Via col vento

Via col vento

Non essere volati via è già stato un successo. Poi quel record di imbattibilità nei primi 15 minuti…

Commenta per primo!

Il Bologna vola via con un punto dalla trasferta del Barbera, storicamente complicatissima, ma siamo tutti qui a rimuginare su una sensazione di incompiuto. Ormai non ci basta più la striscia positiva di quattro partite, non è più sufficiente un Bologna che ferma le grandi. Adesso vogliamo un Bologna “trepuntoso”. E’ da inizio campionato che diciamo che una squadra matura non deve perdere certe partite che non riesce a vincere. Adesso che lo facciamo non va più bene, ci resta l’amaro in bocca. Del resto siamo tifosi, “andare bene” non è il nostro verbo preferito.

 

Le lancette cominciano a girare, si parte. Donadoni ridisegna l’attacco rossoblù schierando a sorpresa Floccari accanto a Giak e Destro. Ma è il Palermo a partire meglio, anche spinto da un vento insistente che rende difficilissimo giocare al football. Hiljiemark va in percussione centrale, Gastaldello rinvia sugli zebedei di Maietta che chiude involontariamente il triangolo con lo svedese, fortuna che arriva Donsah a sparecchiare l’area. Maresca scodella in mezzo un calcio di punizione, Gila spizza e Andjelkovic – ma uno con un nome normale, no? – coglie la traversa con la bandierina del guardalinee alzata. Dopo i primi dieci minuti “difficilosi” il Bologna reagisce e il Palermo arretra la manovra. Al 16o, i rossoblù, superano ogni record interstellare di imbattibilità nel primo quarto d’ora di gara. Tutti a dire “bravi!”, “grandi!”, “che figata!”. Ma un bel chissenefrega? Questa statistica non se l’era mai fumata nessuno e improvvisamente sembra diventata la cosa più importante della stagione, meglio dei 34 punti guadagnati.. Boh.. Al minuto 26, Destro impegna Posavec che si fa trovare pronto. Ci provano anche Giaccherini e Floccari da fuori area, ma la brezza – diciamo così -, trasforma i due tiri in flicchi che non impensieriscono minimamente l’estremo isolano. Prima dell’intervallo, Maresca su punizione, Chochev di testa-mano e Vitiello da buona posizione, fanno vacillare le nostre certezze.

 

All’inizio del secondo tempo, invece, il Bologna naviga con il vento in poppa. Giak viene spostato nel ruolo di trequartista e le sue azioni si fanno più insistenti. E’ lui ad inventare una verticalizzazione per Destro che fa fare bella figura al debuttante portiere avversario. Le squadre si allungano e la gara diventa “vivaciosa”. Vazquez spreca una ghiottissima occasione, il Bologna ringrazia e decide che non è il caso di bissare lo spa-vento. Fra il 72o e il 77o Destro ha tre buone occasioni, ma sciupa sparando il pallone direttamente a Lampedusa. Sull’ultima mi scappa un “mavaffanculo” atomico. Il goal è nell’aria ma purtroppo la corrente lo porta altrove. Giak e Donsah – che nel secondo tempo entra finalmente anche lui in partita – avrebbero altre due buone occasioni, ma oggi è giornata di piedi “quadrosi”. Il Palermo pensa che in fondo un punto può andare bene e rischiare ulteriormente non è opportuno. Fuori Gila e Vazquez, che la prende da gran signore, e partita in ghiacciaia.

 

Per analizzare il match, secondo me, bisogna partire dal presupposto che giocare con queste condizioni atmosferiche non è affatto facile. Nella mia scarsissima carriera pedatoria mi è capitato un paio di volte e posso assicurare è davvero insopportabile: al posto del cuoio sembra di giocare con la palla pazza che strumpallazza – questa la capiscono solo gli over40 -. Detto questo, visti i valori in campo, forse con un pizzico in più di determinazione, si poteva portare a casa l’intera posta. Il Bologna, a tratti, mi è parso un po’ supponente o forse troppo conscio della sua superiorità. Malino Floccari: fluttua fra il ruolo di ala e punta, ma gira troppo lontano dalla porta per trovare la stoccata vincente. Male, male, male Constant. Entra in campo al 66o, ma la testa se la scorda in panchina. Bene Giaccherini, che sembra in crescita dopo le ultime uscite un po’ sottotono e molto bene Maietta che si dimostra, ancora una volta, l’uomo più in forma della difesa. Mi riesce invece difficile perdonare le tre occasioni consecutive sprecate da Mattia: è vero, era presente, vivo e non si è estraniato dall’azione come a volte gli capita, però mi aspetto che almeno in un paio di circostanze prenda la porta, o almeno ci vada vicino. In definitiva oggi è stato un Bologna “tirafuoroso”.

 

Per restare in tema ventoso, come dice Rossella O’Hara in Via col vento: “La vittoria … A casa… A casa mia! E troverò un modo per riconquistarla. Dopotutto, domenica è un altro giorno!”

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy