Uno splendido disastro

Uno splendido disastro

Quarantacinque minuti splendidi, una ripresa disastrosa e sei minuti da incubo. Il bicchiere si svuota, ma resta sempre mezzo pieno

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Il calcio per noi tifosi è fatto di colori, i colori della nostra maglia. A volte quei colori, quella maglia, vengono indossati da uomini veri, persone che “ci mettono la faccia”, danno tutto per il nostro bene più grande, il Bologna. Questi individui non vengono dimenticati, restano nei nostri cuori e questa è la loro vittoria più grande. Altri figuranti, invece, sono cancellati dalla memoria, dalla storia sportiva che ognuno di noi ha dentro. Stefano Pioli è un uomo vero che sarà sempre un piacere riabbracciare, perché tutti sappiamo che, con lui in panchina, quell’inferno che è la serie B non lo avremmo forse mai riassaporato. Invece Stefano è stato tradito, dentro e fuori dal campo, da finti uomini, capitani mercenari, che si sono venduti per trenta denari o qualche mese di celebrità. Pioli ieri si è ripreso quello che era suo, l’abbraccio e la stima dei suoi tifosi.

 

Pronti via, uno a zero. Non mi sono ancora ambientato che siamo già in vantaggio! Giaccherini, su punizione, disegna una traiettoria diabolica che si infila là, dove Berisha non può proprio arrivare. Festa grande. La Lazio gioca, noi facciamo male, nel senso che quando abbiamo la palla, verticalizziamo e sono dolori. Minuto 18, Munier la mette dentro, Gastaldello si trasforma in uomo assist e mette Destro davanti all’estremo laziale. Due a zero, cielo sereno, sole e temperatura quasi primaverile. Se avessi fra le mani un gratta e vinci da cinquecentomila euro, potrei essere uno degli uomini più felici del mondo. I romani continuano a tenere palla e noi continuiamo ad infilarli come un coltello nel burro. 33esimo: Taider serve Mounier sulla fascia, cross basso, arriva Brighi a botta sicura ma la palla esce di un soffio. !Arg! Fine primo tempo: noi bene, bene, bene, loro male, male, male. Gran giro palla e zero tiri in porta. Ottimo e abbondante.

 

Passiamo i primi 25 minuti della ripresa nella nostra metà campo, la sfera ce l’hanno sempre loro, ma Mirante continua ad avere i guantoni intonsi. Ricomincio a respirare. Penso che li abbiamo fatti sfogare, adesso usciamo e gli diamo il colpo di grazia. Invece gli Dei del calcio sono di un altro avviso. Gastaldello comincia a dare fuori di capoccia per la febbre e dopo aver preso un palo – della porta di Mirante! -, Donadoni decide che è meglio cambiarlo: entra Ferrari e Rossettini viene spostato in mezzo. Ho un déjà-vu delle prime dieci partite e mi sento tranquillo come quando Mozart disse: “Ci penso io, ho un piano”. Così in sei minuti mi si palesano le risposte a molti miei perché. Perché il Bologna cerca un centrale, perché la prima mossa di Donadoni è stata spostare Rossettini sulla fascia, perché con Rossi le prendevamo da tutti. In un amen ci troviamo dal paradiso all’inferno. Un uno due che ammazzerebbe un toro: siamo in dieci contro undici, frastornati, sulle gambe e con la sensazione che da un momento all’altro possa succedere il fattaccio. E infatti la Lazio rischia di fare il terzo goal su tre tiri in porta, ma San Mirante ci mette una pezza. Questa volta almeno un punto lo portiamo a casa, o come dice il piccolo Andrea: “Almeno non li abbiamo lasciati vincere…”.

 

E’ calato il sole, la temperatura si è abbassata di dieci gradi, o almeno così mi sembra. Sono esausto, spremuto come un limone. Non riesco ad articolare una frase di senso compiuto, mi sembra di essere Yoda con la sciarpa rossoblù al collo. Avrei solo bisogno di silenzio, riuscire a ricomporre il puzzle di pensieri che mi si è ribaltato nella mente. Niente, i miei amici hanno voglia di parlare. “Che goal Giaccherini!”, “Eh..”. “Sul due a zero pensavo proprio di portarla a casa!”, “A me dillo”. “Il cambio di Gasta non ci voleva”, “E’ che.. oh..”. “Rossettini disastroso, prima non avevamo sofferto niente”, “Già, rinforzi servono”. “Certo che loro hanno una panchina.. Ne tiri giù tre e ne metti su altrettanti buoni!”, “Eh.. ooh..”. “Nel secondo tempo il nostro centrocampo è rimasto nello spogliatoio..”, “Troppo forte nel primo tempo andati siamo”. “Ci voleva Donsah.. ma non può proprio fare mezz’ora?”, “Boh..”. “Va beh, forse prima della partita, avremmo firmato per un pari..”, “Forse, ma grande di palle giramento adesso è!”. “Anche oggi, che arbitraggio. Ma uno buono ce lo manderanno mai?”, “Mai nulla diciamo, approfittarsene loro”. “L’espulsione di Masina mi è parsa eccessiva”. “Già..”. “Povero Saputo, non ce la fa proprio a vederne vincere una”, “Ah.. oh.. boh..”.

 

“Stai bene?”, “Primo tempo alla fine, meglio stavo. Confuso sono ora”.

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