Tragedia greca

Tragedia greca

L’amichevole allo Stadium finisce tre a zero… non era un’amichevole?

Ieri sera qualcosa è andato storto e su Sky, al posto della partita, è andata in onda una Tragedia Greca. Gli ingredienti c’erano tutti visto che il motivo della rappresentazione teatrale ellenica è strettamente connesso con l’epica, ossia il «mito», interpretato dal minuto di silenzio in onore di Pascutti. Il buio è calato sullo Stadium e l’indimenticabile foto di Ezio in tuffo ha scaldato il cuore dei mille temerari rossoblù. Dicevamo del «mito» che si fonde con «l’azione», interpretata dalla prima vera manovra bianconera che ha aperto una voragine nella retroguardia rossoblù che in confronto quella del Titanic è il foro di uno spillo. Uno a zero, grazie e arrivederci. «Mito» e «azione», mancano solo i «personaggi» e quelli in maglia rossoblù non hanno fatto certo una bella figura.

Non è stata una partita, è stato un allenamento. Il divario tecnico fra le due squadre era troppo ampio per pensare che il match fosse combattuto. In diretta sembra pure che i rossoblù giochino una onesta partita. Il problema è che poi ci ripensi e quello che di “bello” hai visto, svanisce nel nulla «come lacrime nella pioggia». Si rischia di essere ripetitivi, ma sembra proprio che il vero problema del Bologna sia la fase offensiva. Cambiano gli interpreti, ma la tragedia resta sempre quella. Munier, bocciato. Floccari, impresentabile. Sadiq, non pervenuto. Scendono in campo Destro, Krejci e Di Francesco. Il ceco si spegne come un cerino al cospetto della bora. Il figlio d’arte si sbatte, corre, lotta, è volenteroso, ma alla fine non crea nessun problema alla difesa bianconera. Mattia … era in campo? Dai!

La solfa è sempre quella: Destro è troppo solo e non gli arrivano mai palloni giocabili. Tutto giusto, ma è anche vero che Higuain alla prima occasione ha scaraventato un “lavandino” in porta senza pensarci mezza volta (poi Mirante non mi è parso irreprensibile). Destro lo avrebbe fatto? Mmmm. Una domanda per i lettori con qualche anno sulle spalle: quante occasioni avevano Stefan Schwoch o Dario Hübner? Non credo avessero decine di palloni giocabili a gara, però bollavano spesso e volentieri. Comunque il vero problema non è che non riusciamo a fare un tiro in porta a Torino, il problema è che non centriamo i pali otto partite su dieci. Per inciso, Pescara e Palermo non fanno testo.

Non sono queste le nostre partite, ok. Non è allo Juventus Stadium che dobbiamo andare a prendere punti, ok. Loro fanno un altro campionato, come del resto le ultime tre, ok. Formalmente non abbiamo neppure sfigurato, ok. Però è l’ennesima partita che lascia l’amaro in bocca soprattutto per l’atteggiamento. Perdere ci sta, era prevedibile e preventivato, ma la sensazione è che la squadra sia spenta, giochi senza quella cattiveria che invece avevano loro anche sul tre a zero.

Chiudo con la vera tragedia greca di serata. Sinceramente dare tutta la colpa a Marios mi sembra troppo facile e riduttivo, magari il problema fosse solo lui! Infatti c’è anche un altro greco nel Bologna! Oiko marca troppo poco (primo goal) o troppo troppo (rigore), oppure va a funghi con il compagno di merende Torosidis: ma chi cercavano sul terzo goal, su un cross morbido morbido che si poteva respingere tranquillamente? Ma dove andate, fermate la diagonale, giratevi a vedere dov’è l’uomo! No, dritti sul primo palo dove non c’è nessuno. Sbadati? Poco lucidi? Poco concentrati? A questo punto, poco e basta.

Va beh, è andata così, amen. Adesso tutti concentrati sul Crotone, queste sono le partite che non dobbiamo sbagliare. Forza ragazzi.

MATTEO RIMONDI

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