difesa risulta costretta a traslare dalla parte opposta alla sua. Passiamo alla mediana. Diawara è diventato inamovibile, giustamente, visti i continui progressi e Delio Rossi non ci pensa a toglierlo. C’è però anche Crisetig, il regista designato della squadra. Perché allora non provare a inserirlo nuovamente in campo e magari affiancarlo proprio a Diawara, chiamato a ricoprire un ruolo centrale ma non esattamente come perno davanti alla difesa. Potremmo, con questa soluzione, aiutare la fase di possesso palla (a patto che Crisetig abbandoni il suo ruolo da 5.5) e allo stesso tempo non perdere la grinta e la solidità del guineano. Se a questi due aggiungessimo anche Godfred Donsah, forse riusciremmo a costruire un centrocampo tecnico e tenace, con più qualità e più quantità. Non sarebbe, a mio parere, un problema se i terzini fossero costretti a giocare bassi lasciando a tre la mediana, primo perché dietro ci sarebbe comunque un difensore in più, secondo perché anche adesso il Bologna gioca a tre a centrocampo. Rimane solo l’attacco, banale sottolineare come la necessità di recuperare Destro sia impellente e allo stesso modo l’importanza di schierare il miglior marcatore della squadra: Anthony Mounier. E chissà che con due esterni più alti non arrivino rifornimenti decenti dalle parti di Destro, il quale, come già sottolineato, dovrà metterci qualcosa del suo per non essere catalogato alla stregua dei vari Bianchi o Acquafresca. Sono tutti discorsi teorici, sia chiaro, anzi, se Delio Rossi contro il Palermo strapperà tre punti con il 5-5-5 a noi va benissimo lo stesso. L’importante è farli, quei maledetti tre punti.

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