We Are One…a Sette!

We Are One…a Sette!

di Rosanna D’Atri

Oggi è martedì, da sabato non sono riuscita a trovare un momento per scrivere anzi, non ho voluto trovare un momento per farlo perché sapere cosa dire in casi del genere, evitando le denunce in primis, sarebbe già stato un punto di partenza.

Ammetterlo, soprattutto a me stessa, è stato triste e deludente come tristi e deludenti sono stati quei novanta minuti di orrore calcistico e sociale cui sono stata costretta ad assistere sabato sera. Voi mi direte, potevi andartene così come hanno fatto altri e io vi risponderei sì, potevo farlo ma ero troppo annichilita anche solo per muovere i piedi verso l’uscita così mi sono trascinata fino al fischio finale o al settimo gol del Napoli, credo, avendo perso il conto lì per lì.

Ancora oggi la mia testa è confusa, non capisce soprattutto come sia possibile lo sdoppiamento di personalità degli ultras bolognesi –non facciamo di tutta l’erba un fascio? Sarà, continuo a non sentire applausi che sovrastino le boiate che arrivano dalle menti eccelse che invocano calamità naturali – pronti a raccogliere le ceneri avversarie ma idolatrando e applaudendo a fine partita un “terrone doc” come Maietta: o forse hanno spostato la Calabria sulle dolomiti e io non me ne sono accorta? Quando Maietta parla, viene sotto la curva a chiedere scusa mettendoci la faccia, lo capite? In quel caso lui non è “maruchein”?

Magari non lo è neanche Masina in parte così come Mirante non è campano, ma non scherziamo, loro indossano la maglia del Bologna e così è tutta un’altra storia. WE ARE ONE.. sì, quando ci conviene.

Io sono convinta che i giocatori in questione abbiano sviluppato un udito selettivo, vorrei avere la loro stessa capacità e parlare solo dello scempio sportivo, l’aureola ancora non mi è spuntata ma una cosa devo dirla.

Oltre alle bestialità territoriali che aleggiavano sul Dall’Ara, ho sentito addirittura gente che si lamentava della poca sportività degli avversari: ma l’avete mai fatto un giorno di sport a livello agonistico nella vostra vita? Se un avversario si ferma e giochicchia per non infierire è non sportività, il problema è stato che i nostri giocatori non hanno mostrato neanche un po’ di carattere facendo capire a muso duro che qui a Bologna non si viene, si fanno SETTE gol (e che gol i 3 di Hamsik) e si torna a godersi uno dei panorami più belli d’Italia come se niente fosse. Uno dei pochi che ci ha provato è stato il “terroncello Mimmo” ma il resto delle fighette alla Destro, ancora girovagano per il campo cercando lo stregone del mago di Oz per chiedergli un po’ di coraggio.

Domani c’è il Milan, uno scontro tra poveri ricchi, ma prima di chiedere e pretendere rispetto per i colori del BFC, impariamo a rispettare i colori degli altri perché stavolta, l’azzurro del Vesuvio è esploso dritto e caloroso sulle nostre facce per ben SETTE, ribadiamo SETTE, volte.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy